futuro e libertà

Ieri sono stato alla convention di Generazione Italia: ovvero, di fatto, la costola giovanile del costituendo Futuro e Libertà per l’Italia -alla fine dell’incontro ci si è dati direttamente appuntamento al 5 e 6 novembre a Perugia, punto finale del percorso di costituzione del partito.
Due Galileiani si sono recati sul posto, innanzitutto per sè stessi; ma anche per voi, se anche a voi incuriosisce la nascita di questa nuova realtà. Volevamo capire che aria tira, ed ecco le mie impressioni.

Non posso che iniziare con una nota di merito: era la convention dei giovani, e giovani erano. E non, quei "giovani quaranta-cinquantenni"… come se ne vedono tanti di questi tempi. Il primo oratore ha esordito con "credo di essere il più giovane, qui dentro", ed io subito ho pensato che non sapesse che c’era anche qualcuno, come me, di vent’anni non ancora compiuti… mi sono dovuto ricredere, eccome: di anni ne aveva, e ne ha, 16. Gli altri erano effettivamente più vecchi, ma l’età tipica era comunque sui 26 anni.

Ma, il tema da cui tutti -io per primo- non possiamo prescindere, è: quali rapporti con il PDL? Risposta breve: disprezzo e ripugnanza. Davvero, in certi momenti mi è parso di sentire Beppe Grillo, o Travaglio! Almeno a giudicare dai toni della base, non c’è dubbio che Berlusconi abbia ragione a considerarli opposizione, ben più che il PD.
Per dare un’idea -uno degli oratori, applauditissimo, ha ribattezzato l’ex partito di Fini "P2L". Un patito che era, spiegano, "un cartello elettorale con l’unico scopo di conquistare il potere, a prescindere da qualunque idea politica", in cui "per noi non c’è mai stato posto: perchè noi non possiamo trovare posto in un vuoto desolante". Un oratore, eletto per una lista di destra per una rappresentanza scolastica, ricorda di essere rimasto "sconvolto, quando mi sono reso conto che, di fatto, già a questo livello passavamo metà del tempo a decidere in che poltrone sistemare questo e quello": mentre "finalmente, ora si torna a parlare dei problemi veri, di idee, di valori!". E altri accusano: "ci trovavamo per due volte l’anno, per organizzare sempre le stesse manifestazioni; e se si discuteva era del rifacimento del marciapiede della sede, perchè tutto il resto era già deciso dall’alto".
Non si risparmiano bordate, giustissime peraltro, sulla trasparenza: "non è possibile che condannati, al secondo grado di giudizio, per concorso esterno in associazione mafiosa, facciano ancora parte a pieno titolo della dirigenza del PDL", si rimarca. E il DDL corruzione, ricordano, è inaccettabilmente finito nel nulla.
C’è anche chi, riflettendo sulla spaccatura, la sistematizza. Come il PD, afferma, è spaccato tra ex PCI ed ex DC, anche nel PDL convivevano forzatamente due culture inconciliabili: una componente "politica", gli eredi e continuatori della tradizione e dei valori della destra, e gli "affaristi", che questa tradizione completamente ignorano, e sono lì soltanto per servire gli interessi propri e delle proprie cricche (esatto, è questo il termine utilizzato). Superfluo specificare a chi ci si riferisca.
Inevitabile, dunque, che questa mesalliance avesse rapidamente termine.

Ok, direte voi: ma dunque, se la frattura è, e sempre è stata, tanto fondamentale… com’è possibile, che si sia rimasti tanto tempo con Berlusconi?

Lo ammettono apertamente: "Fini ha sbagliato". Perchè, "si è lasciato convincere dai colonnelli, che Berlusconi sarebbe stata una fase transitoria; e che al suo termine avrebbe avuto in mano lui in mano le redini della destra italiana". Così, ha morso il freno e aspettato. Ma, "ora abbiamo deciso di rompere gli indugi, e non faremo mai più un simile errore".
E loro personalmente, gli elettori, per la maggioranza si dicono ingannati: "Ho voluto credere, che si stesse costruendo un partito conservatore grande e moderno. Qualcosa come il Partito Repubblicano americano. Invece era solo propaganda e fumo negli occhi!"

(Personalmente, tutto questo ha senso, almeno… se si suppone di ignorare tutto ciò che è avvenuto prima del 2008. Due anni per disilludersi sono un tempo ragionevole -quindici, cominciano a richiedere un discreto sforzo di immaginazione. Del resto, però, sta di fatto che la maggioranza degli italiani, illusa, lo è ancora; perciò, potrei concedere che la realtà superi l’immaginazione anche per questa volta…)

Ma: di certo, quello che sta per nascere non è neppure un partito di sinistra; e tutte le voci che danno Fini futura colonna di una coalizione che arrivi fino al PD (ed oltre?) sono sempre più convinto che siano fantapolitica, non perchè il PD sia poi davvero un partito di sinistra, ma perchè invece la base del nuovo partito è tenacemente orgogliosa delle proprie radici schiettamente di destra. Anzi: una delle accuse infamanti più roventi rivolte al PDL è: "Siamo stati un partito liberale fino alla fine della campagna elettorale… e poi abbiamo governato nè più nè meno come avrebbe potuto farlo la sinistra!".
Per dare l’idea: le foibe compaiono tra i "valori", la ricreazione è finita e gli studenti vanno responsabilizzati -ad esempio, con prestiti d’onore al posto delle troppo comode borse di studio-, lo stato costa senz’altro troppo per quello che offre, e le tasse vanno diminuite decisamente. (uno afferma: "suvvia: a parte le strade, quale servizio pubblico utilizzate voi, personalmente? È mai possibile che dobbiamo pagare la metà dei nostri stipendi per questo?" …al che, noi due ci siamo lanciati uno sguardo alquanto esterrefatto)
Però, su temi quali la protezione sociale del lavoro precario, e l’integrazione degli immigrati, non ho difficoltà a dire che sono stati più coraggiosi della sinistra.

Cos’altro si è detto? Beh, innanzitutto, che questo è tutt’altro che il "partito di Fini": così lo descrivono i giornali, ma ritengono questa personalizzazione una degenerazione della politica, da combattere. Anzi: di fronte ai nostri dubbi, uno arriva a dire "in ogni caso, questo movimento è iniziato: e in futuro potrà anche fare a meno di Fini, se necessario". Il che non toglie che il fondatore sia ammirato, e quando necessario difeso. "La casa di Montecarlo? Non ho ancora capito quale sia il problema" dichiara una grintosa bionda oratrice (e, non ha nemmeno tutti i torti).

E, il rapporto con la Lega… rapporto di antitesi assoluta; è confermato. Ce la si prende con Berlusconi perché non si indigna con i seguaci di Bossi per i loro atteggiamenti barbari e anti-unitari; dando, di fatto, per scontato che prendersela con Bossi sia fiato (perfino più) sprecato. Anzi, uno degli oratori viene applaudito, semplicemente per aver dichiarato di essere, nel consiglio comunale del suo paese, all’opposizione della Lega.
Ma nonostante ciò, più di uno ha elogiato la struttura radicata nel territorio della Lega. L’intenzione dichiarata è, in questo, di imitarla. (come del resto, è il sogno nel cassetto di ogni partito italiano…)

Insomma. Senz’altro tanto entusiasmo e voglia di fare, di contare; e direi pure, di risorgere. Anche fuori, finiti i discorsi, appuntamenti e progetti. E c’è chi lancia una sfida ai limiti dell’impossibile: salvare la destra dal disastro culturale in cui l’ha precipitata B., e insidiare alla parte avversa il monopolio degli intellettuali (…si lamenta uno, "sono riusciti a farci diventare Travaglio di sinistra!"). Questo è un progetto di cui ci sarebbe grande bisogno: e credo, personalmente, che lo seguirò con grande interesse. Per tutto il resto, vedremo, vedremo.

Annunci

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
Questa voce è stata pubblicata in News and politics. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...