profezia

Ho trovato un sito in cui pubblicano le profezie di un monaco del ‘500. Naturalmente, quelli del blog non hanno alcun dubbio: lo confrontano con altri oracoli discutendo dell'”efficienza dei mezzi per ottenere informazioni sul futuro”.

La cosa interessante, però, è che questo presunto profeta ha avuto per lo meno il coraggio di non nascondersi dietro al “prima o poi” (a differenza, poniamo, di “solo il Padre mio conosce il giorno e l’ora, a voi non è dato sapere”): qui, ogni profezia è completa dell’anno in cui dovrà avverarsi (si va dal 1600 al 3000).

Il fatto, è che questo dà una notevole impressione di verosimiglianza: nel linguaggio invece ovviamente fumoso dei testi, pare effettivamente di riconoscere talvolta con una certa chiarezza avvenimenti dell’anno in questione.

Sarebbe interessante, se ci fosse un certo numero di volontari, smontare scientificamente questa impressione, dimostrando che può originarsi senza alcun fondamento purché si scriva abbastanza confuso. Il test sarebbe semplice: pubblicare profezie relative ad anni del passato, con preferenza per quelli in cui sono accaduti eventi notevoli, che un buon cronista del futuro non avrebbe potuto non riportare, indicarne gli anni in ordine sparso, e chiedere ai volontari di associare ogni profezia con il suo anno. Quindi vedere se le risposte sono coerenti tra loro, e ovviamente se sono giuste.

Non pubblico il link per non rovinarvi la sorpresa… qualcuno sarebbe disposto a provare?

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3 risposte a profezia

  1. Chiara ha detto:

    Questo è già stato fatto numerose volte e hanno appurato che è così, come è vero che la madre crede che il figlio appena nato assomigli al padre.
    Ora per l’amor del cielo “Il fatto, è che questo dà una notevole […]” come fai a mettere una virgola là???

    • francescodondi ha detto:

      Mh! Peccato capitale, nessuna attenuante: il soggetto separato dal verbo… e però, parlando, ce la metterei senz’altro una pausa lì. D’istinto, mi dà l’impressione che il discorso non avrebbe il ritmo giusto senza quella virgola …ma in onore della tua incredibile costanza nel volermi correggere, vedrò di evitarlo in futuro.

      Dunque… “il fatto è, che ” sarebbe andato? Mi sembra così più debole…

      • Chiara ha detto:

        Allora le virgole non si mettono sempre quanto credi ci sia una pausa nel parlato, si mettono per rendere più leggibile qualcosa. Semmai vale il viceversa, e non sempre: se leggi e trovi una virgola si fa una pausa. E’ sbagliata anche la seconda versione ovviamente visto che sarebbe come dire “Il mare è, verde.”

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