Libia

Va bene. Ci siamo fatti sentire, finalmente; siamo andati lì, e imposto la tanto sospirata No-Fly Zone. Fin qui, ottimo.

Adesso, a quanto pare, è iniziata la fase 2.

Ah. Non era poi così chiaro, che ci dovesse essere una fase 2. E dopo una 3, magari. E poi, cosa?

Quale è, l’obiettivo?

Diciamolo. Far reggere un cessate-il-fuoco con le bombe, è come pretendere di tenere in piedi una piuma con un fucile ad aria compressa. Follia. Quella piuma bisogna prenderla per il gambo -e l’unico modo di farlo è scendere a terra.

Non noi, se fosse possibile. Troppo forte il rischio di un nuovo Iraq; incubo tanto nostro quanto loro, per ovvi motivi.

C’è una ed un’unica cosa che potrebbe salvarci da un altro pantano: una forza di terra, che non sia di un’ammucchiata di “volenterosi” (tutti, invariabilmente, occidentali), né tanto meno Nato. Che non farebbe altro che dare sponda alle accuse di “crociata” o -forse meno infondate- di neocolonialismo. Una forza ci serve, invece, che non agisca sotto altre bandiere che quelle dell’ONU. Che possa intervenire tempestivamente, ma soprattutto, che sia addestrata alla pace come alla guerra.

Oggi, che cosa abbiamo? I Caschi Blu, sì. Ma senza nulla togliere all’importanza delle missioni che hanno svolto e tuttora svolgono nel mondo: qualcuno di voi si sentirebbe, sulla base di quello che sa, di mandarli in Libia? Oltre al fatto che, per statuto, non possono andarci… se non è Gheddafi a chiamarli! E così, il Consiglio a New York fa’ le sue risoluzioni, ma per farle rispettare è pressoché impotente, se non per la “buona volontà” (più, o meno disinteressata) dei singoli potenti del mondo.

In effetti: a quanto pare, non è proprio questo che immaginavano i padri fondatori dell’ONU. Ho trovato una perfetta spiegazione della situazione in questo sito.

Cito: “I Caschi blu non erano stati previsti dai “padri fondatori”, quando si riunirono a San Francisco, nel 1945, per creare l’Onu. Allora si pensava di poter dotare l’Onu di un vero e proprio esercito internazionale, capace di usare la forza armata per imporre il rispetto del diritto e della giustizia.”

Ma naturalmente “Già nel 1946, quando si cominciava ad avvertire i primi geli della Guerra Fredda, i dissensi tra Usa e Urss uccisero sul nascere l’esercito mondiale, che dunque non venne mai creato.”

I dissensi tra USA e URSS sono ben morti e sepolti. Eppure, questa eredità rimane. Ed è questo che ci ha portato nel pantano di Libia, in cui tutti combattono, ma nessuno può vincere. I ribelli non possono vincere, perché non hanno i mezzi. Gheddafi non può vincere, finché glielo impediamo noi. Ma noi meno di tutti potremmo vincere, perché non abbiamo il diritto agli occhi del mondo di fare il passo risolutivo -scendere in forze, disarmare le parti in lotta, prendere il controllo. Non ce l’abbiamo perché siamo sempre noi, i prepotenti occidentali, i crociati del ‘200, i colonialisti dell’800 e purtroppo, gli invasori dell’Iraq 8 anni fa. Non c’è nessuno che sia tutti, ovvero (nella migliore approssimazione al momento) l’ONU, e nessun altro.

Non so come potrebbe risolversi questa guerra di Libia. Ma credo di sapere che dovrebbe insegnarci qualcosa, prima che succeda di nuovo. Che, inutile nasconderlo, potrebbe essere molto presto.

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