Festa

Un compleanno molto istruttivo, devo dire.

Innanzitutto, ho verificato come le mie idee siano spesso buone ma rischino disastri perché non ho abbastanza senso pratico per metterle in atto, non nei tempi fissati almeno. Ma questo lo sapevo già.

Anche più interessante, ho toccato con mano come valga la regola “80/20”: l’80% degli effetti procede dal 20% delle cause. Esempio, la musica di sottofondo: ho passato ore ad organizzare la musica che già avevo e a scaricarne di nuova, ma in effetti diversi avevano mp3 su i-pod propri e preferivano ascoltare quelli; se l’avessi previsto potevo risparmiarmi tre quarti del lavoro.

Ancor di più, gli inviti. Ho rifinito con attenzione la lista degli invitati, badando anche a bilanciare i numeri dai vari gruppi che conosco, in modo che tutti conoscessero già qualcuno. Forte poi dell’esperienza dell’anno scorso, in cui facendo gli inviti per telefono mi sono ridotto all’ultimo, quest’anno ho optato per  un sistema più efficiente: recapitarli per mail, con il vantaggio anche di dare la possibilità di salvare l’allegato ed avere così sempre a disposizione tutte le informazioni senza neppure prendere appunti. Per evitare poi che gli invitati avessero già altri impegni, ho cominciato gli inviti con largo anticipo: la maggior parte era già fatta venti giorni prima della festa. C’era però il rischio che con troppo anticipo ci si dimenticasse, così sette giorni prima ho spedito una mail per ricordarlo.

Temevo di offendere qualcuno presumendo la possibilità che si fosse dimenticato, evidentemente invece dovevo fare di più. Forse mandare un virus che ad ogni accensione del computer faccia comparire un messaggio tipo “ricordati!”? Ci dovrò studiare. Dal fatto che pochi mi abbiano risposto avrei potuto intuire, se non fossi stato tanto impegnato dalla preparazione negli ultimi giorni da non avere più neppure tempo di controllare la posta, fino ad oggi. Ricorderò che è importante farlo, a costo di risparmiare tempo altrove.

Per fortuna, da quel 20% è saltato fuori davvero un ottimo 80%! Alcuni anche mi hanno chiesto all’ultimo se potevano portare degli amici loro, mandando definitivamente all’aria la mia cernita ma con grande beneficio della festa. Anzi devo dire che, se non li conoscevo fino a ieri, non mi dispiacerebbe affatto avere altre occasioni per cambiare questa situazione. Alla fine forse è stato anche meglio così: mi dispiaceva lasciar fuori qualcuno, ma visto che il Caos lo ha fatto per me, una festa con un numero limitato di invitati è certo più compatta e riesce più facilmente.

A tutti coloro che per gravi impegni, però, non hanno potuto essere presenti, grazie a questo sito posso comunque dedicare la poesia che ho scritto per gli invitati, e che ai presenti ho consegnato di persona:

“Non è che un piccol suono… un sonetto;

neppur quindici versi, proprio poco.

Adesso tremerà nell’aria, fioco,

poi forse resterà come mai detto.

 

Vorrei che ogni parola fosse fuoco

per dire della forza nel mio petto

che or che la vita è adulta, non più gioco,

m’implora senza posa: “sii perfetto!”.

 

Nel mondo dei rumori e dei talk-show,

che a chi più forte grida grida “vero!”,

a chi parlar potrete, o mie parole?

 

Ma se voi foste per breve sentiero

meco amici, e finché scorra il Po

lo sarete… a che tante parole?”

 

C’è poi un altro aspetto interessante, e di cui posso credo a buon conto essere lieto: essere riuscito a dosare rigore e flessibilità nel condurre il gioco, abilità necessaria in molti contesti. Se infatti fossi stato fiscale nel rispettare la struttura di prove e livelli da conquistare avrei decisamente seccato i partecipanti disperdendone l’entusiasmo, ma se fossi stato troppo elastico la cosa avrebbe perso totalmente di significato. Fortunatamente, sono invece riuscito a salvare l’ordine generale del progetto, pur soprassedendo in gran parte all’esattezza teorica.

Certo, c’è un rimpianto: non metterò a frutto a pieno l’esperienza di questa festa -perché non ne farò mai più una così, i diciotto anni non ritornano-. Ma in fondo la potenzialità teorica è del tutto sufficiente; quel che conta è ciò che potrei fare e non ciò che secondo le circostanze faccio. Spero soltanto che la festa sia stata per chi è venuto un’esperienza altrettanto divertente di quanto sia stata per me stimolante –come aveva tutta l’aria di essere-.

E adesso, vediamo di metterli in pratica tutti questi anni così festeggiati… magari in un po’ più di costanza di studio per le olimpiadi, che ultimamente per l’organizzazione della festa ho proprio trascurato. O finire di scrivere quell’eterno racconto. Ebbene… vedremo!

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Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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