Svapare: il fumo elettronico

Io non capisco. Quasi tutto il danno delle sigarette è fatto non dalla nicotina (che, sì, “sballa” il cervello, ma non causa il cancro, se ho capito). Ora esistono le sigarette elettroniche; che possono produrre un fumo come di sigaretta, ma di nicotina pura.

E allora, che cosa aspetta lo Stato a vietare le sigarette vere come dannose per la collettività -continuando a permettere, appunto grazie a questa tecnologia, a chi di nicotina ha scelto di avere bisogno di continuare ad averla ma in modo migliore per tutti? Tra l’altro, se ho ben capito, il costo è anche minore.

Naturalmente, il primo pensiero è la teoria complottista: gli stati non fanno nulla perché fanno gli interessi delle multinazionali del fumo tradizionale; e/o, magari, vogliono espressamente che il fumo faccia male, per avere una scusa per continuare a tassarlo.

Spero davvero non sia così; che, magari, attendessero per fare una scelta di avere sufficienti garanzie scientifiche, ma che conclusi gli studi qualcosa si farà.

C’è poi un’altra domanda; forse non troppo correlata, ma che emerge e vorrei porre.

Di certo, come ricordano i detrattori, sarebbe pubblicità ingannevole vendere la sigaretta digitale come un colpo di bacchetta magica, che all’improvviso ti fa smettere -la nicotina, se ce la metti, c’è. Quindi: se siete fumatori moderati, se ritenete di avere una buona motivazione per smettere davvero, avete magari amici che sanno sostenervi, io direi senz’altro continuate sulla vostra strada, è quella giusta.

Tuttavia, a quanto pare i risultati sono piuttosto buoni, sentendo da varie parti -soprattutto se comparati coi risultati, in media piuttosto tristi, di chi adotta la tecnica standard “questa è l’ultima”.

Di nuovo, la domanda è: perché?

Di nuovo, la prima ipotesi che si affaccia alla mente è quella complottista: le ditte produttrici aggiungono addittivi alle sigarette per rendere ancora più forte la dipendenza. E, forse, stavolta non è poi così infondata.

Eppure, continuo ad avere il sospetto che contribuisca in modo determinante anche un altro fattore. Non è, che la dipendenza scema proprio perché non fanno più male? Ovvero perché quando non è più un quotidiano, maledetto patto con un piccolo demone del fuoco, infinito sacrificio a poco a poco di vita e salute per la tregua dei nervi; ma diventa invece un’introduzione, infine, asettica di sostanze dal preciso effetto (pur con rituale, e perfino sapore, del tutto o quasi invariato) perde il suo fascino oscuro; e si rivela finalmente per una catena che, se pur consistente, non è davvero così terribile da non poter volendo essere spezzata?

Solo immaginando. Ma è un sasso che, riflettendo, da un po’ mi incuriosiva molto lanciare.

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6 risposte a Svapare: il fumo elettronico

  1. Marco ha detto:

    Cioè il vibratore lo puoi comprare grosso quanto vuoi?

  2. Chiara ha detto:

    Hai idea di quello che è successo quando negli anni 30′ hanno vietato l’alcol negli stati uniti? è successo che la gente beveva tanto quanto perché il whisky veniva contrabbandato, così i soldi ce li faceva la mafia anzichè lo stato, non un grande affare. Lo stesso succederebbe con le sigarette ovviamente. Per quanto riguarda la differenza tra sigarette normali e sigarette elettroniche secondo me c’è la stessa differenza che c’è tra un pene e un vibratore.

    • francescodondi ha detto:

      Paragone ragionevole con l’alcool; ed anche il secondo, ammetto, ha un suo perché: niente malattie, niente cattivi odori, effettivamente molto meno fascino (…per quanto, ammetto di essere poco esperto di peni e vibratori, almeno quanto lo sono di sigarette elettroniche o no).

      C’è però una differenza abbastanza fondamentale. L’alcool è visto come qualcosa di tutto sommato innocuo per fare festa, non una droga, perciò ben pochi accetterebbero che lo stato lo vieti. Così come il pene: non conosco nessuno che si penta di apprezzarlo (stavo per scrivere “nessuna” ma sarebbe stato scorretto… il genere maschile prevale, anche per pochi). Mentre le sigarette sono viste, che io sappia, dalla maggior parte dei fumatori stessi come una dipendenza dannosa da cui si libererebbero volentieri. Per questo potrebbe funzionare.

      • Chiara ha detto:

        è la cultura odierna, dubito si facessero tutti questi festoni negli anni ’30 negli stati uniti.. Poi supponi anche che solo un 30% dei fumatori attuali compri sigarette di contrabbando al prezzo attuale, fai due conti e scopri quanti soldi ci girerebbero. Inoltre se uno fuma e vuole smettere smette, non è così difficile. Solo non vuole e racconta un sacco di cagate per giustificare un gesto che fa volentieri e che non ritiene così dannoso.

        • francescodondi ha detto:

          Non credo arriveremmo al 30%, dato che appunto non avrebbero la scusa di essere dipendenti da nicotina, visto che quella potrebbero averla comunque. E magari potremmo compensare eliminando il divieto di Marijuana, che a quanto pare dà sia meno danni che meno assuefazione.

          Anch’io trovo strano che sia così difficile se uno volesse davvero, ma tu cosa ne sai effettivamente, hai provato e smesso?

          • Francesco ha detto:

            Forse l’errore è ritenere che la dipendenza più pericolosa sia quella della nicotina. Ho parlato un po’ di volte con un mio amico che fuma e ha provato a smettere. Il fatto è che l’astinenza da nicotina fa stare male, pare, solo all’inizio. Quello che a un fumatore pare che manchi è tutto il resto, il rituale, la sensazione di benessere tutte le volte che lo vuoi, perfino la routine, come la sigaretta dopo il caffé del mattino, ecc. Una volta in libreria ho avuto occasione di leggere una frase che mi ha colpito, in un libro per smettere di fumare. Suonava più o meno così: “è difficile abbandonare le sigarette, perché è come abbandonare una parte di sé stessi, una parte della propria personalità, non ci sentiamo più noi senza poter fumare”. Non è facile abbandonare un pezzo di sé, non trovate? E poi c’è il fatto che “fumare è bellissimo” (dal punto di vista del fumatore), e per quanto tu ti renda conto che fa male, non riesci a smettere perché è difficile
            essere razionali e lungimiranti quando si tratta di piccole cose come ogni singola sigaretta. A questo punto vorrei fare un parallelismo con i cibi dannosi per la salute. Quanta gente vorrebbe smettere di mangiare schifezze ma non riesce e continua a ingrassare? Le sigarette elettroniche nascono principalmente per soddisfare la dipendenza psicologica, più sottile di quella chimica. Per questo sono fatte per essere meno distinguibili possibile da quelle vere. In fondo, i cerotti alla nicotina esistono da tanto tempo.

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