Siamo stati invasi

Ma quanto sono belli quelli che cercano di smarcarsi dalla linea mainstream nell’affrontare la crisi. Di fronte alle lacrime e sangue, la porta della fantasia è irresistibilmente luccicante.

Vorrei innanzitutto ricordare quelli che

Il debito non è un problema

Cosa che giustificano, anche sensatamente, nel seguente modo

Se io deposito 5000€ in banca, ora io ho un credito, ma quella banca ha per contro naturalmente un debito di 5000€ con me. Eppure nessuno si strappa i capelli per questo debito: anzi, la banca è ben felice di averlo! Perché per noi non è lo stesso, ed il debito sembra un marchio d’infamia?

Risposta semplice -che in effetti, però, può aiutare a mettere le cose nella giusta ottica: il debito non è sì un problema, fintanto che sai ripagarlo.

La banca è ben felice di prendere a debito quei soldi, perché conta di farli fruttare. Se anche il nostro Stato è convinto che coi soldi presi a prestito potrà realizzare investimenti che faranno crescere la sua ricchezza più dell’interesse… evviva il debito! Indebitiamoci anche due, tre volte quanto lo siamo ora! Del resto, è il motivo per cui esiste la possibilità del debito in primo luogo.

Tuttavia, non l’abbiamo usato poi così bene questo debito. Infatti, il PIL è cresciuto molto meno. Il problema non è il debito, ma il rapporto debito/PIL: se cresce vuol dire che non siamo un buon investimento. E se non vogliamo che gli investitori ritirino i propri capitali e ci portino al fallimento -come avverrebbe per una banca, qualora non sappia investire il denaro assegnato- dobbiamo cambiare qualcosa.

Andiamo avanti, e passiamo a quelli che

Abbiamo troppi debiti? Basta non pagarli!

dettagliando

Ne soffriranno solo banche e speculatori -sapevano di rischiare i loro soldi, facendo un investimento!

Questa è semplicemente ridicola. I BOT sono la definizione di investimento sicuro (e quindi remunerato al minimo). O almeno lo sono stati per la gran parte del periodo in cui abbiamo venduto i nostri pezzi di carta.

Sarebbe come entrare in una casa in affitto; e poi, quando il padrone, temendo per la nostra capacità di pagare il dovuto, ci mette di fronte all’aut-aut tra lasciare l’appartamento per darlo ad inquilini più fidati, oppure convincerlo a tenerci con rate più alte, noi scegliessimo di barricarci nell’appartamento dichiarando che è uno speculatore e pertanto abbiamo il diritto di fargli perdere la sua casa, perché insomma quando ci ha aperto la porta era consapevole che eravamo dei poco di buono, ed in fondo quindi è colpa sua. Funzionerebbe, un mondo in cui una soluzione simile sia considerata accettabile?

Forse in Italia, in realtà, si: mi pare di ricordare di alcune leggi per cui gli sfratti possono essere in certi casi assolutamente impossibili. Ma se anche questa soluzione fosse la migliore (lo è? Quanto resisteremmo barricati?) io personalmente mi sentirei un ladro.

Certo, può essere che abbiamo delegato le nostre preoccupazioni sull’affitto ad un nostro amico -e che questo adesso, dopo averci detto per anni che andava tutto assolutamente bene, ci lasci all’improvviso un conto assurdo dopo essersene scappato alle Seichelles con quello che ha aggiunto quale onesto compenso per i suoi servigi di amministratore. Ma questi sono nostri problemi personali con quel nostro “amico”; il fatto che in uno stato di diritto dovremmo senz’altro poterlo citare per truffa e fargli sputare fino all’ultimo centesimo di ciò che si è mangiato non modifica i nostri impegni con l’incolpevole padrone di casa.

Ma veniamo a quelli che danno il titolo all’articolo. Quelli che -con ammirevole comunanza di toni dalle aree più disparate: sinistra antagonista, siti web complottisti… e non meno, Ferrara e Scillipoti- dichiarano

Siamo stati invasi! La democrazia è sospesa: senza neppure carri armati, siamo sotto dittatura della finanza!

Ecco ad esempio un ottimo articolo che illustra questo punto di vista.

A costoro io dico

Si, è vero: siamo sotto dittatura della finanza.

Ma quello che non capiscono, è che non lo siamo da ora. Loro magari lo avranno scoperto ora. Ma noi siamo sotto dittatura della finanza da quando ci siamo rivolti a loro, e gli abbiamo firmato un contratto in cui ci impegnavamo a restituire quei soldi alla tale scadenza, pur sapendo che alla scadenza quei soldi non li avremmo avuti se non chiedendoli a loro di nuovo -era così inimmaginabile, che saremmo stati nelle loro mani?

Non è ora che bisogna protestare. Bisognava farlo quando quei soldi venivano spesi per creare ponti, scuole, strade, servizi… e soprattutto quando lo erano per finanziare sprechi, mafie, corruzioni, cattedrali nel deserto, patrimoni privati dei pochi squali e caimani, patrimoni ora al sicuro nei paradisi fiscali… ora è tardi.

Naturalmente, bisognerà protestare se chi, da dove che venga il suo nome, in ogni caso ha giurato fedeltà alla Costituzione italiana, seguirà una strada sbagliata per rimetterci in grado di onorare i nostri impegni internazionali. Ma solo in quel caso; lasciare tutto come sta, perché questo non si tocca, quello neanche e quell’altro tantomeno, non è un’opzione.

Certo, se fossimo un Paese maturo, ci sveglieremmo e a nostra volta chiederemmo almeno una buona parte del conto a chi ci ha trascinato nel baratro con un sorriso, dicendo che “va tutto bene”, ed intanto vampirizzando per primi senza vergogna l’Italia con sprechi e privilegi semplicemente allucinanti. Se, lo fossimo.

Ma un’ultima menzione la meritano quelli che

L’errore è stato perdere il controllo del nostro debito

Ovvero

Se il debito fosse tenuto da italiani, non saremmo alla mercé della finanza internazionale.

Tautologico. Ma bisognerà chiedersi, intanto: perché il debito era in mano a stranieri -forse perché erano disposti ad accettare interessi migliori? Ovvero, il controllo del nostro debito l’avremmo pagato con interessi maggiori? Non sarebbe stato un grande affare; forse il castello di carta sarebbe franato prima.

Anche perché bisogna ricordare che l’inizio della crisi, in estate, non è stata segnata dalla “speculazione estera”. Io me lo ricordo. Dopo una settimana di strilli contro l'”attacco straniero all’Italia”, venne fuori dai dati che il grosso delle vendite non venivano affatto dagli squali di New York: erano banche italiane che non si fidavano più del proprio stesso governo, e tentavano di ridurre la propria enorme esposizione vendendo i titoli italiani.

Perché ancora bisogna anche ricordare, che non è che gli italiani non possiedano il proprio debito: è che è talmente tanto che n’è per tutti. Per quanto ne abbiano i famosi stranieri, anche le nostre banche ne possiedono tanto, che se domani fossero carta straccia, sarebbero tutte fallite dopodomani, dalla prima all’ultima.

Appare allora evidente che l’unica cosa che potrebbe far funzionare una “soluzione italiana” autarchica al debito, non è il vincolo che la maggioranza sia detenuto da italiani (che non sono poi così restii a venderlo, nel mercato globale; né lo sarebbero, immagino, ad esigere gli interessi di mercato se costretti a tenerli). Semmai, è una costrizione statale ad attivamente acquistare i titoli italiani. Non solo per le banche, perché non basta, ma anche per i cittadini. E ad interessi calmierati.

Così potrebbe, forse, funzionare. Una legge secondo cui ogni cittadino italiano sia obbligato ad investire una parte del proprio patrimonio (ovviamente, con fortissima progressività) in obbligazioni italiane, fino a copertura della necessità; e ad interessi calmierati.

Questa idea l’ho sentita circolare e, naturalmente, al 99% salverebbe l’Italia dalla bancarotta, a meno di disastri veramente epocali. Ma non sono così certo, che saremmo entusiasti di vivere in uno Stato del genere.

Tanto meno lo sarebbero i ricchi, ovviamente -pericolo fuga di capitali. Ma del resto non lo saranno comunque, non appena le manovre per tirarci fuori  dal baratro avessero un minimo di equità sociale.

Spiacevole lo sarà in ogni caso, una scelta bisogna farla.

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Una risposta a Siamo stati invasi

  1. Riccardo ha detto:

    Purtroppo le teorie complottiste sono molto affascinanti. Soluzioni semplici a problemi complessi, soluzioni FACILI e non DOLOROSE a problemi difficili e scottanti. Devo però dire una cosa. Non ci salveremo più da soli. Io lo dissi Mercoledì sera, abbiamo oltrepassato il punto di non ritorno. Tassi al 6,5% richiedono una nuova manovra solo per pagare gli interessi dei nuovi BOT, dove vogliamo andare? Con tutta Europa che si appresta a tagliare le spese, facendo quindi calare di brutto le nostre esportazioni verso di loro e diminuendo il nostro PIL?
    Basta, è inutile fare sacrifici se non c’è una volontà Europea di mettere mano ai problemi.

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