Cortona, grazie a tutti!

Ieri sono tornato alla mia Bologna. La grassa e la dotta, ce la raccontano i libri di storia, l’industriale e l’edilizia mi è sembrata, dal treno che mi riportava a casa. Il che a pensarci bene è un bene, ma il contrasto con le stradine medioevali e le case in pietra di Cortona è stridente. Persino l’acqua mi è sembrata troppo salata, il primo giorno a casa…

Che cosa posso dire di questi sette giorni passati in Toscana? Dire che sono stati favolosi, sarebbe come dire che Dante non era poi un cattivo poeta. Quel che è certo, e che non li dimenticherò.

Non ringrazierò mai abbastanza la Scuola Normale Superiore di Pisa per aver ideato un progetto di così largo respiro: che in un’epoca in cui spesso si guarda solo all’utile immediato, si propone addirittura di fornire a centinaia di ragazzi, alle migliori promesse del Paese, un mezzo concreto e completo per poter consapevolmente decidere in quale campo i loro talenti saranno della massima utilità.

Dove altro potete avere una panoramica dello scibile umano e delle professioni, che spazia dalla filologia classica alla chimica, dall’economia alla legge? Trattate in molti casi non da anonimi professori, ma da vere e proprie personalità nel campo del massimo livello. E ad ogni ora, i professori ed i tutor erano pronti a discutere con noi di ogni argomento, rispondere alle nostre domande, stimolarci con quesiti.

Ma non è neppure questo il meglio. No, perché oltre ad avere di fronte i migliori maestri, ho avuto attorno a me i migliori discepoli. E qui davvero si può dire che l’opera di selezione della Normale, per quanto viziata dalla non certo perfetta oggettività delle medie in istituti diversi, tocca il proprio capolavoro.

Cosa dire infatti della compagnia che ho trovato? Il meglio della mia generazione dalle Alpi allo Ionio -o anzi da Bruxelles a San Paolo, figli di italiani all’estero- riuniti a scegliere il proprio futuro.

C’era, innanzitutto, tutta l’allegria e la goliardia dei ragazzi di 17/18 anni, le uscite insieme, le battute, le chiacchierate la sera sulle scale del municipio; e anche c’era l’eterna fatale attrazione tra ragazzi e ragazze -in spregio al fatto che, forse, non ci rivedremo.

Ma insieme, forse soprattutto, c’era la vivacità mentale, l’entusiasmo di conoscere di giovani futuri matematici, scrittori, scienziati, filosofi; e molti erano (ancora?) tutto questo insieme. Non ancora forniti, ovviamente, di tutte le conoscenze –come invece molti si credono di essere, e sbagliano-, ma già con dentro di sé le più profonde domande, che non basteranno forse cinque anni universitari ad esaurire.

In questa compagnia si poteva andare al ristorante parlando di Eulero, sedersi discutendo di  Cantor, aspettare il primo parlando di filosofia, il secondo di politica, e alzarsi lanciandosi molliche e tappi di bottiglia, per poi andare tutti insieme al pub a bere rhum e pera e a dimostrare teoremi d’algebra. Se questa non è vita, ragazzi, cosa lo è?

E non che per ottenere questo la Scuola Normale abbia dovuto selezionare solo una determinata categoria di giovani, anzi. C’era ogni temperamento, dal ragazzo nerd all’intrattenitore nato, dalla ragazza timida alla regina delle sale da ballo; ma soprattutto c’erano rappresentanti di ogni regione d’Italia, da Milano certo ma anche per esempio dalla Sicilia, dall’Abruzzo, dalla Sardegna…  Eppure in nessun altro luogo ho visto una disposizione all’amicizia così potente, che persone venute come perfette sconosciute, si siano dopo una sola settimana salutate con le lacrime agli occhi.

Dietro alle differenze, c’era la consapevolezza di appartenere ad un mondo comune. E se è questo il futuro dell’Italia, allora una speranza c’è.

Più a breve termine, queste sono le future classi di Lettere e Scienze del mio anno alla Normale: e cosa meglio potrebbe compensare il dispiacere di allontanarsi per tanto tempo dagli amici di tutta la vita precedente, che la speranza di ritrovare gli amici di una settimana speciale?

E allora, se fortissimamente ringrazio tutti voi che ho conosciuto in questi giorni, ancora di più vi esorto ad allenarvi fin d’ora per il test di ammissione, come anch’io cercherò di fare: per ritrovarci di nuovo fra diciotto mesi, a Pisa; e questa volta non per sette giorni, ma per sempre! (essendo 5 anni rapportati alla nostra età una buona approssimazione di “sempre”…)

A presto, dunque, amici!

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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3 risposte a Cortona, grazie a tutti!

  1. Marta ha detto:

    assurdo…non riesco a smettere di leggere…

  2. Alberto ha detto:

    ORA PIANGO! ECCO CHE PIANGO!
    l\’ Incredibile Dondi ha colpito ancora!

  3. Marta ha detto:

    ho le lacrime agli occhi…empatia pura…

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