perchè io?

Tra l’altro, in Sicilia ho ricostruito un’altra tappa della mia evoluzione.

Tutto è nato da una discussione tra Marta e Nuccia in cammino sull’Etna: ricordavano l’età della seconda media, e concordavano che sia molto spesso un periodo di crisi, in cui "ti accorgi all’improvviso di com’è il mondo e spesso l’impatto fa male, ti senti inadeguata", secondo le parole di Marta. Almeno così ho capito, perché io non ho vissuto nulla di simile, o almeno così ricordavo.

Alcuni giorni più tardi, tuttavia, osservando allo specchio se mi ero rasato bene, riaffiorò nella memoria il mio viso sempre in uno specchio ma senza barba, risalente a molti anni prima. Ed insieme ho ricordato anche come mi sembrava quel volto: proprio brutto. "Con una faccia così", mi dicevo, "ma quale ragazza vuoi che ti voglia?"

Questo si accordava molto bene con lo stato d’animo descritto da Marta per la crisi dei dodici anni, e questi ricordi dovevano risalire a circa quell’età.

Ma allora, non sono stato esente dalla spinta fisiologica alla crisi. Che cosa ha deviato il corso delle cose? Credo, la mia attitudine all’osservazione sociologica, ed in generale alla riflessione; per quanto al tempo dovevo essere ben inesperto anche in questo. In pratica, mi sembra di ricordare di aver avuto un’idea che ho ribattezzato al volo, oggi: "Ipotesi della Democraticità Spontanea dei Rapporti Umani" (Nuccia è rimasta "speachless" per quest’espressione).

L’idea suonava così: "Al mondo ci sono moltissime persone, in gran pate per forza mediocri, e statisticamente devono essercene di anche peggiori di me: eppure la stragrande maggioranza riesce a trovare una moglie ed un lavoro, ed a vivere discretamente felice. Quindi, per quanto ora sembri difficile, non c’è motivo per cui non dovrei farcela anch’io!"

Vedete bene che ero inesperto. La prima pecca è che, ora, non sono più tanto sicuro che "quasi tutti" vivano davvero "discretamente felici". Ma questo, se è un vizio di ragionamento, non sarebbe un reale problema: molte idee sbagliate hanno sortito un ottimo effetto nella storia, e questa è riuscita egregiamente a servarmi tranquillo dalle acque tempestose della crisi. Almeno fino all’estate tra la prima e la seconda superiore, e precisamente al campo AC.

Qui è venuto fuori il problema reale: ero rimasto sì al sicuro dalla tempesta, ma mentre gli altri in essa si erano fatti le ossa come marinai, io ero ancora in porto, e già sciogliere gli ormeggi avrebbe esaurito le mie conoscenze di lupo di mare… ero anche rimasto visibilmente e sempre più isolato dai miei coetanei, non solo psicologicamente ma anche materialmente; e sembra strano ma per quanto mi rendessi conto di ciò non me ne stupivo affatto né cercavo di rimediare, mi sembrava nell’ordine naturale delle cose. Mi sa che ero anche parecchio superbo, per avere così pochi problemi a considerarmi un caso a parte…

Brrr… solo ricordare le medie, con questa consapevolezza del loro significato, mi fa una malinconia infinita… quindi continuiamo.

Il punto è che finalmente a quel campo presi finalmente consapevolezza della situazione: di conseguenza qui comincia la storia che già conoscevo, e che già nel passato avevo analizzato anche su questo blog. Ma per chiarezza, la riassumerò: in pratica, poiché gli altri avevano già imparato a vivere, ho messo all’opera –stavolta deliberatamente- il mio senso di osservazione per capire come facevano, ed adeguarmi. Semplice e senza scosse, apparentemente.

In realtà era un compito enorme, quello che mi ero posto davanti; e gravi complicazioni sono emerse già dai primi mesi. Primo, ho scoperto che le differenze tra i modelli comportamentali seguiti dagli “altri” non sono affatto trascurabili; sicché ho dovuto cominciare a districarmi tra fighetti e sfattoni, punk, emo, persone normali ed altre bizzarrie simili. Secondo problema, che il mio ambito di osservazione principale era la scuola, ed ho dovuto accorgermi che era un ambiente ben poco significativo… ho fatto carte false (soprattutto con me stesso) per poter cominciare ad uscire qualche sera; ma per fortuna, ho trovato anche un valido alleato a cui sono sempre riconoscente: i blog, una vera miniera d’oro sociologica!

E oggi? Spero, in questi anni, di essere riuscito a costruirmi un modello personale di comportamento adeguato, e di essermi reinserito abbastanza nel mondo; per quanto gli aggiustamenti continuino, e continui anche talvolta quella sensazione di essere ancora un po’ quel “caso a parte” che mi ero con tanta leggerezza autodefinito da preadolescente. Ma forse, non è sempre un male. Non lo so.. chi può confrontarsi con ciò che non è?

   

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
Questa voce è stata pubblicata in Hobby. Contrassegna il permalink.

Una risposta a perchè io?

  1. Elena ha detto:

    senti fra..
    non capivo allora e non capisco ora.
    o meglio..non mi sforzo di capire.. è hopeless..come farmi capire quelle cose di matematica sul treno..
    "l\’ipotesi della democraticità spontanea dei rapporti umani"hahaha..tremendo..

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...