fuochi artificiali

Serata di festa a Bologna; è San Petronio, patrono della città. Per la prima volta, anziché osservare i fuochi artificiali dal balcone, li ho visti da vicino, dalla piazza. Ma pur nello spettacolo maestoso, l’occhio continuava a fissarsi su un singolo frammento di luce… ognuno durava pochi secondi, poi scompariva, all’improvviso: ad un dato momento la testa si spegneva, e subito tutta la coda che era splendente, la seguiva nell’oblio.

Osservazione banale: è come la vita. Ognuno di noi brilla per un breve momento, poi si spegne all’improvviso; c’erano i frammenti che brillavano più a lungo, quelli che meno, c’erano quelli che esplodevano nei modi più diversi, o non per nulla, ma salivano in aria in un vortice di scintille, e c’erano quelli che formavano il centro dello spettacolo, e quelli che non avrebbero avuto senso se non per contorno dei colori principali… ma, tutti non avrebbero avuto senso se non immersi tra centinaia di loro simili -e tutti, nessuno escluso, piccolo o grande che fosse il loro splendore, dopo un breve momento sono ricaduti sul selciato, cenere inutile, spinti via, sommersi dal flusso dello spettacolo che continua, per parte sua sempre più grandioso, e dimenticati.

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