Android, tu mi provochi, e mo’ ti libero. Storia di un root.

Vi siete mai chiesti come possano esistere smartphone a 200, 300, 600€? Io si, dopo che per soli 99 mi sono aggiudicato questo da cui scrivo. Piccolino, ma fa quasi tutto senza problemi.

O almeno, faceva senza problemi, quando l’ho comprato. Perchè dopo un po’ hanno cominciato a comparirmi avvisi “memoria quasi piena”. Ed il telefono ad andare sempre più lento. Non so perché, ma è così: Android ha bisogno di una discreta quantità di spazio libero nella memoria interna, o non funziona. Intendo proprio non funziona. Cancellare la cache è un rimedio relativo. Sono proprio le app a non starci più.

Per un giorno ho rimpianto di non aver comprato l’altro telefono che avevo considerato; dal costo doppio ma, mi dicevo, certamente con una memoria all’altezza. Ecco un buon motivo per spendere di più!

Volete sapere una cosa simpatica? La memoria dell’antico concorrente era esattamente identica, 160MB. E tutti gli altri, anche ancora più costosi… uguale! Giusto qualcuno osava 320; alcuni addirittura scendevano a 100MB, praticamente una camicia di forza! Solo verso ormai i 300€, improvvisamente cominciavano a comparire valori dell’ordine della decina di GB -confrontabili con l’iPhone.

È come se chi volesse scendere, anche di poco, dalle berline di lusso, e dal loro costo, si trovasse subito (anche a prezzi appena inferiori!) auto di tutte le fogge e fatture …ma sempre e solo con l’abitacolo di una Smart. Mah!

Nessuna speranza, allora? No, qualcosa si può sempre fare. Per fortuna, neanche allora ero l’ultimo degli sprovveduti: resistendo alle sirene con Android 1.6, mi sono deciso a comprare questo solo dopo aver verificato che montava Android 2.2, l’ultimo allora. Ed il primo a supportare la funzione pensata da Google proprio per questi casi: la possibilità di spostare app sulla scheda SD (anche la più piccola è infinita, rispetto alla memoria interna ridicola).

Così, scarico App2SD; e comincia il divertimento. Finalmente il mio telefono respirava, il problema dello spazio era risolto per sempre! Tra l’altro, avveniva anche una piccola magia:  la dimensione delle app diminuiva nello spostamento: quindi il guadagno di spazio era netto! Lo attribuivo, con la fiducia dell’inesperienza, alla migliore efficienza del diverso filesystem. Era diventato automatico spostare su SD ogni nuova app, ogni volta con un piccolo brivido di soddisfazione.

Eppure, qualcosa non andava poi così bene. Dopo un po’… la memoria piena di nuovo! Avevo  ormai spostato tutte le applicazioni per cui era possibile. Tuttavia, non tutte supportano questa possibilità. Mi diedi allora, sempre grazie ad App2SD, a cancellare quelle inutili tra queste. E poi, all’aggravarsi della situazione, anche quelle meno indispensabili, sempre più di malavoglia.

Inutile. Ero rimasto ormai con solo 20 apps nella memoria del telefono, eppure lo spazio libero si era ridotto a 10-15 MB, il nulla. Aprire ogni applicazione era sempre più una sofferenza. Alcune non riuscivo proprio ad usarle, dovevo arrendermi allo schermo nero, ed aspettare che il tasto home mi riportasse al launcher -quando fosse parso a lui. Un widget era ovviamente un sogno proibito. Rischiavo quasi di rimpiangere i feature phone! (detti volgarmente “telefoni normali”)

Soltanto più tardi ho scoperto l’inghippo. La dimensione delle app non diminuiva affatto. Semplicemente, solo una parte può essere spostata: ed a quella si riferisce il nuovo valore. Il resto semplicemente, resta sulla memoria interna, non visibile in alcun modo! Questo veramente non è un modo serio di fare.

EDIT: solo ora, mesi dopo, ho capito davvero come funziona. Non è che il programmatore debba dividere in due l’app, e prevedere che una parte sia spostata mentre l’altra no: semplicemente, un’app Android è costituita normalmente da due parti, un archivio sorgente e una “davlik-cache”, che traduce una parte dell’app in una forma più rapida da eseguire. Semplicemente, Android sposta l’Apk e lascia la davlik nel telefono. Solo che in genere il suo peso è quasi pari a quello dell’Apk, e quindi l’efficacia della liberazione di spazio ne resta dimezzata. Altra precisazione interessante: lo spazio segnato come occupato dall’app dopo lo spostamento non è quello che ora occupa sulla SD, ma quello che ancora occupa nella memoria. Come è anche ovvio a posteriori, ma un po’ di spiegazioni in più mi avrebbero evitato un bel po’ di confusione. Link2SD vi permette decidere indipendentemente cosa spostare tra Apk, davlik-cache e anche arch-lib, elemento solo talvolta presente, e in genere non troppo pesante.

Avevo ormai quindi quasi completamente riempito la memoria di mezze applicazioni fantasma, qualcosa come 100MB. Hall Of Shame, meritatissima, alla pur fantasiosa app (italiana tra l’altro, direi) Ricette Al Contrario. Che pesando la bellezza di circa 15 MB, si segnala come disponibile ad essere spostata, quando il peso della parte veramente spostata è infimo. Così pareva leggerissima sulla SD… ed i 15MB restavano tranquilli tranquilli ad intasarmi la memoria, simpatici!

Non sapendolo ancora, mi sono diretto quasi per caso alla soluzione. Restava, apparentemente, un’unica speranza. Alcune applicazioni presenti di default, come Facebook e Maps, sono decisamente pesanti, e non possono essere spostate. Se fossi riuscito ad eliminarle, avrei forse perso qualche funzione utile, ma avrei per lo meno liberato qualche preziosa decina di MB per consentirmi di utilizzare le altre! Ma come si cancellano le applicazioni di default? Bisogna essere root. E quindi

Root

Non ho cancellato le applicazioni preinstallate. Mi piace pensare che quest’idea sia stata solo la molla che ha vinto la mia pigrizia, per costringermi ad ascoltare la voce del piccolo Geek dentro di me, che da sempre mi sussurrava che il root è a prescindere la cosa giusta da fare. E se aveva ragione!

Come si fa il root? È incredibilmente semplice. Almeno per il mio; telefoni meno comuni potrebbero essere meno supportati, ognuno si informi. Io ho apprezzato appieno l’avanzata della tecnologia.

Dimenticate sostituire file, scrivere configurazioni… tutto ciò di cui avete bisogno per la gran parte dei telefoni è ancora semplicemente una app, z4root (questa è per Ideos, se non funziona cercate per il vostro). Certo, per motivi che potete immaginare è stata ritirata dal Market ufficiale, pertanto dovrete scaricarla mediante browser (anche quello del telefono), abilitare “permetti applicazioni di terze parti”, e fare click per eseguire. L’unico altro disturbo (in cui, comunque, vi guideranno le istruzioni) sarà abilitare il “debug usb”, che fornisce accesso privilegiato al sistema (mai, quindi, concederlo ad app non fidate!), ed aspettare pazientemente il tempo di lavorazione, lunga ma del tutto automatica. Ed eccovi il root! Verrà installato anche superuser, che gestisce i permessi di root, permettendovi di concederli soltanto quando necessario. Fatto il lavoro, potete tenere z4root in caso ci sia bisogno di disfare il lavoro; ma potete anche disinstallarla senza alcun problema, il root rimarrà (se avete scelto “permanent”).

Ed ora? Apps Manager è stato la mia scelta per prendere il totale controllo delle applicazioni; anche quelle che gli strumenti Google considerano intoccabili. Così ho disinstallato un po’ ma -sorpresa! Android è un fortino: delle app di default puoi disinstallare gli aggiornamenti… ma c’è una copia di sicurezza che sarà automaticamente ripristinata in caso di cancellazione!

Non sono il tipo da arrendermi così facilmente. Es gestore File permette di accedere ad ogni cartella del sistema, anche le più nascoste. Ho trovato le copie di sicurezza ed avrei potuto cancellarle. Ma non è stato necessario. Così mi sono limitato a fare un bel giro nelle “segrete” del mio cellulare, e divertirmi a riconoscere le tipiche cartelle di Linux.

Perché non è stato necessario? Perché tutti i miei problemi sono spariti con

Link2SD

Questa geniale app prende un approccio del tutto diverso, e lasciatemelo dire, superiore fino all’imbarazzo, a quello ufficiale Android per lo spostamento su SD.

Quello che fa è spostare le app su una partizione a parte della SD all’insaputa del sistema; lascia al loro posto un link grazie al quale Android, convinto di trovare il programma nella memoria interna, sarà in realtà rediretto silenziosamente alla SD.

Lasciatemi fare un piccolo confronto:

  • App2SD: muove soltanto le app marcate come spostabili dallo sviluppatore.
  • Link2SD: muove qualsiasi cosa.
  • App2SD: muove soltanto un pezzo, mentre il restante resta invisibile ad occupare memoria.
  • Link2SD: muove tutto, lasciando solo un leggerissimo link.
  • App2SD: molte app possono essere spostate solo a prezzo di perdere qualche funzionalità (widget, icona nella staus bar)
  • Link2SD: le app funzionano esattamente come prima.
  • App2SD: le app vengono improvvisamente a mancare se si smonta la SD per accedervi dal computer.
  • Link2SD: le app sono sempre disponibili (stanno su una partizione diversa, che non viene mai smontata).

In aggiunta, una bonus feature che mi ero sempre chiesto perché mancasse in Android -e qui c’è: “congelare” le applicazioni, ovvero disinstallarle temporaneamente. In modo che non occupino CPU, RAM, spazio nei menu (e se su SD, nemmeno nella memoria), ma mantenendosi la possibilità di reinstallarle all’istante all’occorrenza, senza doverle tornare a cercare sul market (e anche senza internet quindi).

I risultati sono stati meravigliosi. Da 17MB di spazio dolorosamente conquistato sono arrivato a… 120MB liberi! Anche rispostando indietro sul telefono, per la massima velocità, le applicazioni più usate (messaggi, market, browser, ecc), sono comunque ad oltre il 50% di memoria libera. Miracolo! E pensate che l’app non costa nulla; solo andandoselo a cercare  si trova quasi nascosto il pulsante “Dona” (Menu>Ancora>Informazioni). Usatelo, se vi è stata utile come a me! È forse una delle poche app per cui ho pagato qualcosa proprio volentieri, ancorpiù perché è facoltativo. Sarebbe davvero un crimine se questo progetto andasse abbandonato per qualche spicciolo; nulla in confronto a comprare un telefono di categoria superiore.

In aggiunta, segnalo che a quanto pare è possibile velocizzare l’accesso alla SD (e quindi il caricamento della app là)  modificando la dimensione della cache; ce ne sono varie che fanno mi pare tutte la stessa cosa, io uso SD Speed Increase.

Certo, è necessario partizionare la scheda manualmente, Link2SD non lo fa. (ed ho avuto qualche inconveniente con questo: FAT32 di fatto non la leggeva, anche se dovrebbe; EXT2 funziona). Ma davvero non poteva Google pensarci? Io ho fatto da PC con GParted perché lo conosco bene, ma ci sono strumenti di partizionamento direttamente dal telefono. O al limite, vendere SDcard già partizionate e con l’app configurata, per i telefoni di bassa gamma con una memoria tale che non potranno che averne bisogno.

In conclusione

La possibilità di spostare applicazioni su SD card è fondamentale perché Android possa espandersi sui telefoni di fascia bassa senza condannare gli utenti ad un ascetismo notevole nell’installazione di app e pulizia maniacale della cache, oppure il  telefono ad essere pressoché usa e getta, cambiato dopo nemmeno un anno non perché davvero vecchio ma perché la fine della memoria ne fa precipitare le prestazioni.

Il bello è che Google non ha assolutamente nulla da guadagnare nello spingere i propri utenti ad acquisti di cellulari più costosi, o perfino a nuovi acquisti tout court: non guadagna dalla vendita del software (che è distribuito libero e gratis), ma dalla pubblicità. Gli importa dunque che tu abbia un Android e che lo usi. Mentre se la memoria finisce, ti fa passare la voglia di usarlo -e venir matta quella di passare ad iPhone.

Eppure, Google con tutti i suoi miliardi offre per ora una soluzione del tutto inadeguata. Che, se non altro,  impallidisce di fronte a quella fatta e funzionante sviluppata da un singolo talentuoso programmatore con le nostre poche donazioni. Né mi pare in Android 4.0 si affronti l’argomento. Peccato davvero!

Ma, certo si può anche vedere nell’altro modo: per quanto sembri assurdo ed impossibile, ci sarà sempre qualcuno che impegnandosi sa fare meglio dei giganti. Il mondo, quindi, è ancora terra di opportunità!

E anche un’altra lezione se ne può trarre, dall’altra parte: per quanto tu sia grande, mai sottovalutare quello che i piccoli possono fare, a beneficio dei tuoi clienti e quindi anche tuo. L’apertura è una strategia che paga!

EDIT: Se volete andare oltre nell’ottimizzazione del vostro cellulare, non perdete il seguito delle mie esperienze con questo OS: Android, il cleanup definitivo.

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Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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12 risposte a Android, tu mi provochi, e mo’ ti libero. Storia di un root.

  1. sbranzo ha detto:

    android è un cancro, punto. se avessi i soldi prenderei iphone.

  2. ashma ha detto:

    Io ho eseguito la partizione della micro sd scaricato il software…. ero pronto… non sono riuscito a fare il root dell’archos neon 50! Nulla… pomeriggio sprecato!

  3. Giò ha detto:

    Complimenti per l’articolo! L’ho trovato davvero piacevole rispetto a tutti quelli che ho già letto in passato. Che dire… abbiamo vissuto praticamente la stessa esperienza! Ma proprio identica!! Solo una perplessità, non so se ti è capitato, ma spesso creando il collegamento ad applicazioni “pesanti” come giochi con dati anche da 2GB, questi non vengono spostati sulla partizione dell’SD (o magari vengono spostati e non me ne accorgo), però so di sicuro che rimangono in memoria interna, rendendo inutile l’installazione di link2sd. Infatti, anche se faccio tutti i collegamenti, la memoria si riempie comunque, drasticamente. Consigli?

  4. isabella ha detto:

    ciao ho anke io un’ideos dopo aver fatto tutto quello che hai scritto non mi fa più scaricare ne app ne immagini come faccio????

  5. mino ha detto:

    Sarebbe sufficiente che android funzionasse come dovrebbe e cioè come linux… Ma cos’è sta novità di suddividere la memoria di massa come archivio interno ed esterno? Esistono solo due tipi di memoria: la RAM ed il disco. E la sd altro non è che un disco come l’archivio interno e allora… Se i produttori non sono in grado di gestire i due “dischi” contemporaneamente, possono benissimo evitare di installare la “memoria interna” e fornire una sd da 4 giga con le app installate, assieme al telefono… Con quello che li fanno pagare…
    Grazie per l’articolo, è molto interessante!

    • francescodondi ha detto:

      I miei amici smanettoni che non hanno Android restano sempre sconvolti da quanto pi scomodo di Linux… per in effetti ha un suo senso la suddivisione tra memoria interna e SD: quest’ultima probabilmente pi lenta, e pu essere smontata. Una gestione “trasparente” potrebbe essere disastrosa negli effetti.

      Comunque, se tutto va bene sar presto proprietario di un telefono da 400 con 32 GB di memoria interna; credo che questi problemi saranno un lontano ricordo 😉

  6. Sese ha detto:

    Sei un mito, son capitato qui per l’impossibiltà che avevo, con Gemini App manager, di spostare su sd il 50% delle app (nonostante il root) e cosa scopro? Che vengono spostati solo gli apk, una parte di me lo sospettava. 😉

  7. Pingback: Android, il cleanup definitivo | Non al Denaro. Non all'Amore. Nè al Cielo.

  8. julsoul ha detto:

    Ho lo stesso e identico problema con il mio cellulare Android. Sto realmente impazzendo, ho cancellato il cancellabile, come faccio praticamente ogni giorno, non posso neanche più entrare su internet altrimenti posso dire addio alla ricezione dei messaggi. Al momento infatti, nonostante abbia cancellato TUTTI i messaggi che avevo sul cellulare, non mi permette di riceverli. Proverò a seguire ciò che c’é scritto in questo post, sperando di riuscire a concludere qualcosa. Non ce la faccio davvero più, penso ai vecchi cellulari senza fotocamera, senza colori e mi viene una grande nostalgia.

  9. Nicolas ha detto:

    Mi spiace Do ci ho provato. Mi sono fermato poco dopo il root. Non ce l’ho fatta a proseguire!

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