Ubuntu 11.04 -guida all’impatto

Ok: Ubuntu arriva alla versione 11.

La prima cosa che posso dirvi è: DON’T PANIC. Molte cose sono cambiate: la più evidente, è stato adottato Unity. Vediamo cosa comporta. Ma se proprio non vi piace, potete sempre avere i vantaggi di un sistema aggiornato e al login scegliere di entrare con “Ubuntu classico”, ovvero, utilizzare comunque il desktop che tutti conosciamo.

I lanciatori applicazione spariscono dalla barra in alto, e sono trasferiti su un pannello laterale molto più ampio a sinistra, che scompare per lasciare posto alle finestre. Potete farlo ricomparire andando col mouse sull’estrema sinistra (nella versione beta questo non funzionava sempre, ma con il rilascio ufficiale va molto meglio). Naturalmente, questo significa che diverse volte apparirà per errore, se mettete il mouse troppo a sinistra per altri motivi -aspettatevelo, può essere seccante. Aperta la barra, per cercare la vostra applicazione, scorretela ponendo il mouse in alto o in basso, oppure cliccando il tasto centrale e trascinando, fino a trovarla. Le applicazioni possono essere riorganizzate: premendo il tasto sinistro il trascinamento del mouse sposta la singola icona dove volete. Con il tempo, sfoltendo ed organizzando le icone, imparerete ad aprire la barra già all’altezza di ciò che vi serve (verso la fine le icone si comprimono, di modo che è possibile raggiungerle tutte con un solo colpo, senza scorrere). Premendo invece il logo “Ubuntu” in alto a sinistra (o il tasto “Windows” della tastiera) si aprirà invece una finestra con una barra di ricerca per un po’ di tutto: applicazioni, file, cartelle. Una nuova pressione la nasconde.

La barra in alto è lasciata libera per accogliere i pulsanti (“File”, “Modifica”, etc) delle finestre, e guadagnare in questo modo spazio. Attenzione che questo, non so se fosse o no nelle intenzioni degli sviluppatori, capita anche quando la finestra non occupa tutto lo schermo; sicché dovrete ricordarvi di andare a cercare lì i pulsanti, per quanto non sia affatto intuitivo. Altra soluzione salvaspazio: le barre di scorrimento sono ridotte, ma passandoci il mouse sopra compariranno due pulsanti che, cliccando o trascinando, vi consentiranno di scorrere anche più agevolmente di prima.

Sempre nella barra in alto, altra novità, non è più possibile usare il tasto destro per aggiungere oggetti: per amor di pulizia, le applet sono state bandite, saranno permessi unicamente indicatori. Di più: gli indicatori devono essere autorizzati esplicitamente prima di essere visibili. Dunque, dovrete aggiungere a mano gli indicatori che volete usare. Disastro? Quasi; ma per fortuna, siamo nel meraviglioso mondo dell’Open Source: ecco dunque un comodo script di un generoso programmatore per autorizzare i vostri indicatori preferiti. Copiatelo in un file di testo, salvatelo ad esempio come “autorizza.sh”, rendetelo eseguibile (proprietà > permessi), aprite nella cartella il terminale e scrivete ad esempio “./autorizza.sh Dropbox”: al prossimo avvio dovreste vedere l’icona (in questo caso) di Dropbox tornata al suo posto in tutto il suo splendore.

Altra cosa utile: sarebbe stato un vero peccato perdere la possibilità di monitorare dal pannello il carico dell’hardware. I miei vecchi cari termometri sono banditi, ma installando da questo repository “indicator-sysmonitors”, ecco che ho di nuovo un indicatore in grado di avvertirmi prima che Flash vada fuori controllo e mi frigga la CPU. Consigliato.

Un’altra cosa che sulle prime mi ha sconcertato era l’impossibilità, nella barra a scomparsa laterale, di aggiungere lanciatori: facendo click col destro si possono rimuovere quelli esistenti, ma per aggiungerli? Esistono in realtà ben due soluzioni, che io sappia: la più immediata è aprire il programma che si vuole aggiungere (dalla ricerca, o da terminale). La sua icona comparirà nella barra laterale, e si potrà usare il destro per farcela rimanere… ma questa soluzione non potrà accontentare i più smaliziati, che vogliono poter configurare il lanciatore come si deve, con le opzioni da linea di comando. Ecco allora la seconda soluzione: crearlo sul desktop, dove funziona esattamente come prima, e con un semplice movimento di trascinamento del mouse lasciarlo sulla barra laterale. C’è un difetto però: non c’è verso, utilizzando questo metodo, di mantenere un’icona personalizzata per il nuovo lanciatore. Mi auguro sarà risolto presto.

EDIT: ho riprovato, ed ora pare funzionare, mantenendo l’immagine come dovrebbe. Solo che è necessario lasciarlo anche sul desktop (o in una cartella a scelta), poiché l’icona nel pannello laterale scompare se si cancella il suo originale.

Va spezzata una lancia, invece, in favore del nuovo calendario, in alto a destra: non è più necessario attendere secoli prima di poter semplicemente vedere se il prossimo 5 maggio è un giovedì; ora il caricamento è pressoché istantaneo, rendendolo finalmente usabile. Anche il riproduttore multimediale già integrato è una buona idea; certo si poteva probabilmente ottenere anche prima, ma non a molti sarebbe venuto in mente.

Un’altra cosa: il menu principale non va più cercato nella zona delle applicazioni, in alto a sinistra: dopo un po’ di panico, l’ho infine trovato in alto a destra in fondo al menu con il simbolo di spegnimento. Forse era giusto separarlo in favore di una posizione più “privilegiata”, anche se non è che ci stia molto anche nella nuova posizione, sotto “spegni”. Ma, basta saperlo.

Che dire, dunque, di questo Unity? Opinione generale nel web è che fosse quantomeno ancora non pronto per essere adottato ufficialmente. Probabile, ma a me l’idea di fondo (spazio organizzato in modo più integrato ed efficiente, il nuovo menu che tiene traccia delle applicazioni aperte, ecc) piace. Speriamo che vengano rapidamente sistemati i punti dolenti, come l’aggiunta di lanciatori. Ottima cosa, ripeto, che sia comunque prevista la possibilità di tornare al vecchio look e funzionalità, se si preferisce. Come del resto, ricordiamo, si può sempre e comunque passare a pressoché qualunque look e funzionalità vogliate, come chiunque sia un poco esperto di Linux sa, semplicemente installando ex novo il desktop che meglio si adatta alle vostre esigenze. KDE, Fluxbox, LXDE… è la bellezza dell’Open Source.

Che altro dire? È stato finalmente adottato per il grande pubblico Firefox 4.0, ed era veramente ora: adesso la volpe, con HTML5, sincronizzazione dei segnalibri e tutto il resto, può finalmente competere di nuovo con Chrome. Per quanto, il “riapri scheda chiusa” con il trasto destro, l’apertura di pdf come una normale pagina web, la modifica delle estensioni senza riavvio, continuano a far sentire tristemente la loro mancanza.

Altra novità evidente è la sostituzione del famoso OpenOffice con un enigmatico “LibreOffice”… di nuovo, tranquilli: è esattamente la stessa cosa. La sua strada ha divorziato dall’originario creatore e detentore dei diritti Oracle, da cui la necessità del cambio di nome; ma il codice è lo stesso, e la comunità che lo sviluppa anche. L’unico cambiamento sono le icone, e dopotutto, un tocco moderno lì mi pare il benvenuto.

Altro ancora: Gwibber supporta ora solo Twitter, Facebook e Identi.ca. Attenti, quindi, se siete affezionati a Google Buzz, o altri servizi non più supportati; dovrete trovare un programma alternativo.

Un’altra cosa: Ubuntu One. Ora hanno posto i suoi comandi in modo tanto evidente che è impossibile non notarli. E in verità, non è un male, i servizi sono davvero interessanti: sincronizzazione in un backup sicuro sul web, nonché con tutti i vostri computer sia Ubuntu che Windows, di file ovunque nel computer, delle note di Tomboy, dei contatti di posta (con la possibilità di connettersi anche a Facebook, per quanto le informazioni che riesce a ricavarne non sono in realtà molte), e anche dei segnalibri di Firefox (se non avete voglia di fare un account per il servizio nativo). Io, personalmente, non abbandonerei mai Dropbox per i miei file importanti; ma poiché è scomodo sincronizzare cartelle fuori da quella appunto “Dropbox” (bisogna copiarle in questa e sostituirle con link, mentre con Ubunu One è un click), e comunque i 2GB gratis dell’account gratuito iniziale non sono affatto da buttar via, mi sono iscritto, ed ora vedremo.

Va segnalato che esiste la possibilità di utilizzare Ubuntu One anche su smartphone, per sincronizzare i contatti e accedere alla propria musica in streaming… ma questo servizio, come era ragionevole, costa. Se convenga dipende dal vostro budget. Da segnalare invece che è possibile accedere gratuitamente da Android alle note di Tomboy sincronizzate su Ubuntu One, grazie all’applicazione regolarmente disponibile nel market Tomdroid. Con cui, però, è possibile solo leggerle, purtroppo non modificarle. Ugualmente è stato un piacere scoprilo.

Altra cosa da sapere su Ubuntu One… dopo l’attivazione, in tutte le cartelle direttamente sotto la vostra home comparirà una barra abbastanza notevole ad avvisarvi premurosa che quella cartella non è sincronizzata, ed offrirvi l’opzione per sincronizzarla. Il che è decisamente noioso se sincronizzarla non volete, ma c’è la soluzione: sulla cartella, tasto destro > Ubuntu One > nascondi pannello, et voilà.

Se avete altre curiosità prima di effettuare il grande passo dell’upgrade di versione, o l’avete appena fatto e qualcosa non vi torna, oppure anche ho sbagliato qualcosa, o volete condividere soluzioni migliori di quelle che ho segnalato, o semplicemente vi interessa discutere di qualcosa che non ho considerato, o ho considerato non abbastanza approfonditamente -non esitate a commentare!

EDIT: per i più smaliziati che sentono la mancanza di un menu “places” al posto del semplice link alla home che si trova nella versione di fabbrica di Unity, può tornare utile anche questo articolo. Richiede  di modificare file di configurazione, ma nulla di trascendente, e credo valga la pena.

NOTA: Se applicate quest’ultimo consiglio meccanicamente, otterrete si il menu, ma un errore se tentate di usarlo. I nomi delle cartelle sono diversi nella versione italiana, dovete tradurli nel nuovo file.

È naturalmente possibile andare oltre (è Linux, no?), e rimuovere o aggiungere elementi nel menu: corrispondono ai blocchi finali del tipo

[#nome# Shortcut Group]
Name#nome#
Exec=#comando#
OnlyShowIn=Unity

Potete specificare qualunque comando ( “nautilus”, che trovate nel file dell’articolo, è il programma che apre le cartelle). Se fate cambiamenti, ricordate di aggiornare anche la riga che inizia con “X-Ayatana-Desktop-Shortcuts“, in cui dovete elencare i nomi che compariranno nei vari “[#nome# Shortcut Group]”. Non avendolo fatto, al primo tentativo non mi vedeva la nuova voce, mentre ora funziona perfettamente.

NUOVO EDIT: Interessante scoprire oggi che, se con una rapida pressione del tasto Windows si apre il menu di ricerca, tenendolo premuto più a lungo si apre invece il pannello laterale delle applicazioni. E non è tutto: le prime 10 sono in questo modo apribili premendo in aggiunta il loro numero di posizione dall’alto. Credo lo userò moltissimo, una volta imparati quelli che mi servono; è incomparabilmente più comodo che col mouse.

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6 risposte a Ubuntu 11.04 -guida all’impatto

  1. ernesto ha detto:

    io ho effetuato un upload su quello precedente e mi sono meravigliato di alcuni aspetti positivi da un lato ma nagativi dall’altro mi spiego meglio utilizzo spesso amsn con due sessioni aperte contemporaneamente ma il promo problema è sicuramente che non si riesce a tenerli in visone bene entrambi e quando qualcuno ti scrive fa fatica a segnalarlo inoltre se casualmente ti capita di cliccare sulla x di chiusura mentre prima si iconizzava adesso rimane attivo ma non lo riesci piu’ a vedere solo skype rimane in evidenza sulla barra in alto comunque è da rivedere nelle sue complesse funzioni spero di essere stato esauriente
    Ernesto

    • francescodondi ha detto:

      La chiarezza si può migliorare, in verità.
      Forse hai effettuato un “upgrade”?

      Cosa intendi con “non riesce a tenerli in visione bene entrambi”, e “fa fatica a segnalarlo”; cosa succede ora e cosa succedeva con 10.10?

      Skype è whitelistato di default e quindi puoi vederlo immediatamente nella tray, amsn no… hai provato ad usare lo script che ho linkato nell’articolo per consentire ad amsn di mostrare l’icona?

      Che ci sia parecchio da rivedere sono d’accordo… sinceramente, la difficoltà di personalizzare i lanciatori nella barra laterale mi fa considerare seriamente l’idea di tornare al desktop “classico”, per quanto mi dispiaccia punire la voglia di innovare, ma le cose vanno fatte seriamente.

  2. Maurizio ha detto:

    ubuntu 11.04 mi mangia i minuti dell’ora presente in alto a destra con ubuntu standard
    ho risolto con la visione dei secondi che ora sono loro a sparire ma non mi sembra una buona soluzione.
    Secondo me sono queste le cose che fanno grande Windows nei confronti di Ubuntu.
    Ciao Maurizio

    • francescodondi ha detto:

      Mai avuto questo problema, ma capisco che possa capitare. Però Ubuntu ha una grande comunità che in genere questi problemi sa risolverli facilmente; prova a chiedere al forum . Con l’open source non sempre funziona tutto, ma sempre c’è qualcuno che sa dare una mano senza dover aspettare “Service Pack” di fabbrica o simili.

  3. Adri76 ha detto:

    Ciao!
    Io in precedenza avevo utilizzato Ubuntu 8.10, ma solo per poco tempo su VirtualBox, per cui non sono molto esperta.
    Mi ricordo che nelle vecchie vesioni per accedere alla riga di comando bastava andare su applicazioni-accessori-terminale.
    Ma adesso? Dall’icona che c’è nella barra laterale non sono riuscita ad arrivare a niente che mi portasse ad aprire la finestra di terminale…
    Come ci arrivo?
    Grazie per l’attenzione! Ciao!
    Adri

    • francescodondi ha detto:

      Ciao!
      Il terminale puoi trovarlo nella barra di ricerca (aperta col tasto “windows”) scrivendo “terminale”, una volta aperto puoi col tasto destro imporgli di restare nel pannello.
      Ma esiste un modo molto più semplice: Ctrl + Alt + T apre il terminale direttamente senza alcun menu. Io lo uso di continuo, è comodissimo.

      Buona fortuna per le tue future avventure con Linux, lieto se sarò stato d’aiuto!

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