Cos’è l’Arte?

Quando sei a Parigi, e la mattina vai a vedere il Louvre con Tiziano e Leonardo ed il pomeriggio il Pompidou in cui espongono una tela 3 metri per 3 tutta blu uniforme e delle bizzarre poltrone gonfiabili, una domanda sorge spontanea: sono entrambe forme d’arte? E qualunque sia la risposta alla precedente domanda, in base a cosa è possibile rispondere?
 
Ho chiesto un po’ in giro, ed ho trovato idee interessanti.
 
La prima idea che ho sentito è
-è arte ciò che è bello.-
Idea interessante, ma problematica perchè richiede di capire che cosa è il bello. Soprattutto, è stata subito contestata: la "guernica" di Picasso, per fare un esempio, che ci parla del terrore causato dalla guerra civile spagnola, non credo si possa definire bella. E come potrebbe esserlo, senza tradire il motivo stesso della sua creazione? Eppure, chiaramente, nessuno dirà che sia un quadro venuto male, anzi! Doveva esprimere angoscia, e lo fa benissimo.
 
Questo ci porta alla seconda idea:
-arte è ciò che esprime efficacemente emozione.-
In effetti, questa è forse la più diffusa opinione in merito. 
Obietterei però che non è oggettiva: se un quadro esprime un’intensa emozione per un altro ed a me non dice nulla, è arte per lui e non per me? Certo però si può riformulare la frase in modo da prendere in considerazione non l’emozione causata nel singolo, ma la media delle emozioni nella popolazione, il che sarebbe già accettabile.
Ma veniamo al secondo problema: non mi sembra che l’arte sia nata come trasmissione di emozioni. Le prime forme d’arte videro la luce per omaggiare sempre meglio gli dèi con statue e templi sempre più sublimi; successivamente l’arte, oltre a continuare ad essere usata per dare gloria agli Dei o al solo Dio, si affermò come mezzo per i governanti per dare lustro alla propria città, e per i ricchi alla propria villa. E qui era proprio importante la bellezza; l’intensità emotiva, quando c’era, era finalizzata ad aumentare la belezza. 
Inoltre gli stessi maestri del rinascimento, dunque di una delle stagioni di maggior fioritura dell’arte, ammettevano senza problemi di aver realizzato numerose opere principalmente per mostrare la loro abilità tecnica nella prospettiva, nel disegno o nei colori, piuttosto che per esprimere qualcosa. Ma quando le regole di rappresentazione dei corpi furono perfettamente conosciute, la vera sfida divenne proprio rappresentare le emozioni dei soggetti: da qui il passaggio dal Rinascimento al barocco, e, a mio parere, la concezione che l’arte sia emozione, definitivamente consolidata con il Romanticismo.
 
A questo punto, dovrei ricordare l’ipotesi di Cianciu; ma poichè non saprei spiegarvela dato che in sincerità non l’ho proprio capita, prego Cianciu stesso di illustrarvela la prima volta che passerà da questo blog…
 
Riflettendo, tuttavia, mi è parso di essere giunto ad una conclusione:
-arte è ciò che costringe quasi ogni uomo, compresi gli artisti concorrenti, ad ammettere: "questo è decisamente migiore di qualunque cosa simile avrei potuto fare io nei panni dell’artista!"-
Questa definizione mette subito in chiaro, intanto, che l’arte deve essere qualcosa di eccezionale, poichè quasi nessun altro sarebbe stato in grado di produrla (sarebbe in effetti possibile stabilire una scala di artisticità in base alla percentuale di persone che ritengono o no che sarebbero stati in grado di creare qualcosa di simile)
Inoltre, questo aggettivo "migliore" comprende nello stesso momento tanto bellezza, quanto originalità, abilità tecnica, espressività, insieme con ogni altro fattore che possa contribuire all’eccezionalità dell’opera, senza presumere arbitrariamente che l’arte si identifichi con uno di essi.
 
Obietterete forse che anche questo non è per nulla oggettivo. "quasi tutti gli uomini" è un’espressione generica, "migliore", proprio perchè onnicomprensivo, è piuttosto vago, ed in effetti come si può dire che qualcosa è migliore di un altro? Ed ineffetti, come posso immaginare di essere trovarmi nei panni di Leonardo o di Giotto?
Ma mi sembra che, comunque, queste critiche non siano più di tanto gravi. "quasi tutti gi uomini" può essere rimpiazzato da una percentuale a piacere, diciamo 97,45%. Quanto a cosa sia migliore, ed al problema del mettersi nei panni dell’artista, ammetto che non sia oggettivo; ma affermo che è "abbastanza" oggettivo.
In effetti, credo che ognuno abbia una conoscenza dei propri limiti sufficiente a capire se fare qualcosa è più o meno alla propria portata o ne è fuori, senza neppure bisogno di fingersi al posto dell’artista. Ma è chiaro che oggi noi siamo molto facilitati dal fatto di poter "salire sulle spalle dei giganti". Oggi chiunque abbia conoscenze di disegno troverebbe banali le prospettive che facevano sbalordire i contemporanei di Piero della Francesca; inoltre, al limite, un discreto pittore potrebbe essere in grado riprodurre passabilmente la Gioconda, copiandola: ma non sarebbe stato assolutamente in grado di farla all’epoca, senza aver mai visto nulla di simile! Per questo ho messo quel "nei panni dell’artista".
Un’ultima obiezione, tornando su quel "migiore", potrebbe essere che questo concetto varia non solo da persona a persona (problema che qui è risolto), ma anche nella media della popolazione cambia notevolmente da epoca ad epoca. Non potevo mettere " quasi tutti gli uomini di quasi di tutte le epoche", poichè sarebbe naturalmente troppo complicato cercare di immaginare il parere di popoli precedenti la creazione dell’opera, o l’opinione dei posteri… in effetti, è possibile ed anzi è spesso successo che ciò che era disprezzato in un’epoca fosse esaltato in seguito, e viceversa. Si potrebbe forse definire che qualcosa è arte "relativamente ad una certa epoca": ma io confido che la vera arte si farà più o meno riconoscere come tale in ogni contesto.
 
Come potete ben vedere, comunque, il problema non è ancora definitivamente chiuso, perciò vi invito caldamente ad intervenire lasciando i vostri commenti, osservazioni, critiche, proposte.

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