It’s easy if you try (to be foolish)

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today… 

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace… 

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one 

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world… 

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

 

Non avevo mai pensato che si potesse dire che questo non sarebbe un mondo perfetto.

E invece il mettere le religioni tra i disturbatori della pace, ed esaltare con un’elegante perifrasi l’ "assenza di possedimenti" per adombrare una forma di comunismo a qualcuno dà evidentemente fastidio: tanto che in un libro che ho recentemente letto si invita perfino, in parole povere, a non farsi sviare da una bella canzone per considerare bene ciò che non lo è. Perchè non lo è?

 

Dice: "è davvero auspicabile un mondo in cui non ci siano più né religione, né patria, né proprietà privata? Non era esattamente quello che si erano propsti di fare i regimi comunisti totalitari, sappiamo con che risultati? Tutti saremmo felici che non ci fosse più nulla al mondo "nulla per cui uccidere", ma che dire di "nulla per cui morire"? Se un tale "sogno" si dovesse realizzare, quello auspicato sarebbe il mondo più povero e più squallido che si possa immaginare; un mondo piatto, in cui sono abolite tutte le differenze, dove la gente è destinata a sbranarsi, non a "vivere in pace", perchè -come ha messo in luce René Giraud-, laddove tutti vogliono le stesse cose, il "desiderio mimetico" si scatena, e con esso la rivalità e la guerra."

 

Ora, è giusto non essere passivi ma sempre critici di fronte a propste di qualunque tipo. Tuttavia.

Quanto al fatto che questo è quello che voleva l’URSS, risponderò che Hitler faceva arrivare i treni in orario: allora dobbiamo essere pronti a difendere ad ogni costo il fatto che i treni continuino ad arrivare con almeno mezz’ora di ritardo, in nome della libertà? Riflettete gente riflettete.

 

Quanto al seguito del discorso, fa acqua da un po’ tutte le parti. La canzone non dice di abolire ogni differenza: ci sono e ci saranno sempre quelli che vivono per la musica e quelli che non sanno cavare una nota da un flauto, quelli che passano ore a cercare una dimostrazione matematica e quelli che si voltano istintivamente dall’altra parte se solo vedono un simbolo di integrale, e naturalmente i vari colori di pelle… chiunque volesse sopprimere differenze come queste sarebbe certo un tiranno crudele e folle.

Ma prendere a pretesto questo per difendere le differenze attaccate dalla canzone, vale a dire le pseudo-differenze esaltate e praticamente create dalla propaganda per il potere di pochi come quelle di nazionalità, o anche solo quelle che si cerca di far passare come inevitabili per non perdere i propri perivilegi, come l’abisso tra ricchi e poveri!

Poi, ammettiamo pure che qualcuno sia riuscito ad abolire completamente ogni differenza: tutti uguali, che fanno le stesse cose nello stesso modo, hanno le stesse idee, vestono gli stessi vestiti… sarebbe un modo da incubo, ok: ma in che modo ciò potrebbe scatenare "rivalità e guerre"? Queste nascono esattamente dal desiderio di avere di più, quindi di distinguersi, rispetto agli altri! E infine guerra tra cosa, se non esistono più gli stati, e neppure le grandi lobby di potere? 

 

Il problema non è questo.

Il problema è l’uomo. Non c’è "più nulla per cui uccidere?" Ebbene, lo troverà.

I giornali raccontano ogni giorno di sevizie ad handicappati, pestaggi di omosessuali -o di qualcuno che semplicemente aveva la maglia del Che e quindi "comunista"-, risse all’ultimo sangue tra tifosi di due squadre di calcio di serie C3, in cui se non intervenisse la polizia scapperebbe il morto, e poi giovani che gettano pietre sulle vetture per "divertimento", accoltellamenti tra pensionati per una lite condominiale, stragi nella scuola perchè i compagni sono antipatici… 

Questi sono motivi assurdi, direte? Lo dico anch’io. Eh, ma poverini: la nostra società ha tolto la necessità impellente di battersi per degli ideali nobili, o almeno l’ha allontanata dai nostri occhi. E cosa è sucesso? Che tanti hanno dovuto trovarsene di stupidi, di motivi, pur di poter fare del male al prossimo.

 

Perchè non c’è nulla da fare: sia la bontà che la malvagità, in differenti contesti, sono utili alla sopravvivenza: e perciò -fino a quando un progresso che sarebbe il più grande mai avvenuto non trovi il modo di sradicarlo- l’istinto al male sarà tanto profondamente radicato in ognuno di noi quanto quello al bene.

E allora, mi spiace Lennon, ma fino a quando non avremo imparato ad essere veramente ciò che da sempre crediamo di essere già, è meglio continuare a morire per i vecchi inganni; che almeno abbiamo imparato a conoscere.

 

Certo, questo è molto triste.

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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