Google fa Plus

Ok, è tempo di rompere gli indugi. Ormai l’ho esplorato abbastanza per parlarvi dell’ultima grande novità in casa Google, frutto di oltre un anno di lavoro: Google Plus.

Che cos’è? La risposta che tutti vi daranno: è l’anti Facebook.

Io non ne sono poi così convinto. Certo, la base è decisamente simile, e potremmo anche dire decisamente “ispirata”… tre colonne, una con la foto di profilo e le amicizie, una centrale per i contenuti, una di informazioni di servizio e (virtualmente in futuro, per ora non ce n’è traccia) pubblicità. Ma vedrete perché non credo sia giusto chiamarlo Facebook killer.

Vediamo cos’ha di particolare.

La prima fondamentale differenza, è che non tutti sono “amici”. Il mondo di Facebook appare incredibilmente rosato, cosa che ha dato tra l’altro il via ad ironie ormai classiche: da quando abbiamo 500 amici? E da quando è “amico” il collega d’ufficio, il tizio buffo incontrato ad una festa che non abbiamo particolare interesse a rivedere, il compagno di scuola media… o perfino il nostro capoufficio, nostra madre, fino a gente casuale che abita in Malesia, che ci ha aggiunto per nessun motivo apparente ed abbiamo accettato per curiosità? (credo di avere effettivamente due o tre “amici” nel sudest asiatico. Dal professore di matematica alla ragazza di 19 anni che vive in una capanna di legno ed ha un bellissimo bambino).

Con Google questo non esiste più; il sistema è decisamente più rispondente alla realtà. Vedrete voi se considerarlo più preciso, o più caotico.

Il sistema funziona così. Le conoscenze di ognuno sono organizzate in “cerchie”; di default ci sono “famiglia”, “persone che seguo” (mouseover di aiuto: sconosciuti che mi interessano), “conoscenti”, e solo infine “amici”. Si può poi con facilità creare nuove cerchie per ogni genere di relazione: “colleghi”, “ex compagni di scuola”, “persone conosciute al mare quest’estate”; e così via.

Quando condividiamo qualcosa, ecco che le cerchie entrano in azione: dobbiamo obbligatoriamente specificare con chi vogliamo condividerlo. Possiamo scegliere direttamente le persone singole (che riceveranno una notifica della condivisione), le cerchie (nel qual caso possiamo scegliere di volta in volta se far partire una notifica a tutti oppure no); possiamo anche scegliere “tutte le cerchie”, “cerchie estese” (amici degli amici), e naturalmente “pubblico”.

Viceversa, l’effetto si fa sentire anche nella nostra home. Anziché dover scorrere ogni post condiviso pubblicamente da un qualunque nostro contatto, possiamo selezionare una cerchia: vedremo allora solo i post condivisi con noi dagli utenti di quella cerchia.

Notiamo, come notevole differenza dal concetto di amicizia, che possiamo aggiungere chiunque ad una nostra cerchia, senza bisogno di alcuna conferma. Questo significa che noi potremo vedere ciò che condivide; ma se lui non ci aggiunto ad una sua cerchia, non potremo vedere se non ciò che avrà contrassegnato come “pubblico” (o “cerchie estese”, se abbiamo un contatto comune).

Gli altri utenti Google+, giustamente, sapranno chi li ha aggiunti ad una qualche sua cerchia; ma non a quale, il che ci lascia libertà sui nomi (immaginate la notifica “Gino Rossi ti ha appena aggiunto alla cerchia “persone sgradevoli” “). Da notare però anche che chiunque può essere aggiunto ad una cerchia semplicemente per indirizzo email, ed in quel caso non riceverà, che io sappia, nessuna notifica -potreste essere in una mia cerchia di Google+, e non saperlo. Se ad un contatto solo per mail sarà indirizzata una notifica questa arriverà per mail (e questo, en passant, è ciò che può farti entrare nel progetto).

Forse questo, tutto sommato, potrebbe essere un punto di forza: poter includere nelle proprie cerchie e condivisioni anche chi non è nel network, trasportando trasparentemente la notifica su mail quando non c’è altro. Ma allora però dovrebbe essere permesso di proseguire la conversazione via mail, senza offrire come unica opzione l’iscrizione.

Che dire di questa impostazione? Idealmente, è giusta: le nostre conoscenze davvero si organizzano in cerchie, eventualmente sovrapposte. E se non vogliamo pensare a questa opzione, possiamo non farlo: ogni post ha di default la stessa privacy del precedente; possiamo scegliere “pubblico”, o “tutte le cerchie” e non modificarlo più. Eppure, resto convinto che la mancanza di un’opzione banale e comoda già inserita di default sarà un deterrente per molti.

E, in realtà: qualcosa di molto simile esiste anche in Facebook. Forse molti di voi non l’hanno notato, ma è possibile dividere gli “amici” in liste. Io l’ho fatto. E condividendo, è possibile decidere di scegliere di condividere con persone singole, con singole liste, o se è per questo al contrario nascondere a particolari liste o persone i contenuti (buona parte dei miei dati personali, ad esempio, sono nascosti alla lista “sconosciuti”). Tuttavia, ben raramente anch’io scelgo di condividere qualcosa con privacy diversa da “amici degli amici”; un po’ per inerzia, un po’ perché questo è lo standard accettato. (notiamo però che al contrario dei circoli, le liste di Facebook non permettono di dividere le news nella home, che io sappia)

Questo è dunque il punto: Facebook ha imposto un modello barbaro, ma semplice, e per questo ha creato uno standard solidamente affermato. Forse all’inizio dei tempi (2005?) avrebbe avuto successo, ma ora chi si fa problemi a condividere a centinaia di “amici” anche messaggi in effetti intesi per una sola persona, cosa che accade continuamente su Facebook? Saranno in molti a voler cambiare questo con un modello più raffinato, se i tentativi dello stesso Facebook di andare in tal senso sono più o meno caduti nel vuoto?

Altro punto distintivo è l’integrazione con i precedenti servizi Google. Ad esempio, controllando la vostra posta in Google Mail, o leggendo gli ultimi aggiornamenti dai siti che seguite in Google Reader, dall’angolo a destra della nuova barra nera Google potrete ricevere le notifiche ed aggiornare il vostro status su Plus. Interessante, non dovrete neppure abbandonare quello che state facendo per rispondere alle notifiche: il pannello che si apre è attivo, vi permette di espandere lì i post oggetto di notifica e lasciare direttamente un commento. Mi piace.

Altro punto a favore, naturalmente: Android sarà perfettamente integrato. Anche se in realtà non è che abbia trovato questi enormi progressi. Si parla ad esempio di una cartella per le foto che sarà automaticamente sincronizzata appena possibile senza bisogno di ordinare esplicitamente il caricamento. Altra funzione molto pubblicizzata è “Huddle”, che a quanto ho capito è una chat di gruppo; che se ho capito può scambiare dati via “push”, quindi rete dati, ma anche sms. Ma non è che modi per fare chat o sms di gruppo non fossero già presenti su Android…

E in realtà, spesso l’integrazione rischia di essere più un peso che un vantaggio. Ad esempio, un precedente esperimento social di Google, “Buzz” (simile a Twitter, ma meno limitato ed integrato in Gmail) non è stato abbandonato, ma inserito in un suo tab all’interno di Plus. Non si capisce però che ci stia a fare: quando condivido qualcosa, perché dovrei metterla lì anziché postarla come status? Così come, la chat integrata (tipo quella di Facebook) è ancora quella di Gmail, ed è a quanto pare ancora necessario invitare i contatti uno ad uno per mail, anziché averla direttamente attiva per tutti i contatti Google+ (per fortuna esiste un’altra chat, come vedremo. ma che confusione). O anche, come credete che siano implementati i messaggi diretti? A meno di condividere uno status solo con quella persona (ricordiamo, questo gli sarà notificato. ma fa strano usare questo modo) l’unica possibilità è: invia una mail. Ovviamente serve a promuovere Gmail, ma non è una grande idea per gli utenti.

E poi, Google continua a non riuscire a spingersi abbastanza in là nell’integrazione. Come dicevo, la chat, come anche Buzz, continuano a ragionare con i gruppi di Gmail -che nessuno si è preoccupato di integrare con i circoli di Plus. Spero vivamente avverrà in futuro! O anche, in Reader resta un “like” piuttosto inutile, mentre non c’è traccia del nuovo “+1”. Che, dl resto, anche in Plus per qualche motivo è lasciato ai margini: anche lui come Buzz ha un suo proprio tab secondario, al contrario del “like” di Facebook che condivide direttamente in bacheca. Per quanto possa dare fastidio quest’ultimo comportamento in quanto troppo invasivo, di fatto è la scelta vincente: chi mai andrà espressamente a controllare che cosa abbiamo, come dirlo, piùunato? E allora che cosa serve? (certo, influenzerà forse i risultati Google, ma non è così entusiasmante. Se l’obiettivo non è la semplice condivisione istantanea, avrebbe anche potuto diventare un servizio di social bookmarking, ma anche di quello non c’è traccia).

Detto questo, bisogna notare che Google Plus offre servizi non disponibili su Facebook. Il primo è di certo Hangout, una nuova chat testo/voce/video che può fare forse concorrenza (e anche lì sarebbe ora) a Skype. E che per fortuna, è integrata nel sistema dei circoli rendendo agevoli gli inviti, anche a chat iniziata.

Un altro servizio non ancora visto è Sparks (in italiano, “Spunti”), che permette di fare ricerche sul web, e salvarle in un’apposita sezione della propria home. L’idea, se ho capito, è poter dare da direttamente dentro il social network un’occhiata alle novità riguardo agli argomenti che ci interessano, e trovare i risultati già sotto forma di link di Plus pronti per essere condivisi. Ma non mi convince molto; ed in particolare non vedo che bisogno ci fosse di creare un nuovo strumento di ricerca, evidentemente con un database decisamente più ridotto -la ricerca “viola del pensiero” produce un solo risultato, questo, contro naturalmente i  2.670.000 risultati di Google normale. Non bastava aggiungere la possibilità di salvare le ricerche, e di condividerle su Plus, a Google Search standard?

A parte questo: è più che altro nelle piccole cose che questo nuovo strumento si fa apprezzare. Ad esempio:

  • possibilità di silenziare i post. Finalmente controllo sulle nostre notifiche! Ho visto qualcosa di simile su Facebook, ma per qualche motivo hanno scelto di non introdurlo se non nei gruppi.
  • possibilità di condividere gli status -naturalmente questa funzione può essere fermata dal creatore. Ma se qualcuno posta una bella frase, perché non dovrei poterla condividere in modo meno barbaro che con copia-incolla? Tra l’altro, in questo modo resterà il riferimento al creatore originale, come per i link.
  • possibilità di vedere un’anteprima di come un dato utente vedrà il tuo profilo. Già ne sentivo la necessità in Facebook per quei pochi esperimenti di privacy che ho tentato, con la differenziazione per cerchie sarà indispensabile. (EDIT: ora è possibile anche su Facebook)
  • possibilità -anche questo, finalmente!- di formattare il testo. Era ora che qualcuno si decidesse a permetterlo: non è molto frequente, ma ci sono casi in cui sarebbe veramente utile far intendere la sfumatura giusta nel tuo discorso dando un diverso risalto alle parole (anche se temo, il rischio che sia abusato è grande)
  • commenti a lato delle foto: se non sono più di una decina non è più necessario scorrere per vederli (per quanto sono un po’ sacrificati, in effetti. e manca il tasto “+1” accanto alle foto!)
  • i tag alle foto sono link direttamente nel nome sotto il riquadro: non è più necessario andare a ricercare il nome in un elenco casuale sotto per vedere il profilo.
  • Sotto ogni elemento si vede non solo a chi è piaciuto, ma anche chi lo ha condiviso.
  • Le notifiche sono unificate -evviva! Su Facebook è pessimo non poter sia piacere che commentare una foto o un post, perché al proprietario arriveranno due notifiche e potrebbe essere un po’ troppo; su Plus le notifiche di tutti quelli che hanno fatto +1, commentato, e condiviso un dato post sono riunite in una, come è giusto.

Dall’altra parte, un’ultima cosa non si può non notare: manca un intero pezzo che sarebbe necessario per potersi davvero sovrapporre a Facebook. Al momento, almeno, non esistono pagine, gruppi, eventi, applicazioni (ovvero giochi). E non riesco a trovare alcuna notizia riguardo ad una loro futura introduzione… per quanto, sembra davvero strano. Ok, le pagine in realtà su Facebook sono finite per essere il dominio dei ragazzini con molto molto tempo da perdere, e un cambio di strada è bene considerarlo. Ma il resto non era così inutile.

Pensandoci, gruppi in Plus si potrebbero integrare in maniera elegante dando la possibilità di condividere (sempre con privacy a scelta) una propria cerchia, in modo che gli altri possano trovarla ed iscriversi. Diventerebbe una cerchia anche loro, che però non possono modificare ma cambia automaticamente con la gente che si aggiunge /toglie / è aggiunta/bannata dagli admin. Chiaramente il proprietario originale diventa admin e può nominarne altri, e i membri possono invitare altri ad aggiungersi. E altri aggiustamenti minori / opzioni aggiuntive, ma il succo è (potrebbe essere) questo. Per gli eventi invece la cosa migliore sarebbe probabilmente integrare ciò che Google ha già, ovvero Calendar; ma non è facile: è un serioso strumento aziendale, ci vuole un bel ripensamento, mi pare, per poterlo rendere social. Comunque, si può fare. In ogni caso scelgano, e agiscano, se vogliono che il progetto non affondi.

…insomma. Che dire? Sara “The Facebook killer”? Io direi proprio di no, a meno che questa non sia una beta molto, molto preliminare. Potrebbe aver ragione chi senza mezzi termini demolisce questa ambizione.

Ma. Forse c’è un vantaggio: come, acuto come al solito, coglie il mouseover text della vignetta xkcd sul lancio di Google+

Da una parte, i tuoi genitori non si iscriveranno mai. Dall’altra, i tuoi genitori non si iscriveranno mai!

Concetto del resto ripreso ampiamente in questo articolo (leggetelo, merita): Google Plus non avrà successo presso il grande pubblico, e forse è un bene.

Let’s talk about the big thing. Circles. Now, heavy and passionate users of social media, like myself, really love things like lists and groups. Why? Because we want to spend hundreds of hours making sure our social graphs are really organized.

Normal people do NOT do this. They just want to friend their 20 real-life friends and 30 family folks and be done with it. Average/normal users want the system just to bring them fun stuff without doing any work.

[…]

So, what is Google+ for then?

It’s for us!

Come on now, we geeks and early adopters and social media gurus need a place to talk free of folks who think Justin Bieber is the second coming of Christ. That’s what we have in Google+ right now. Do we really want to mess that up?

Forse è questa la prospettiva giusta.

Google è sempre stato, dove ha dovuto combattere, il paradiso dei nerd, contro un prodotto concorrente in genere percepito come “fatto-e-finito”, a vantaggio dell’usabilità ma a scapito della libertà di personalizzare. Pensate Android contro iOS, Gmail contro Hotmail. In entrambi i casi (forse, proprio per questo?) non ha veramente sfondato -e forse è un bene, o davvero avremmo un nuovo incontrastato Signore digitale delle nostre vite; ma io sono ben felice che esista, e di poter usare i suoi prodotti. C’è solo da sperare che abbastanza gente passi a G+ da tenerlo in vita, senza bisogno di tifare per la missione probabilmente impossibile, e anzi, per noi dannosa, di abbattere Facebook. Puntando sulla qualità -fate buon uso dei vostri inviti, per intanto!

Altrimenti, sarà Facebook (magari, con dietro le quinte una rediviva Microsoft) a dominare sempre più senza concorrenza il Web.

Forse, in effetti, un effetto benefico già c’è: proprio nei giorni del lancio di Google+, Facebook in tutta fretta annuncia misteriose grandi novità. Miracoli della concorrenza? In ogni caso, era davvero ora che ce ne fosse.

Non fosse altro che per questo, auguro a Google la miglior fortuna in quest’avventura. Contando che anche loro continuino a migliorare, o come avrete capito penso, il verdetto della concorrenza rischia di essere piuttosto impietoso per loro.

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Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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Una risposta a Google fa Plus

  1. cianciu ha detto:

    ciao Dò, sei hai un invito disponibile lo accetterò volentieri 😀

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