Troia

“No!”, Laocoonte grida, “è un inganno!

Dar fede al sembiante sorridente

di chi dentro sarà sempre serpente

è procacciar noi stessi il nostro danno!”

 

“Ehi! Quel sacerdotucol fa il mio danno!”

s’indigna Era, dal braccio splendente

è mio dover punire amaramente

chi non fidarsi osa s’io l’inganno!”

 

E i due ferali sepenti marini 

son pena giusta creduti a un oltraggio

mentre il misero straziano, e i bambini:

 

sì come plauso mostrò ogni sondaggio

quando Berlusca scatenò Gelmini,

or Troia alla sua fine rende omaggio.

 

Avevo già dedicato al governo una poesia; ma stavolta l’ho composta io. Anzi, devo quasi ringraziarli: è raro che una poesia mi venga tanto ispirata…

Spero solo che una cosa simile possa accadere nella scuola -anche perchè è l’unica speranza che rimane-. La scuola italiana infatti, in questa protesta, ha mostrato e spesso ricreato una unità ed una consapevolezza dell’importanza del proprio ruolo che erano rimaste sopite per troppo tempo: forse, nonostante i tagli e le accettate del ministero, proprio in questa consapevolezza sarà possibie trovare la forza di andare avanti.

Del resto, se il piano è quello di mandare a carte quarantotto la scuola pubblica, questa è l’unica opposizione che ci rimane.

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Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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