Doccia

 Siamo al campo AC 2007. Abbiamo giocato a bnandiera genovese, e naturalmente tutti devono fare la doccia.
Velocissimo scatto in casa, afferro beauty case e asciugamano e mi precipito verso uno dei due bagni disponibili.
Sassoli è comunque arrivato prima di me, ma almeno sarò secondo. Quando però il bagno sta per libearsi, arriva bel bella Agnese, anche lei con beauty e asciugamano, che mi fa: "Dondi, è meglio che vado prima io."
Tipino deciso, l’Agnese: secondo me, se fosse stata al posto della sua omonima letteraria, sarebbe andata personalmente da Don Rodrigo e, dopo aver steso le guardie, gliene avrebbe dette di tutti i colori di fronte al podestà.
Io invece, timido di natura e più versato nelle questioni metafisiche che in quelle pratiche, sono sempre esitante.
Difficile dunque discutere, ma ho obiettato: "Ma c’ero prima io!"
Vano tentativo: "E allora?", mi ha spiattellato, "Io ho i capelli molto più lunghi dei tuoi, quindi se non li lavo subito rischio di averli ancora bagnati quando ci chiameranno: tu invece ti asciughi  subito! E poi io sono molto più veloce di te: quindi tu aspetterai decisamente meno di quanto dovrei aspettare io. Allora?"
Cosa rispondere? Avrei potuto impuntarmi, ma ho voluto essere cavaliere, e le ho ceduto il posto.
A quel punto Sasso, che aveva in quel momento finito, ha aperto la porta e ci ha chiesto perchè litigassimo. Ha risposto: "Dondi non voleva cedermi il posto!" "Ma se te l’ho ceduto, alla fine: almeno ringrazia!", ho sbottato. Lei è entrata nella doccia senza rispondere.
Devo dare atto che era sincera: dopo cinque minuti aveva finito.
 
Più tardi ho riflettuto sulla questione, e con mia grande sorpresa ho capito che avevo torto: o meglio, Agnese aveva vinto perchè aveva dalla sua il sistema che io stesso ho trovato come il più equo.
In poche parole: "Fà sempre ciò che crea il maggior vantaggio totale per tutti i soggetti coinvolti". Era evidente che il vantaggio suo nel fare la docia prima sovracompensava il mio danno nell’atendere.
Ma, come spesso accade, io volevo aver ragione per ipotesi, e dunque ho istintivamente ragionato secondo un’altro modello, che mi dava invece ragione.
Questo meccanismo, ho riflettuto, non è affatto raro: basta guardare le guerre, quando una nazione ritiene quel paticolare teritorio appartenente a sé per la lingua degli abitanti, un’altra sulla base dei precedenti trattati, un’altra per ragioni storiche, un’altra per ragioni geografiche, un’altra sulla base del potere delle armi. Ed hannop tutti ragione, all’interno del proprio sistema di pensiero, e nessuno all’esterno di esso: ma intanto si distruggono a vicenda.
Inoltre, ho riscontrato di persona ciò che in verità avevo già temuto in teoria: anche questo sistema ha notevoli problemi.
 
Poniamo che ci siano venti Franceschi, tutti con i capelli corti e in grado di fare la doccia in dieci minuti. Arriva un’Agnese con i capelli lunghi ed in grado di fare la doccia in cinque minuti.
Dovrebbe saltare l’intera fila? Secondo questa teoria si: lei risparmia 10 minutix20 = 200 minuti; mentre ciascun Francesco deve aspettare 5 minuti in più, dunque -5 minutix20 =-100. Risparmio totale: 100 minuti. Senza contare il vantaggio che lei avrà il tempo di fare asciugare i capelli senza toglierlo ai Franceschi, per i quali ne serve molto meno.
 
Ma se voi foste uno di questi Franceschi, magari pazientemente in fila da una buona mezz’ora, non vi darebbe sui nervi vederla passarvi davanti? Non pensereste forse di essere vittime di un’ingiustizia?
 
Forse si può migliorare il sistema -a prezzo di complicarlo-, stabilendo non iuna ma due situazioni ottimali: quella che realizza il massimo vantaggio totale e quella che crea la più equa distribuzione dei vantaggi.
Si dovrà comunque agire per massimizzare il vantaggio; ma chi avrà ricevuto meno di ciò che avrebbe avuto se si fosse realizzata le possibiltà equa, sarà rimborsato della differenza. Il prezzo del rimborso sarà diviso tra chi avrà avuto di più in proporzione dell’aumento del loro vantaggio: ad essi comunque avanzerà qualcosa, poichè il vantaggio totale deve essere maggiore che nella situazione equa.
 
Nel nostro esempio, per esempio, Agnese sarebbe comunque passata avanti; ma avrebbe dovuto rimborsare 5 minuti ad ogni Frasncesco.
In questo modo, lei avrebbe guadagnato 100 minuti piuttosto che 200, ma gli altri sarebbero andati in pari piuttosto che perdere 5 minuti.
 
Si presentano comunque diverse difficoltà: la difficoltà di stabilire la scelta ottimale e quella equa, la necessità di mercanteggiare pressochè in ogni situazione, il problema di monetizzare il tempo, o in altri magari l’amore o la vita.
 
Né si può escludere che anche questo sistema escluda ingiustizie.
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4 risposte a Doccia

  1. Francesco ha detto:

    Dondi, non ti curar di loro, io son sempre più convinto di una cosa: tu sei un genio. Un genio incompreso magari, ma sei comunque un genio. Ma ocio che a volte "genialità" è sinonimo di "diversità".

  2. Matteo ha detto:

    sofia se tu nn capisci il wustrel.. questa è impossibile 😀
     
    dondi, sono sconvolto.  ma da piccolo ti è andato un vocabolario di traverso e ora sputa fuori parole auliche alla cazzo o cosa???
    tutta sta storia perchè una ragazza ti ha chiesto di farsi una doccia prima di te..
    ha ragione nico: al\’ciama cavalleria.
    comunque te mi fai paura a volte.. e ora è una di quelle

  3. Sofia ha detto:

    ciaoooo!!!! …sai… è già la seconda volta ke leggo questo tuo intervento e rimango di nuovo…mmh…come dire?… senza parole! … beh…. complimenti! =) … certo io nn arriverei mai a certe cose… il criceto dentro la mia testa dovrebbe correre molto forte x riuscire a farmi capire…^_^" …
    ciao! a presto!!!
     
    =FoFy=
     

  4. Nicolò ha detto:

    Dondi, una sola parola..
     
                                                                                           CAVALLERIA.. 

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