Mulieres in Romam, Donne a Roma

Hodiem, quirites, legebam Iuvenalis Saturam Sexstam. Casu hunc locum inveni:
 
Oggi, concittadini, leggevo la Satira Sesta di Giovenale. Per caso trovai questo passaggio:
 
"Illa tamen gravior, quae cum discumbere coepit,
laudat Vergilium, periturae ignoscit Elissae,
committit vates et comparat, inde Maronem
atque alia parte in trutina suspendit Homerum.
Cedunt grammatici, vincuntur rhetores, omnis
turba tacet, nec causidicus nec praeco loquetur,
altera nec mulier: verborum tanta cadit vis,
tot pariter pelves ac tintinnabula dicas
pulsari. Iam nemo tubas, nemo aera fatiget:
una laboranti poterit soccurrere Lunae.
Inponit finem sapiens et rebus onestis;
nam quae docta nimis cupit et facunda videri,
crure tenus medio tunicas succingere debet,
caedere Silvano porcum, quadrante lavari.
Non habeat matrona, tibi quae iuncta recumbit,
dicendi genus aut curvum sermone rotato
torqueat entymema, nec historias sciat omnes;
sed quaequam ex libris non intellegat. Odi
hanc ego quae repetit voluitque Palemonis artem
servatam semper lege et ratione loquendi
ignotosque mihi tenet antiquaria versus
nec curanda viris opicae castigat amicae
verba; solecismus liceat fecisse marito."
 
Ancora peggio quella che, appena si mette a tavola,
prende a lodare Virgilio, giustifica la morte di Didone,
prende e confronta i poeti: di qua Marone,
sull’altro piatto della bilancia appende Omero.
Cedono i grammatici, sono vinti i retori, tutta
la compagnia tace, non parlano l’avvocato ed il banditore,
e neppure le altre donne: cade tanta forza di parole,
si direbbe che in tutto pari a piatti e campanelli
risuoni. Non c’è bisogno di trombe ed ottoni:
lei da sola potrebbe soccorrere la luna.*
Il saggio impone un limite anche alle cose buone,
quella che vuole sembrare troppo dotta e intelligente
si vesta anche con una tuinca corta da uomo,
uccida maiali a Silvano, si lavi in bagni da quattro soldi.
Non abbia la signora che divide il tuo letto
l’arte oratoria, o con curvi discorsi azzecchi
un tortuoso sillogismo, nè sapppia tutta la storia;
ma ci sia qualcosa che non capisce quando legge. Odio
la donna he sfoglia e ripete la Grammatica di Palemone,
e conservando sempre la giusta norma e correttezza nel parlare
cita versi antichi a me del tutto sconosciuti,
e per errori che noi non noteremmo corregge le parole
di un’amica: lasci fare al marito qualche strafalcione!
 
Videtisne, quirites? Iuvenalis plane scit atque scribit mulieres eruditiores intelligentioresque quam vires esse posse: nos colligeremus eas par viribus esse… is contra sine dubium hoc factum numerat in depravationes aetatis suae!
Saepe mens nostra item veritatem videre non vult…
 
Vedete, concittadini? Giovenale apertamente sa e scrive che le donne possono essere più erudite ed intelligenti degli uomini: noi ne dedurremmo che esse sono pari agli uomini… lui al contrario senza alcun dubbio conta questo fatto tra le degenerazioni del suo secolo!
Spesso la nostra mente nello stesso modo non vuole vedere la verità…
 
 
 
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