Dialogo

ULTIMO STRATAGEMMA

Quando ci si accorge
che l’avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventi offensivi,
oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall’oggetto della contesa (dato che lì
si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona.
Lo si potrebbe chiamare
argumentum ad personam […] Questa regola è molto popolare perché chiunque è in grado di
metterla in pratica, e viene quindi impiegata spesso. Ci si chiede ora quale
controregola valga in questo caso per l’altra parte. Perché, se questa farà uso
della stessa regola, si arriverà ad una rissa, ad un duello o ad un processo
per ingiuria.

Questo brano è tratto da “L’arte di avere ragione” di
Schopenhauer, celebre filosofo dei primi anni dell‘800. Ma soltanto l’accenno
ai duelli e, forse, la lucidità di ragionamento rivelano che lo scritto è così
vecchio. Perché a sentire esporre questo “estremo stratagemma”, sembra di
vedere in controluce il dibattito politico dell’ultimo decennio: i veri
argomenti di fatto scompaiono di fronte ad ingiurie e controingiurie, accuse e
controaccuse.

Esattamente come aveva previsto Schopenhauer, pur se l’idea
del duello è uscita di moda, le discussioni finiscono in rissa e/o in
tribunale; ed esattamente come aveva previsto, questo fa molto comodo a chi tenta
disperatamente di coprire a furia di espedienti la propria cronica carenza di
argomenti, ed in definitiva la propria totale indegnità a guidare il paese.

Ma Schopenhauer, nel brano riportato, ha cominciato ad
affrontare il problema del gestire queste situazioni. Come fare se l’avversario
gioca il colpo basso, cercando di trascinare nel fango la discussione? Ecco la
sua notevole conclusione:

L’unica controregola
sicura è perciò quella che già Aristotele indica nell’ultimo capitolo dei
Topici: non disputare con il primo arrivato, ma
solo con coloro che si conosce, e di cui si sa che hanno intelletto sufficiente
[…] fra cento persone, ce n’è forse una degna che si disputi con lei. Agli
altri si lasci dire quello che vogliono, perché
desipere est iure gentium [essere irragionevoli è un diritto umano], e
si rifletta su ciò che dice Voltaire:
la paix vaut encore mieux que la
veritè [la pace è ancora più importante
della verità]

Il che è sorprendente: innanzitutto perché non ce lo vedo
Voltaire disprezzare la libertà, lui che, nobile ed agiato, fu ripetutamente
arrestato per i suoi scritti audaci. Ma anche sorprende questa conclusione
perché sappiamo benissimo che, il momento in cui l’applicassimo, questo paese
sarebbe già di fatto una dittatura. Non sarebbe un prezzo accettabile, neanche
di fronte alla prospettiva di smettere di avvelenarsi il sangue denunciando le
porcate di chi gi governa, e chiuderci nel nostro giardino di intelligenti per
avere discussioni rispettose e costruttive.

Che dire, allora? Schopenhauer era un aristocratico, nato
sotto un Ancien Régime: prendiamolo
con le dovute cautele. La sua penna acuta ci ha aiutato a vedere il problema
sotto la migliore ottica; ma per la soluzione, dovremo aiutarci da noi
medesimi.

…dite: in realtà, non è questo il miglior tipo di aiuto che
possa esserci dato?

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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