Amnesty International

Qualche giorno fa ho scoperto che una mia amica non aveva mai sentito parlare di Amnesty International.
Ma come si può, mi sono detto, ignorare un’associazione che in quasi 40 anni di attività si è costituita come uno dei più grandi garanti dei diritti umani, dai palazzi del?ONU ai teatri dei più sanguinosi conflitti, coinvolegendo nello sforzo della presa di coscienza per creare un domani migliore quasi due milioni di sostenitori in tutti il mondo, tra cui anche il sottoscritto?
Ora, non che sia gravissimo, e la mia amica essendo solo in seconda è anche scusata: ma potrebbero esserci molti altri, che rischiano di finire il liceo con questo buco nella propria cultura. Perciò, dopo essermi informato per informare lei, posso informare voi: ecco una descrizione generale, e soprattutto diversi link per approfondire.
 
Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani, fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò una campagna per l’amnistia dei prigionieri di coscienza. Conta attualmente quasi due milioni di soci, sostenitori e donatori in più di 140 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty, costituitasi nel 1975, conta oltre 80.000 soci.
La visione di Amnesty International è quella di un mondo dove I diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dagli altri documenti sulla protezione internazionale siano riconosciuti, garantiti e tutelati. Amnesty svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione. Amnesty, inoltre, denuncia gli abusi commessi dai gruppi di opposizione, assiste I richiedenti asilo politico, sostiene la responsabilità sociale delle imprese e si batte per un trattato internazionale sul commercio di armi.

"Aprite il vostro giornale ogni giorno della settimana e troverete la notizia che da qualche parte del mondo
Qualcuno viene imprigionato, torturato o ucciso perché le sue opinioni o la sua religione sono inaccettabili per il
Governo. […] Il lettore del giornale sente un nauseante senso di impotenza. Ma se questi sentimenti di disgusto
Ovunque nel mondo potessero essere uniti in un’azione comune qualcosa di efficace potrebbe essere fatto."

(Peter Benenson, 28 maggio 1961, The Observer)
 
Vedi:
 

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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