Ritorno, fine e?

Oggi ho ritrovato una compagna che non rivedevo da tempo… la pioggia: se ieri il sole di Sicilia mi spronava a contribuire all’economia dell’isola con l’acquisto di gelati e delle famigerate granite, oggi invece un battaglione delle ispiratrici di Socrate mi ha convinto ad abbreviare il mio giro in bicicletta… Così sono tornato nella mia stanza, ma in fondo ho fatto bene: è tempo di bilanci.

La mia Teoria della Scala, formulata prima di partire, è stata rispettata: un mese- l’ultimo- tre vacanze, dalle Alpi all’Etna.

Prima vacanza, primo gradino, campo famiglie: ragazzi simpatici, bambini vivaci, soprattutto ottime passeggiate su montagne tra le più belle del mondo. Davvero niente male.

Seconda vacanza, secondo gradino, campo giovani Norcia-Assisi: intenso per il corpo e per lo spirito, sono stato in compagnia di ragazzi eccezionali e mi è stato molto utile per mettere ordine nelle mie idee. Semplicemente fantastico.

Terza vacanza, terzo gradino: invitato da Marta, conosciuta a Cortona, ad Acireale (Catania). Cosa dire? I-ni-mi-ta-bi-le!! E non è solo il fascino della “prima volta”: prima volta in aereo, prima volta in Sicilia, prima volta soprattutto in vacanza con soli coetanei, al 100% padroni del nostro tempo e delle nostre azioni. Certo questo dà un’ottima partenza, ma ciò che l’ha resa veramente speciale sono le persone con cui l’ho vissuta. Come potrei non rendere omaggio a Gabriele, l’unica persona che conosca che può sparare un fuoco di fila impressionante di cazzate ed un secondo dopo discutere del Tractatus Logicus-Philosophicus di Wittgenstein o delle equazioni differenziali di Navier-Stokes sul moto di fluidi reali? E Simone… quante volte, dopo la sua partenza anticipata, ci siamo detti  “come vorrei che Simone fosse qui!”. E tu Marta… le tue battute, ma me lo dici come farò senza???

E poi, certo, ho conosciuto la Sicilia, che si è rivelata ricca di sorprese. A partire dalle granite naturalmente: ciò che noi e loro chiamiamo con lo stesso nome non ha assolutamente nulla in comune –ma visto che l’hanno inventata loro mi sa che dovremmo noi cambiare nome… Le sorprese naturalmente non sono finite, ma fare un elenco di tutto ciò che mi ha stupito sarebbe poco interessante ed un po’ sconclusionato. Tuttavia, non posso non ricordare una cosa: l’ospitalità. Non solo i genitori di Marta sono stati veramente squisiti verso di noi; ma per esempio un pomeriggio a Catania, non avendo il tempo di ripassare da Acireale prima di ritrovarsi con gli altri per uscire insieme la sera, Andrea ci ha invitato a riposarci e rinfrescarci a casa sua. Così, la sua famiglia, rientrando, ha trovato Gabriele che suonava il loro pianoforte: e senza quasi chiedere chi fossimo, si sono tanto prodigati per farci sentire a nostro agio che mi sentivo quasi più a casa mia di adesso. Ma anche quando la Marta ci ha trascinato –non so come le sia venuto in mente- alla riunione per la redazione del sito "CataniaViva": ci siamo andati solo per farle piacere, ed invece –ignorando completamente il fatto che non centravamo nulla con l’argomento della serata- ci hanno fatto sentire tanto dei loro che con alcuni di loro ci siamo rivisti le sere seguenti, e spero di potermi tenere in contatto via mail.

Ecco, forse questa è la cosa che più è degna di nota: che in virtù delle persone che ho incontrato, sarei ritornato con un’idea praticamente “rose e fiori” della Sicilia per ciò che ho visto; la cosa peggiore che potrei raccontare sarebbe un autista di autobus antipatico… Se non fosse per l’immagine talvolta desolante dipinta da ciò che ho sentito dai siciliani stessi. Intendiamoci, un siciliano che disprezzi la Sicilia in sé, semplicemente non esiste, o non è siciliano: è un’identità forte e ne sono orgogliosi. Ma per esempio, la scuola: Marta e la sua amica Nuccia non si facevano alcun problema a mettersi a discutere sul bagnasciuga di Euripide e Aristofane, ed una volta le ho sentite a nuotare snocciolando le persone ed i tempi di un verbo greco, una a testa. E Elena, cui avevo citato “Tanto rumore per nulla” -di Shakespeare ma non troppo famosa- mi ha risposto al volo dimostrando di conoscere bene il testo (che io avevo letto poco prima per puro caso…). Eppure, mi raccontavano una situazione disperata, con gli studenti nullafacenti e i professori più ignoranti di coloro a cui dovrebbero insegnare. Oppure la politica: mi ha lasciato impressionato l‘impegno e la convinzione di Marta all’interno del gruppo giovani del PD, io che non sapevo neppure che il PD avesse una sezione giovani. Eppure, mi diceva sconsolata che “i dirigenti ci danno esempi tali che la maggior parte impara dai quindici anni ad essere ipocrita ed arrivista”. Ed un commento su un politico di destra attualmente al potere che ho sentito da una ragazza suonava così: “Certo, è un mafioso come gli altri, lo sanno tutti, però almeno qualcosa lo fa: ha costruito delle rotonde…”.

Che cosa dire? Dico che le persone generose ed oneste, persone con dignità ed ideali, ci sono, se non altro perché io ne ho viste. E dico che spero con tutto il cuore che sappiano mantenersi tali perché dimostrino con il loro esempio che non è vero che siamo condannati a contemplare le nostre miserie senza fare nulla, che si può cambiare. Perché quanto più il buio è profondo, quanto più anche la più piccola luce sarà vista da lontano.

Ma forse è ora di concludere, e di tornare a me personalmente. Il 15 settembre si avvicina, incombe il giorno in cui prenderò il mio zaino, mi avvierò per le stradine tra Via Massarenti e Via Mazzini e ,presa all’ingresso la nuova pianta della scuola, saprò dove dirigermi per sedermi all’ultima aula del mio Liceo. Posso forse prendere una rincorsa da questo terzo gradino, per atterrare malamente al livello 0, su quella H di cemento chiamata Fermi? Eh no. Eh no, perché se sono tornato agli stessi luoghi, le stesse persone… ma chi dice che devo essere io lo stesso? Non devo, non posso: dopo tanto entusiasmo e tante esperienze, non sarei ridicolo se pensassi che quest’estate se ne vada insieme al caldo senza lasciarmi nulla? E dunque, è possibile: questa 5°H sarà il quarto gradino: sta a me trasformare il “sempre uguale” in “sempre  meglio”, e proseguirò a salire la mia scala. Dove porta? Non lo so: se lo sapessi, perché andare a vedere cosa c’è in cima?

Ma voglio salire, ad ogni costo.

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Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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Una risposta a Ritorno, fine e?

  1. Elena ha detto:

    Ehi Francesco! Grazie per avermi citata! Sono contenta che l\’esperienza catanese sia stata significativa per te, e soprattutto ti ha fatto comprende che la sicilia non è una terra di "rozzi bestioni", ma anche noi abbiamo conosciuto l\’Illuminismo!
    Un bacione!
    Elena 😉

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