DOCUMENTO DEGLI OCCUPANTI DEL FERMI: MOTIVAZIONI DELLA PROTESTA.

Nonostante io non faccia più parte del Fermi, e non abbia contribuito alla stesura, tuttavia, nell’attesa che i giornali scoprano lo scoop sconvolgente (per come ci hanno abituato le dichiarazioni del governo) di studenti che non protestano nel migliore dei casi per far casino, e altrimenti perché strumentalizzati dai baroni che si oppongono a priori al cambiamento -ma che al contrario non solo ragionano ma sono più consapevoli di tanti altri di come la scuola sia e dovrebbe essere, ho pensato di dare il modesto contributo che è nelle mie possibilità, pubblicando intanto qui (con il consenso di uno dei rappresentanti) il documento con cui espongono le loro ragioni.

"Riteniamo
opportuno giustificare con questo documento il nostro atto illegale avvenuto in
seguito all’approvazione del Disegno di Legge Aprea e della riforma Gelmini da
parte del Parlamento e del Consiglio dei Ministri.

Vogliamo
ribadire la nostra più piena contrarietà alle leggi approvate per le seguenti
motivazioni: il Ddl Aprea introduce per la prima volta nella storia
repubblicana italiana un modello che mina la qualità della pubblica istruzione.  Difatti trasforma le Scuole Medie Superiori
in fondazioni finanziate da privati, trasforma il Consiglio d’Istituto in un
Consiglio d’Amministrazione, trasforma lo statalismo della nostra precedente
istituzione scolastica in un sistema misto privato-statale. La qualità del
servizio scolastico non è più, in questo modo, un diritto garantito dallo
Stato, ma dipende da eventuali sovvenzioni private.

Il nostro
timore è quello di arrivare ad un modello analogo a quello americano, che offre
una pessima istruzione ai ceti meno abbienti, costretti a frequentare scuole
pubbliche sostenute dai miseri fondi statali.

La riforma
Gelmini, sfruttando questa nuova impostazione, riduce significativamente
l’offerta formativa obbligatoria statale eliminando le sperimentazioni opzionali.
Da ciò consegue che l’autonomia  dei sei
Licei (al posto dei 396 precedentemente esistenti) sia strettamente subordinata
alla disponibilità degli eventuali finanziatori. Tutte le materie non previste
nel piano orario base (nei diversi casi, latino, seconde lingue straniere o
discipline giuridico-economiche) potranno essere studiate da pochi.

Se a livello
nazionale si approvano tali leggi, anche a livello locale le istituzioni
compiono un minimo sforzo per una scuola facilmente fruibile e capace di
offrire un’ampia offerta formativa.

La Provincia di Bologna,
infatti, sta negando al nostro Liceo di attivare indirizzi diversi da quello
Scientifico Tradizionale, nonostante abbiamo già gli strumenti e le possibilità
di conservare le nostre sperimentazioni, mantenendo attivo lo studio delle
lingue straniere (modello Liceo Linguistico) ed uno studio sperimentale e
approfondito delle materie scientifiche (modello Scienze Applicate). 

Per opporci a
queste ingiustizie abbiamo scelto l’occupazione, tra tutte le forme di protesta
possibili, per i seguenti motivi:

              
in data odierna è venuta a Bologna, per un dibattito
con gli universitari, la deputata Valentina Aprea.. Ci è sembrato quindi opportuno
dare un forte e inequivocabile segnale di protesta, considerando anche la
mobilitazione di numerosi Istituti a livello cittadino.

              
Pensiamo che occupare sia un modo per organizzare idee,
proposte ed ulteriori forme di dissenso, e per sensibilizzare i futuri
studenti. Ad esempio abbiamo intenzione di effettuare una distribuzione di
volantini il 27 febbraio all’Open Day, perché saranno proprio i futuri
iscritti, di fatto, a subirne le conseguenze.

Riteniamo,
infine, che occupare sia il mezzo più efficace per coniugare informazione e una
protesta rilevante e visibile.

Per non
fermarci alla sterile protesta, siamo felici di presentare le nostre proposte,
che agiscono nel solco della riforma Gelmini, poiché speriamo che possano
essere prese in considerazione dal Parlamento.

Oltre a
ritenere necessaria una razionalizzazione degli indirizzi, proponiamo alcune
modifiche al piano orario, rispettando il tetto delle ore e il budget fornito.
Speriamo che queste idee riescano ad offrire agli studenti un piano didattico
moderno, che miri ad un’informazione completa e che trasformi l’adolescente in
un cittadino dotato di spirito critico e di consapevolezza civica e sociale.

Il nostro
programma è quello di:

              
valorizzare la lingua inglese, il cui studio deve
essere necessariamente approfondito in quanto è lingua del futuro;

              
abolire l’insegnamento della religione cattolica per
ottenere un influente risparmio. Questa disciplina verrebbe sostituita da
Educazione Civica, che intende insegnare anche la storia e l’evoluzione delle
religioni nel mondo;

              
studiare la letteratura greca e latina, perché le
riflessioni e i grandi temi posti dagli autori classici devono essere parte
fondante della formazione del cittadino europeo.

Siamo convinti che uno stato che non valorizza la
scuola, dal punto di vista economico né da quello normativo, sia destinato al
declino in quanto cancella il suo stesso futuro.

Vogliamo ribellarci a questo sistema, in atto a
prescindere dal colore politico degli ultimi governi, capace di concentrarsi
soltanto sul presente e interessato al mantenimento del potere. Questo
atteggiamento rinuncia ad una politica lungimirante che si possa basare sullo
sviluppo della Nazione, sul futuro, e quindi sulla scuola, sugli studenti, su
di Noi.

 

Bologna

Documento
deliberato dagli occupanti dei Liceo Scientifico STATALE E. Fermi. Il
13/02/2010"

Domande o commenti potete lasciarli ovviamente qui, ma anche rivolgervi direttamente al
gruppo dei Rappresentanti del Fermi.

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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