al parco Europa

Avevate mai notato che accanto alla strada che dalla stazione va al piazzale Stanga c’è un grandissimo parco, pressoché nuovo? Probabilmente si. Ma avevate anche notato l’edificio di vetro al suo centro?

Io l’ho fatto oggi: risulta che è una serra, e contiene centinaia di piante “succulente” (“grasse” è volgare), collezionate da un professore di biologia nel corso degli anni, ed ora donate al comune.

È stato un piacevole diversivo, spendere un’oretta a visitarlo. Anche se, non c’è dubbio, l’uomo è sempre l’animale più affascinante… la vera attrazione, è la signora che fa da guida. Confesso: ho anche ipotizzato che, costretta dalla necessità ad accettare quel posto e forzata, di conseguenza, ad imparare vita morte miracoli di centinaia di piante tentando disperatamente di trovarci qualcosa d’interessante, l’abbia trovato in questo modo. Poi mi ha detto che è una volontaria, quindi no, è proprio così al naturale. Era veramente incredibile mentre cercava di convincermi che se una pianta perde le foglie fuori stagione, sta “cercando di comunicarci la sua sofferenza”, ed ha toccato vette di lirismo nell’affermare che “noi e le piante non siamo poi così diversi; siamo tutti polvere di stelle… polvere di stelle!” (avrei dovuto spiegarle che anche la ghiaietta su cui camminavamo, è polvere di stelle?).

Comunque, molte piante erano effettivamente carine, ed alcune anche davvero interessanti. Se non altro, finalmente ho visto dal vero alcune di quelle piante di cui conoscevo vita morte miracoli a dodici anni, quando passavo pomeriggi a sfogliare i manuali di giardinaggio di mia madre.

Una cosa che mi ha colpito davvero, però, è come molte piante che la tipa definiva “eccellenza” (non lo credevo possibile, ho sentito questo termine più volte che ad un convegno sul futuro della Galileiana) erano, in realtà, così eccellenti per qualche loro errore. Piante senza spine, o rugose in strani modi quando avrebbero dovuto essere lisce, o semplicemente cresciute contorte per accidente in modo unico… sono evidentemente, agli occhi di un collezionista, motivi di grande pregio. E noi invece… mi sono immaginato alieni, passeggianti invisibili tra noi: “quello che vedete è della varietà nera: sono più rari in questo habitat, ma ora stanno attecchendo bene anche qui… questa è invece un’eccellenza: vedete, ha 6 dita per mano… ecco invece una varietà relativamente rara, molto famosa tra i collezionisti: ha tre cromosomi 21, apprezzate la particolarità dell’aspetto…”

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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