Modesta Proposta

Perchè dovremmo vendere armi a un dittatore? Ma soprattutto: perchè lo abbiamo fatto?

La domanda è ineludibile, dopo i fatti di Libia. Abbiamo imposto in fretta e furia un embargo: ora che le armi le ha già. Se solo avessimo voluto, non ci sarebbe bisogno di dichiarargli guerra per distruggere quelle armi, e impedirgli di usarle contro i propri cittadini: non le avrebbe, e basta.

Ecco, allora, la mia modesta proposta. Esistono graduatorie indipendenti, internazionalmente riconosciute che misurano la libertà degli stati. E quindi: per chi non raggiunge una certa soglia, scattino pesanti limitazioni alla vendita di armi. E se si scende sotto un’altra soglia, il minimo della decenza, sia il divieto assoluto: neppure una pistola a pallini, o una fionda, devono attraversare il confine.

Questo è l’unico modo di difendere la pace nel mondo. Questa sì, è una missione in cui una “coalizione di volenterosi” dovrebbe impegnarsi senza se e senza ma.

Vantaggi: previene i massacri. O almeno, li limita; puoi uccidere la gente anche con coltelli da cucina, ma certo non è la stessa cosa che missili e cannoni.
O almeno, almeno: potremmo, se non altro, davvero dire di essere i buoni, e di avere la coscienza pulita. Al contrario di ora.

Secondo, fondamentale vantaggio: è oggettivo, in buona approssimazione, ed equo. Non viaggia con gli isterismi umanitari, sempre manipolabili da chi controlla i media, e che arrivano sempre e comunque troppo tardi: si sforza di previenirli i guai, da subito e dovunque. Non dipende dalle liste di “buoni & cattivi” cui ci ha abituato Bush, o da equivoche “amicizie” Berlusca style; soprattutto, non può piegarsi ad alcun genere di pressione o lubrificazione sottobanco. I parametri sono oggettivi, condivisi, trasparnti: non ci sono eccezioni e non ci sono scuse.
Un altro bel problema ora quasi dimenticato ma tutt’altro che risolto, l’Iran, di fronte all’ostilità internazionale per il suo progetto atomico poteva argomentare: “perchè gli USA possono avere il nucleare e noi no? Siamo forse uno stato di serie B?”. La mia proposta dà una chiara risposta: SÌ, lo siete uno stato di serie B, perchè non siete abbastanza liberi. Se volete che vi permettiamo di aumentare il vostro potere, aumentate prima la vostra democrazia.
Lo stesso con Gheddafi; ma lo stesso anche con tanti dittatori e dittatorelli che accatadtano armi e cadaveri di sudditi, tra i quali senza clamorr già si prepara il prossimo mattatore per cui tutti si stracceranno le vesti.

Il che ci porta all’ultimo, non meno importante vantaggio: i dittatori, spesso, per puntellare il proprio incerto potere spendono tutto quanto possono in armi: e tanto peggio per il popolo. Poichè questi stati sono tipicamente poveri, questo facilmente significa la morte per fame. Se anche non sparano un solo colpo, quelle armi hanno già ucciso.
In effetti: le sanzioni, spesso, sono criticate perchè danneggiano soltanto il popolo. Ma queste di certo no! Anzi, impedire ad autocrati irresponsabili di dilapidare le risorse del proprio popolo in armamenti, è già subito salvare vite.

Questo sarebbe insomma un modo allo stesso tempo elementare e potente per spingere il mondo non solo verso la pace, ma anche verso il progresso economico ed umano.
Meno clandestini, se vi suona meglio detto in questa maniera.

Sorge spontanea, forse, un’obiezione: e se è un Paese tecnicamente libero, a minacciare la pace nel mondo? Quello sarebbe un problema,certo. Ma sta di fatto, che quasi sempre il problema sono i dittatori: intanto fermiamo quelli. La speranza è che, una volta neutralizzate le autatchie megalomani, a nessuno stato democratico venga in mente di iniziare un’escalation militare. Se succedesse, certo, servirebbero altri mezzi.

Ma in realtà: l’unico, vero problema è che dovremmo essere tutti. USA, Europa, Russia, e non basterebbe ancora. E, rispettarlo seriamente. Blocco delle vendite anche a chi è sì libero, ma non rispetta l’embargo. Pattugliamenti per terra e per mare per fermare chi cerchi di far circolare armi illegalmente. Nessun cedimento alle proteste, accuse, ritorsioni dei paesi che risultino non abbastanza liberi.

Non è facile. Sarebbe forse la decisione che richiede più coraggio tra quelle mai prese dai popoli del pianeta. Ma: vogliamo provarci, a prendere in mano le sorti dell’umanità, e traghettarla verso un domani migliore? O vogliamo continuare a procedere di massacro in massacro, limitandoci a piangere e recrimimare quando é troppo tardi?

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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