All’inferno!

Si dice: “Se Dio è buono ed onnipotente, allora da dove
viene il male?”

-E si risponde: “Sono gli uomini che sbagliano, e Dio non
glielo impedisce per rispettarne la liberà”

Quindi si dice: “Se Dio conosce tutto, anche il futuro,
allora il futuro è già scritto, e noi non siamo liberi”

-E si risponde: “Dio conosce ciò che faremo ma non ci
obbliga a farlo, perciò siamo comunque liberi”

Conversazione ormai trita tra un ateo e un credente. Invece, tenendo conto di tutte queste considerazioni, si può
arrivare a risultati interessanti.

 

IPOTESI

1.      
Dio è onnipotente: cioè la frase “Dio non può
fare X” è falsa per ogni X appartenente alle azioni che si può concepire Dio compia
sul creato.

Nota: La
precisazione “sul creato” si rende necessaria se si considera la frase : “può
Dio volere il male?”. Se non può sembra che non sia onnipotente, ma se può
volere il male non si può più dire che sia buono. Definendo l’onnipotenza solo
in rapporto alle cose esterne si evita il paradosso; poiché “volere” è
un’azione tutta interna al soggetto, che ha il mondo esterno più come argomento
che come oggetto.

2.      
Dio è buono: cioè la frase “Dio preferisce X ad
Y”, con X, Y appartenenti agli eventi concepibili, è falsa per ogni X più
negativo di Y.

Nota: Non sarà
necessario, per la dimostrazione, sapere in base a cosa gli eventi si possano
distinguere in buoni e cattivi: basta ammettere che questa distinzione sia
possibile, e che Dio possa sempre distinguere tra due alternative una migliore
e una peggiore.

3.      
Per ogni anima, finire all’inferno è tanto
negativo che ogni bene o male avuto in vita è trascurabile al confronto.

Nota: Chiaramente,
andare all’inferno è un male per l’individuo e non per Dio; d’altra parte non
possono esserci cose che siano male per chi è perfetto. Ma essendo buono Dio
vuole il bene delle sue creature.

TESI

L’inferno è vuoto.

 

DIMOSTRAZIONE

Consideriamo un peccatore morto fuori dalla grazia di Dio.
Senza dubbio, per la prima ipotesi, Dio ha comunque il potere anche di
prenderlo in paradiso nonostante tutto. Si trova allora di fronte
all’alternativa tra il male di un’anima all’inferno, ed il male di un’anima
indegna in paradiso. Per la seconda ipotesi, sceglierà l’alternativa meno
negativa; ma noi non sappiamo quale sia. Infatti il fatto che un’anima indegna
vada in paradiso non è compreso tra gli eventi della vita, quindi la terza ipotesi
non ci assicura che sia trascurabile rispetto al fatto di andare all’inferno.
Esaminiamo allora entrambi i casi.

Se il fatto che un’anima dannata sia assunta in cielo è
garantita essere un male più piccolo rispetto al fatto che quell’anima vada
all’inferno, allora certamente Dio preferirà prendere con se tutte le anime e
l’inferno sarà vuoto: dunque in questo caso la nostra tesi è dimostrata.

Se, al contrario, può essere che il fatto di porre un’anima
indegna tra i beati sia tanto negativa da superare il male che un’anima vada
all’inferno (può esserlo sempre o a seconda della gravità dei peccati, non ha
importanza), allora è in linea teorica possibile che le anime vadano
all’inferno.

Ma consideriamo il momento della creazione del mondo. È chiaro
che è stato creato sapendo già tutto ciò che sarebbe accaduto: infatti vorrei far
notare che la prima ipotesi è sufficiente ad implicare anche l’onniscienza, perché
“conoscere” è una delle azioni concepibili e deve dunque essere sempre
possibile a Dio.

Allora Dio sapeva esattamente per ogni possibile universo
creabile quale sarebbe stata al suo interno la percentuale delle anime
destinate all’inferno. Inoltre, aveva la possibilità di creare universi con
ogni valore possibile di questo parametro: infatti, essendo “creare un universo
in cui l’X% delle anime va all’inferno” un’azione concepibile per ogni X
razionale compresa tra 0 e 100, per la prima ipotesi sarebbe falso affermare “Dio
non può creare un universo in cui esattamente l’X% delle anime va all’inferno”.

Ma ecco il punto: lo zero è un valore ammissibile per X? Non
c’è alcun motivo per escluderlo. Un universo simile non sarebbe un universo in
cui non c’è libertà, ma semplicemente un caso particolare di universo sotto un
aspetto. In pratica, in questo scenario gli uomini agiscono liberamente, e
possono anche peccare; ma il mondo è congeniato in modo tale che per ciascuno
le circostanze li portino prima o poi a riconoscere la verità, a pentirsi, e a
morire infine tutti in grazia di Dio.

Chiaramente questo sarebbe un universo estremamente
desiderabile: si evita completamente il male derivante dal fatto che qualcuno
vada all’inferno, e anche quello che sarebbe portare in paradiso chi merita l’inferno;
in quanto tutti liberamente sono arrivati a meritare la salvezza. Per l’ipotesi
numero tre, non esiste nel creato alcun altro bene o male che possa
controbilanciare questo bene. Dunque, per la seconda ipotesi, Dio preferirà
creare questo universo piuttosto che qualunque altro. E poiché in questo
universo è impossibile, per costruzione, che qualcuno vada all’inferno, allora
anche in questo caso l’inferno è vuoto.

C.V.D.

COROLLARIO

 Se l’inferno non è
vuoto allora Dio non esiste, o non è onnipotente o non è buono, oppure andare
all’inferno non è poi così grave.

 

Naturalmente, si può
rimediare: imporre limiti tutto sommato accettabili all’onnipotenza di Dio
basterebbe a salvarne l’esistenza (come pure negarne la bontà -che non ammette
diminuzioni-; ma non credo). Oppure si può immaginare che davvero l’inferno sia vuoto, ma che Dio ci dica che è una possibilità concreta perchè non c’è altro modo per sppingerci ad andare tutti in paradiso, e lasciare così appunto l’inferno vuoto (ma sarebbe una clamorosa giustificazione della bugia a fin di bene!)

Sono curioso di vedere come altre persone
cercheranno di risolvere il problema: potrà farci avanzare nella conoscenza
della teologia, e della logica soprattutto.

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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2 risposte a All’inferno!

  1. francescodondi ha detto:

    Questo post è vecchissimo, ma… ok: tu come concepisci il “reale significato” dell’onnipotenza?

  2. Riesz ha detto:

    Tu hai dimostrato che se esistono contemporaneamente Dio e Inferno (perchè credo che Dio sia più ingegnere che matematico e non crea qualcosa per lasciarlo vuoto) allora Dio non rispetta una delle TUE definizioni di buono e onnipotente, oppure andare all’Inferno non rispetta la TUA personale definizione di “essere un male”. Con questo stesso giochino i vari filosofi medievali cercavano di provare l’esistenza di Dio, ma nel 2011 trovo un po’ banale il solito giochino di nascondersi dietro ad una definizione; tu fornisci una definizione, che è coerente col termine dato, poi chi legge in realtà pensa all’onnipotenza più in generale, per come ne concepisce il reale significato, ma accetta le dimostrazioni perchè effettivamente risultano ineccepibili. Risultato, chi non ha mai studiato della matematica ne rimane gabbato. Strategia ampiamente utilizzata (e ormai superata) nelle strategie di marketing, ritenta🙂

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