Osservazioni

Continuo a ripensare a due giorni fa, quando si è presentato un problema. Nulla di particolare: ogni tanto torno a casa insieme ad un ragazzo ed una ragazza del Fermi, e quel giorno il ragazzo avrebbe voluto allungare leggermente l’itinerario abituale perchè aveva bisogno di recarsi in un posto, mentre la ragazza era contraria, avendo fretta di andare a casa.

Non importa chi, alla fine, abbia avuto ragione: ciò che conta è che potevamo risolvere il problema molto semplicemente dividendoci. Ed invece siamo restati insieme anche quella volta.
Sembrerà strano, ma a me questo ha dato una sensazione bellissima: il sentire di essere parte di un gruppo, e non di un aggregato casuale. Cioè: in quel momento la convenienza ci divideva: ciò che ci teneva insieme era unicamente il fatto che volessimo restare insieme, motivata dalla consapevolezza che comunque ne valeva la pena.

Forse, in effetti, proprio il fatto che si debba sopportare qualcosa per mantenerli può rafforzare i legami: in effetti, costringe ad esplicitare che per noi quella compagnia vale più di ciò a cui per lei abbiamo rinunciato. Ed il fatto che qualcosa sia esplicito anzichè implicito non è secondario come si potrebbe pensare, poichè ciò che è implicito gravita nell’orbita dell’inconscio, mentre ciò che è reso esplicito passa al dominio della ragione, che impone tra l’altro una certa coerenza.

Tuttavia mi sono reso conto di dove queste riflessioni sembrano condurre, ad un’idea già espressa da Hegel: che la guerra sia necessaria, poichè sottoponendo i cittadini a sacrifici in favore dello Stato rinsalda il loro legame patriottico.

Il punto è che ciò che ho detto funziona fino a quando i sacrifici sono accettati volontariamente perchè giudicati minori del valore della relazione: ma se i sacrifici sono imposti, ed il loro valore immenso (anche la vita, nel caso della guerra), allora l’individuo si sente vittima e ciò che passa alla ragione è che il legame vale  meno del sacrificio sopportato. Il risultato è la degenerazione della coscienza collettiva, che nel caso della Grande guerra ha portato al Fascismo.

Insomma questi giocetti psicologici ben vengano al momento giusto, ma la loro conoscenza deve servire soprattutto ad evitare un loro uso sbagliato, poichè in questo caso il loro potenziale negativo è elevatissimo.

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