Stai scherzando?

Oggi una ragazza mi ha chiesto "ma, dici davvero o stai scherzando?".
E quello che ho dovuto risponderle è "è davvero sottile il confine tra le due cose talvolta… credo di essere serio". Assurdo, forse.

Pirandello direbbe che noi stiamo scherzando, a priori: che tutto ciò che diciamo o facciamo è "forma", e dunque per sè stesso falso. Bene, non arrivo a questi estremi.
Però qualcosa di vero c’è, per me almeno. Per voi non so, provate a farci caso.

Ci sono casi in cui esistono evidenti benefici o svantaggi materiali, e su questo non c’è molto da discutere. Ma quando gli effetti di una decisione appartengono quasi unicamente alla sfera dei cosiddetti "rapporti umani"?
Generalmente, in tal caso, se faccio qualcosa in questo campo è perchè mi viene in mente che mi piacerebbe farlo. Viene da dove? Beh evidentemente da quello che Pirandello chiamerebbe "vita"; e Freud "inconscio".
A questo punto, quello che faccio è mettere in azione la T.d.M (Teoria della Mente) implementata nel mio cervello per simulare la mente delle altre persone coinvolte. In questo modo tento di indivinare quali saranno le conseguenze della mia azione nell’opinione che questi altri hanno di me; e se il risultato è positivo compio l’azione. Chiaramente, perchè questo funzioni è cruciale immaginare quali saranno le motivazioni che gli altri vedranno dietro il mio gesto.

Vedranno o crederanno di vedere, perchè naturalmente nessuno può pretendere che gli altri lo capiscano perfettamente: nel simulare le loro reazioni, deve dare per scontate semplificazioni anche drastiche e inevitabili pregiudizi, in maniera più o meno marcata ma comunque determinante.
Ecco però il punto: io sono abituato a giudicare dall’esterno il mio inconscio, dal punto di vista dagli altri; perchè in definitiva è questo che è richiesto, ed è per questo che ci siamo evoluti. Ma anche quando voglio sapere quali sono davvero i miei sentimenti, avere una visione interna, mi accorgo di non avere in verità una visione privilegiata: anch’io li ricostruisco dall’esterno, come farebbe qualunque altro.

Intendiamoci: io ho molti più elementi degli altri per decidere, in quanto mi osservo molto più da vicino e con continuità; questo è sufficiente, in genere, per arrivare ad una conclusione univoca. Ma in questo caso non è bastato: tanto l’ipotesi che fossi serio, tanto quella che stessi scherzando, erano perfettamente plausibili; davvero non sapevo quale fosse vera.
Probabilmente, entrambe: se il nostro subconscio non lavora con la logica che esplicitamente utilizziamo, allora può essere senza dubbio che un effetto discenda da due cause insieme, sovrapposte, per quanto in apparenza reciprocamente escludentesi. Così come potrebbero essere possibili tante altre ibridazioni che ci parrebbero semplicemente assurde, se esplicitate.

Che dite, è così anche per voi?

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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