Raiperunanotte

Ieri, io c’ero, in piazza; a Padova era Prato della Valle. Eravamo parecchi, in quella piazza: non sono bravo, a contare… saremo stati diverse centinaia; ma, a numeri Pdl, superavamo probabilmente i 10°000.

In verità: ancora un po’ troppo "televisivo", forse, lo show. Le battutine di Santoro su Loris Mazzetti dietro il filo spinato, ad esempio, mi sono sembrate piuttosto una caduta di stile… e gli stacchetti musicali, sembravano un po’ lì più che altro per esserci. Io avrei voluto vedere, che so, i Modena City Ramblers, magari con "Giro di Vite", o Guccini ad esempio con "Nostra Signora dell’Ipocrisia"… e da Elio e le Storie Tese, accidenti se non mi sarei aspettato "La terra dei Cachi"! (quello che sarebbe stato perfetto, in verità, era forse "il Pippero"… ma capisco sia ancora più complesso da inserire in una trasmissione, senza video soprattutto)

Comunque. Comunque, è stato un evento unico. Più del 13% di share: coniugando in modo armonico strumenti nuovi come il web, antichi come la piazza; e anche quelli lasciati finora piuttosto in ombra, come radio e emittenti locali. Il silenzio di piombo della televisione privata di Berlusconi, e di Mediaset, è stato aggirato; l’assedio è rotto.
Come nei film, l’immenso esercito dei cattivi dalle armi luccicanti, proprio mentre si prepara a spazzar via definitivamente ogni residuo di resistenza dei buoni, quasi per miracolo viene spiazzato e ridicolizzato da un pugno di valorosi, con armi di fortuna ma incrollabile volontà.

Bene. Ma a differenza dei film, nella realtà non bastano venti minuti di battaglia, per vincere una guerra -una "guerra" senza spargimenti di sangue, ma che da ormai vent’anni trasforma le istituzioni italiane in un campo di battaglia tra le regole democratiche e l’autocrazia.
Ieri sera abbiamo dimostrato che le cose possono cambiare; che con  la buona volontà, una nuova strada è percorribile. Ma sarà davvero percorsa? La sortita del manipolo di coraggiosi sarà del tutto inutile, se non saranno seguiti da qualcosa di duraturo. Il cerchio non ci mette nulla a chiudersi di nuovo, appena la resistenza gli lascia un varco.

Mi pare di ricordare che l’abbia posto in evidenza Gad Lerner: ieri sono stati intervistati alcuni operai licenziati dalla loro azienda, che ha chiuso tutto per spostarsi in Serbia; era un esempio del pezzo di Italia di cui sarebbe di fondamentale importanza parlare, approfondire, e invece troppo spesso silenziato dalla tv a partito unico in nome dell’"ottimismo". Si è trattato però, ha fatto notare il giornalista, di un inserto di dieci minuti, funzionale al resto della trasmissione; e dell’unica operaia che in rappresentanza di tutti ha parlato, "non abbiamo chiesto neppure il cognome".

Ecco, mi sembra che sia questo il punto. Il giorno in cui esisterà un’emittente, una rete -qualcosa!- che possa parlare all’Italia intera, e non solo a un’élite, senza dover in cambio accettare di servire un padrone; un canale attraverso cui ai deliri a reti unificate di Berlusconi per i quali "questo governo sconfiggerà, in tre anni, anche il cancro" possano rispondere le centinaia di ricercatori licenziati per i tagli di fondi del governo, o i lavoratori lasciati in cassa integrazione per anni possano far sentire per una volta la loro voce senza giungere per disperazione a salire per un mese su un tetto pur di farsi ascoltare… ecco, allora sì, che sarebbe nato qualcosa di nuovo, e di importanza assoluta.

Ben venga, dunque, "raiperunanotte". Ma che non sia soltanto "per una notte".

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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