Un’occhiata a… la Corea del Nord

Guardate questo video (o meglio, questi tre video). Mi hanno tenuto incollato allo schermo.

La guida di Vice alla Nord Corea

E così, questo è quello che può fare un popolo determinato ed unito sotto la guida assoluta di un pazzo visionario.

È davvero il Paese ideale di tutti.

A parte il tema clasico scontato dell’importanza attribuita all’uguaglianza tra tutti i cittadini (nella miseria, dettagli): dopo tante battaglie in difesa dell’istruzione pubblica, da sinistra non possiamo far altro che apprezzare il fatto che, nonostante obiettive ristrettezze forse anche più gravi delle nostre, l’istruzione è sempre rimasta completamente pubblica, gratuita e obbligatoria. In effetti, il tasso di alfabetizzazione è uno dei più alti al mondo: il che significa verosimilmente che a noi danno la polvere. Senza contare l’incredibile determinazione ad investire sull’arte, e le biblioteche -con, addirittura, filosofi a disposizione del popolo! Sulla bandiera nordcoreana alla falce e martello è stata aggiunta una penna: a simboleggiare che accanto a proletari e contadini, anche la classe intellettuale ha un ruolo fondamentale nello Stato. Vorreste una simile considerazione in Italia, eh?

Ma anche Berlusconi sarebbe probabilmente costretto a mettere da parte le iniziali diffidenze verso l’ideologia socialista, quando si rendesse conto che… se c’è un paese delle Grandi Opere, davvero è questo! Altro che Ponte sullo Stretto per far passare in un attimo da una linea ferroviaria in stato disastroso ad un’altra in peggiore ancora, o TAV per servire una frazione della capacità della linea attuale: hotel di 40 piani per usarne uno solo, grandi strade per un traffico di poche biciclette e galline, enormi dighe che allagano i campi, purché si costruisca -semplicemente un paradiso! Per non parlare di un fatto innegabile: ben pochi al mondo mostrano di capire ed apprezzare la genialità della strategia economica berlusconiana -combattere la crisi negandone decisamente ed insistentemente l’esistenza- quanto il regime nordcoreano.

E la Lega: davvero sarebbe strano che non provasse affinità per un governo che è riuscito …beh, intanto, a separare on tanta efficacia la parte nord di un paese! Ma non solo: pochi pongono tanto risalto sull’esaltazione della propria cultura, finanche razza, e sono riusciti a fermare ogni possibilità di influenza straniera efficacemente come il regime nordcoreano (prima ancora che con le guardie di confine, e la propaganda d’odio, creando un Paese da cui chi è sano di mente sta alla larga; ma non stanno facendo la stessa cosa anche qui?). Ed un’ultima affinità non da poco, i Kim sono certo un modello a cui i Bossi possono legittimamente affermare di essersi ispirati: culto fanatico e acritico del fondatore, trasmissione del potere ai figli, ed infine, presidenza inscalfibile: Kim-Il Sung ha conservato un potere assoluto non solo, cosa facile, di fonte allo scandalo di aver ridotto il suo popolo in schiavitù: l’ha conservata anche dopo morto, essendo considerato tuttora “Presidente Eterno” della Corea del Nord. Riuscirà il nostro Umberto a fare lo stesso con la Lega? Forse sì.

Ed infine; non si vede come l’economia nordcoreana non dovrebbe riuscire nel miracolo che a noi, ormai avvinghiati nel marcescente capitalismo, sembra impossibile: mettere d’accordo mercatisti sostenitori dell’austerity e odiatori delle banche. Con un debito pubblico saldamente al di sotto non del 120%, non del 60%, ma 1% del PIL (il che vi fa capire che è veramente ridicolo), è un esempio di Stato che ha portato l’austerity ad estremi davvero ammirevoli; ottenendo così di non rappresentare davvero alcuna minaccia per la stabilità della finanza mondiale. E dall’altra parte: quale più fulgido esempio di come sia facile e conveniente sottrarsi totalmente allo “strozzinaggio” della finanzia mondiale stessa -non solo, direttamente dal sistema capitalista, e le sue crisi? Là hanno la piena sovranità monetaria; di certo lo Spread è proprio l’ultimo dei problemi, né hanno imprenditori che si suicidino (né che non lo facciano).

Certo: qualcuno potrebbe ancora storcere il naso, di fronte all’apparente mancanza di libertà. Sorpresa: la Corea del Nord è dotata di elezioni, e di un moderno sistema multipartitico. In particolare, il grande Partito dei Lavoratori (con circa l’87% dei seggi) divide il potere con altri due partiti minori; comunque tutti alleati nell’unica coalizione del “Fronte Democratico per la Riunificazione della Patria“.

È, quindi, poi un Paese tanto diverso da noi?

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