Riflessioni sul Mondo ed i suoi Ordinamenti

Qual’è la forma di governo spontanea? Non è difficile: il feudalesimo.
 
Perchè lo stato di natura è insostenibile, ed infatti muore sul nascere. Ma non finisce, come immaginavano i già troppo moderni illuministi, con un utopico patto del singolo con il popolo intero, che in un colpo crei lo stato. Dove non ci sono infrastrutture non c’è comunicazione, e le relazioni avvengono a livello estremamente locale.
Gli individui, dunque, agiscono sulla base delle convenienze immediate (e senza alcuna cognizione di star creando qualcosa): semplicemente, dominano chi non può difendersi, e si sottomettono a chi ha la forza di distruggerli.
Mano a mano che i dominatori allargano i propri orizzonti e cominciano a scontrarsi tra loro, ognuno di essi prima o poi trova a sua volta qualcuno più forte che lo sottomette. In questo modo l’intera società si forma su una rete piramidale di rapporti personali di fedeltà. 
Soltanto talvolta, e solltanto ai più alti livelli, più individui di pari forza pongono fine alle dispute reciproche con un vero patto; creano in questo modo qualcuno che governi su di loro non in modo assoluto, ma rispondendo alla loro assemblea. Questa è la "repubblica aristocratica", come fu il caso di Roma, o della Polonia nel ‘600.
 
La democrazia è un sistema artificiale: è stato imposto da un secolo di rivoluzioni. E quanto spesso ha rischiato, ed ancora rischia di essere sovvertito!
Due volte la Francia ha rovesciato una monarchia per instaurare la repubblica, nel 1793 e nel 1848; ed entrambe le volte l’ha vista trasformarsi nel giro di pochi anni in un impero. Perché, sebbene entrambe le rivoluzioni fossero guidate da altissimi ideali, soltanto una attiva e consolidata convinzione della nazione può distogliere, una volta esauriti gli entusiasmi, dal ricadere sotto la soluzione "comoda" del dispotismo. E cosa dire del dilagare del nazifascismo in Europa, neppure un secolo fa?
 
Perchè, non c’è dubbio, la repubblica è un sistema irrimediabilmente inefficiente. Centinaia e centinaia di parlamentari da mantenere, per non parlare delle foreste di oscuri (ma non quanto a busta paga) consulenti ed amministratori… ogni decisione potrebbe essere presa da un solo re, aiutato al massimo da una decina di ministri, in modo tra l’altro molto più semplice e veloce.
E perchè invece la mafia è tanto forte, perché come l’Idra leggendaria ogni sua testa tagliata ricresce dove meno ce l’aspettiamo? Perché la sua organizzazione rispecchia quella "naturale", i sui clan sono tribù: trae la sua terribile potenza dalla crudele potenza della natura. O meglio del nostro naturale egoismo: perciò può essere sconfitta soltanto dall’onesta, quando sia radicata profondamente nell’animo di ognuno.
 
Perchè allora difendiamo ogni giorno la democrazia, combattiamo con ogni nostra forza la mafia ed il fascismo, ed in cambio ne abbiamo la partitocrazia e la burocrazia opprimente?
Perché, senza alcun dubbio, il principio della repubblica risponde ad un principio filosofico irrinunciabile: l’uguaglianza di tutti i cittadini, ed il diritto di ciascuno di essere corresponsabile del destino comune. Principio che ogni altro sistema calpesta, e che la società spontaneamente cancellerebbe.
 
Ed allora: una volta eliminata l’oppressione politica ed instaurata la democrazia, l’economia, liberata dai vincoli statali, si trasforma nella sua forma spontanea.
E qual’è questa forma? Ovvio: il capitalismo.
 
La forma economica che ha avuto la forza immensa di cambiare per sempre il volto del mondo. Forza che, ammettono i suoi stessi teorici, trae dall’inesauribile egoismo umano, dalla la brama di guadagnare sempre di più a qualunque costo.
 
E quale costo? Miliardi di persone sono oggi sfruttate e muoiono di fame; in gran parte dei paesi del mondo le condizioni continuano addirittura a peggiorare.
Nei nostri paesi siamo riusciti a regolarlo, e costringerlo in parte al servizio del bene comune: eppure ci rendiamo ora conto che basta un nulla, un errore delle banche in un altro continente, per lasciare decine di migliaia di persone da un giorno all’altro senza un lavoro.
 
Davvero, sarebbe il momento per imporre al mondo una forma economica nuova, razionalmente progettata anziché emersa spontaneamente: perché dalla jungla non possono uscire che belve, che anche addomesticate belve resteranno.
Potrà questo tentativo fallire una, due, dieci volte, esattamente come sono fallite decine di rivoluzioni guidate dai più alti ideali; potrà, anche giunto a maturazione, essere un sistema continuamente bisognoso di essere difeso, e anche in assoluto più inefficiente del capitalismo, come è inefficiente e fragile la democrazia nei confronti della tirannide.
 
Ma solo quando questo fosse realizzato, allora il mondo potrebbe dire di aver compiuto un vero progresso, e la pace ed il benessere avrebbero la possibilità di essere veramente duraturi.
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