SCEC: ovvero, come stampare carta e vivere felici.

L’Arcipelago SCEC è il miglior caso che io abbia trovato finora di gente che stampa denaro.

Oh, sì, loro fanno un luuuuuungo giro parlando di solidarietà, fiducia, territorio, indipendenza, partecipazione, strette di mano, sorrisi e caprette che ti fanno “ciao”. Di fatto stanno stampando denaro falso. Solo, legalmente; ed in modo da minimizzare i rischi di crollo. È geniale.

Domanda 1)è una buona idea associarsi? Certo che lo è! Soldi gratis, che c’è di meglio al mondo? Controindicazione, devi avere lo stomaco a prova di diabete per tutta l’ideologia al miele che ci sta intorno; ma si può fare.

Domanda 2)chi paga?  Tu. Se non ti associ.

Non è difficile: qual è il problema dello stampare denaro aggratis? -senza neppure la promessa di creare poi la ricchezza corrispondente, come avviene con i prestiti e la leva bancaria (“riserva frazionaria”) Ovvero, perché non possiamo permettere che lo facciano i falsari …e perché non lo fa lo Stato? Semplice: inflazione.

Potremmo stare per ore a creare modelli sempre più raffinati sul dove come perché esattamente; ma i prezzi devono aumentare. Domanda e offerta. Supponiamo tutti usino questo sistema, con uno “sconto” del 20%. Questo aumenta il potere d’acquisto del 25% (compri 100 paghi 80 => con 100 compri 125). Ma le cose che è possibile comprare sono sempre le stesse. Non hai creato nulla, hai soltanto più soldi per comprare l’esistente. Come si fa? L’unica soluzione è che aumentino i prezzi: in modo che alla fine, nonostante i soldi in più, si tornino a comprare sempre le stesse cose.

Ma le cose non stanno così: non è il 100% ad usare gli “scec”; anche i caso di successo raggiungerà nel prossimo futuro forse un 1%. Bene, quale che sia la dinamica concreta per cui questo avviene, sono abbastanza certo che, se l’aumento della richiesta di risorse da parte di un gruppo genera inflazione, il mercato la spanderà uniformemente in tempi ragionevolmente brevi.

Quindi, tu paghi il bengodi degli Scec, con l’aumento dei prezzi nel tuo carrello. Certo, è una cosa infinitesimale, per ora. Se anche l’1% degli scambi economici avvenissero con gli Scec al 20%, l’aumento dei prezzi sarebbe dello 0,25%. È comunque un’ennesima piccola accisa, con cui tu finanzi a tua insaputa il privilegio di un altro 1% di furbi.

Il bello è che si preoccupano anche di questo -ma al solito, vincono i fiorellini:

Ma chi garantisce che il commerciante non aumenterà i prezzi?

Semplicemente il mercato, se i suoi prezzi saranno concorrenziali grazie anche all’accettazione dei Buoni Locali, allora le sue entrate aumenteranno, se invece i suoi prezzi saranno più alti nonostante i Buoni allora nessuno avrà la convenienza a comprare da lui

…grazie. Io spero che sia solo per gli occhiali rosa e non per malafede che ignorano bellamente il fatto che i prezzi in valore nominale aumenteranno, ma saranno comunque artificialmente concorrenziali per i possessori di Scec. In soldoni: fatto che una parte della clientela allenti la resistenza all’aumento dei prezzi (perché per loro costa in effetti comunque meno che non presso i concorrenti che non fanno sconti -la concorrenza è azzoppata!) sposta immediatamente verso l’alto l’equilibrio di prezzi del mercato.

Ma tutti questi Buoni non produrranno inflazione?

Essendo solo una percentuale sulla moneta utilizzata le problematiche inflattive non lo riguardano.È utile inoltre ricordare che fintanto il denaro viene utilizzato in scambi di beni e servizi, cioè nell’economia reale, lì dove scambi e servizi corrispondono ad opportunità e necessità altrettanto reali, non si può generare inflazione.

“Essendo solo una percentuale sulla moneta utilizzata”… eh? Funzionano come denaro, (sostituiscono parte del denaro), punto. 

Vero che sono quasi trascurabili. Per ora. Ma non ora che la crisi morde, è facile che il passaparola raggiunga la massa critica, e cresca rapidamente; come del resto è il loro obiettivo. E allora non sarà più trascurabile.

Ma che ” fintanto il denaro viene utilizzato in scambi di beni e servizi, cioè nell’economia reale, lì dove scambi e servizi corrispondono ad opportunità e necessità altrettanto reali, non si può generare inflazione” …è il trionfo della fuffa. È vero, anzi, l’esatto contrario. La BCE con l’operazione LTRO ha fatto comparire dall’aria pura qualcosa come 1500 miliardi di €… che almeno dal punto di vista del’economia reale, sono restati aria pura; spariti a coprire i buchi di bilancio delle banche. E infatti, non hanno generato inflazione! Come doveva essere. Nonostante i proclami delle banche e gli impegni a “portare quei soldi nell’economia reale”, sarebbe stato un effetto secondario altamente indesiderato a Francoforte che qualcosa arrivasse anche a me e te –è utile infatti ricordare che è esattamente quando io e te vogliamo la stessa pagnotta di pane, ed entrambi abbiamo i soldi per comprarla, che il suo prezzo cresce. (la speculazione può anticipare ad oggi gli aumenti di prezzo attesi per domani, ma non avrebbe aumenti da anticipare senza il motore fondamentale della scarsità di beni reali)

Detto questo. La diffusione dello Scec comincia ad essere interessante: controllate, c’è un’apposita mappa. A Padova un agriturismo ed un centro sportivo, a Bologna una libreria ed un ufficio di web designers, per dirne alcuni. E crescerà, oh se crescerà.

Credo, che correrò ad iscrivermi. Ogni nuovo membro riceve da subito 100 Scec, = 100€ di sconti; ma il piano è di arrivare a distribuzioni mensili, gratuite. Direttamente dalle vostre tasche. Quando lo Stato non rende un crimine una così bella trovata, sarebbe un crimine non approfittarne… homo homini lupus -happy inflation, povericristi 😉

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29 risposte a SCEC: ovvero, come stampare carta e vivere felici.

  1. alex ha detto:

    produrre questa moneta ha un costo, se viene distribuita gratuitamente, cosa ci guadagna chi la produce?

    • francescodondi ha detto:

      Il fatto di partecipare al sistema. Certo, non è detto per ora se ne facciano granché -e di certo ci guadagnano meno di chi semplicemente si iscrive. Ma non ho mai detto che lo scopo di chi lo ha inventato sia arricchimento personale -non ho alcun dubbio che credano in quello che scrivono; ed il design è fatto bene, è concepito in modo da arricchire la comunità che lo usa (eventualmente a scapito degli altri), ma non c’è modo in cui potrebbe concentrare il guadagno su una singola persona.

      • Alx ha detto:

        Passi per il design ma non hai risposto alla domanda, non penso che queste persone facciano beneficenza e nemmeno credo che subito ci guadagnino qualcosa, ma forse un idea per farlo in futuro c’é e vorrei capire quale

        • francescodondi ha detto:

          Ma no, come ho detto non vedo davvero un modo in cui potrebbero guadagnarci gli organizzatori.
          Credi che chi assalta i canili lo faccia per guadagnarci? Anzi si paga la trasferta, e rischia pure la galera. Questi hanno più o meno la stessa mentalità, solo sull’argomento della moneta.

          • Alex ha detto:

            Sinceramente penso che un possibile guadagno, avvenga nel momento in cui il numero di esercenti sia cosí allargato che a questo punto chi produce tali buoni ne possa creare in esubero, come fosseto falsari certificati in maniera da acquistare a meno prodotti che poi si possano rivendere su canali classici ed ottenerne cosí un vantaggio economico. In alternativa potrebbero in futuro chiedere un corrispettivo per ottenere gli sciec o mettere pubblicità sulle banconote, insomma non credo nel buonismo dei promotori dell’iniziativa ma solo un modo alternativo per creare un businnes sotto la bandiera del no al signoraggio. Le mie sono chiaramente delle provocazioni con l’intento di unico di stimolare chi magari avendo piú conoscenze delle mie in ambito economico possa fare un po piú di chiarezza.

  2. emanuele ha detto:

    Un commento ?…ad uno che in fondo scrive happy inflation ? mi sà che l’inflazione non ha proprio capito cos’è…..inutile commentare il resto…tempo sprecato…

  3. Ruggero ha detto:

    Francesco Dondi…Visto che Lei si diverte a scoprire le Bizzarie di come funziona il Mondo…Cominci a Studiare di COME LE BANCHE CREANO DENARO…E Visto che le Serve un Aiutino si Compri BANKENSTEIN Di Marco Saba…Poi Ne Vuole ne Riparliamo Seriamente…

    • francescodondi ha detto:

      Mi pare di aver capito abbastanza bene come le banche creano denaro (quasi) dal nulla; l’ho scritto nell’articolo: è un sistema virtuoso (in teoria), dato che pone il minimo ragionevole dei vincoli alla possibilità di distribuire la massima quantità possibile di soldi a chi sa crearne valore, e tuttavia con l’obbligo di restituzione con interessi mantiene appunto il vincolo che un valore superiore venga creato, eliminando così l’effetto di inflazione che si ha invece stampando arbitrariamente.
      (che poi le banche abbiano qualche problema attualmente nel far funzionare il meccanismo al meglio è evidente, ma è un altro discorso)

  4. Giovanni ha detto:

    I soldi sono soldi quando tutti gli accettano. Oppure sono soldi per un gruppo sociale se i suoi membri li accettano reciprocamente, anche a prescindere da ciò che fanno tutti gli altri (ovviamente con tutte le limitazioni che questo comporta; ma che ci vuoi fare, solo la BCE può emettere moneta a corso forzoso! 😀 ).

    Premesso questo, il tuo ragionamento sullo scec non fila perché nella situazione attuale è di fatto un buono sconto per cui chi li accetta rinuncia ad una percentuale di euro…. se se lo può permettere, e chi si è visto si è visto.

    Se invece lo scec fosse una vera moneta, il tuo ragionamento andrebbe comunque approfondito in quanto ti sei perso per strada due cose di natura generale: a) che nel sistema attuale la moneta per gli interessi e per il lavoro nuovo non viene mai creata; b) che è questa condizione che determina tutti i mali economici di cui stiamo soffrendo. E questa esiste a prescindere dallo scec che sposta solo i percorsi economici ma cero danni non fa.

    E se lo scec fosse una vera moneta, quali caratteristiche dovrebbe avere? Ce le ha già?
    Abbiamo detto di no… ma l’esercizio riveste a mio parere comunque una grossa utilità.

    Insomma, proprio per capire meglio oggi cosa succede e cosa dovremmo fare per il nostro (collettivamente parlando) riscatto socio-monetario.

    Cordialità.

    • francescodondi ha detto:

      I soldi sono soldi per il gruppo sociale che li accetta, ma se essendo per loro soldi permettono di consumare più beni il loro prezzo salirà, il consumo non ha divisa.

      a) nel sistema attuale la moneta viene creata dal debito: non solo gli Stati, ma anche le aziende non hanno alcuna intenzione di restituire il debito (preoccupandosi fondamentalmente solo di non farlo diventare troppo grande rispetto alla ricchezza prodotta). Ecco allora che quel denaro è di fatto denaro messo permanentemente in circolazione; e guardacaso è giusto proporzionato alla ricchezza prodotta dallo Stato o azienda che ne ha causato la creazione.
      b) ma guarda, allora il fatto che il nostro Paese invecchia, sicché sempre più vogliono la pensione e sempre meno sono in grado di pagargliela, visto anche che in Cina il lavoro costa 10 volte meno, ed in più chi anche ci provasse a produrre qualcosa qui viene strozzato dalla burocrazia e da tasse che finanziano una corruzione spaventosa devono essere specchietti per le allodole; sì, non è mica questo, meno male che ci siete voi che avete capito tutto!

      Certo, per ora lo Scec non è abbastanza diffuso né per potersi dire davvero una moneta, né per fare un danno misurabile. Ma ho analizzato l’idea, qualora arrivasse a compimento. Appunto, come dici, è un utile spunto per provare a capire un po’ 😉

      • Giovanni ha detto:

        Se la moneta è numeraria, cioè rappresenta i beni/servizi effettivamente presenti nell’economia, a maggiore ricchezza prodotta corrisponderà maggiore moneta. Tutto qui.

        In altre parole, quello che descrivi sopra appartiene non so a quale mondo… (forse quello attuale, ma ci sono comunque altre imprecisioni da sistemare, e comunque non allo SCEC , questo è certo, perché nemmeno lui è numerario.

        Dunque, perché la nostra riflessione sia utile, dobbiamo prima capire di cosa vogliamo veramente parlare senza confonderci. Poi la contestualizziamo correttamente e la definiamo.

        Infine, forse, possiamo valutarne gli effetti che può produrre se realizzata e magari scoprire tante belle cose.

        Cominciare al contrario si presenta solo come veicolo di un pregiudizio, coerente con interessi diversi dalla ricerca della verità.

        • francescodondi ha detto:

          Mi pare che la moneta non sia mai “numeraria”, se ho capito, nel senso che non è mai garantito che la produzione di moneta corrisponda una produzione corrispondente di servizi, e viceversa. Tuttavia, il sistema attuale del credito bancario riesce a renderne una buona approssimazione; infatti l’inflazione è limitata. Mentre gli Scec (fintantoché vengono stampati gratis da un piccolo gruppo) non sono affatto numerari, e per natura. È esattamente questo il punto.

          Comunque, chiarisci meglio tu quello di cui vuoi parlare, perché mi pare che il tuo pensiero sia piuttosto confuso.
          Vogliamo parlare del verosimile effetto di questo sistema nell’equilibrio dei prezzi, mi pare molto semplice.

          • Giovanni ha detto:

            Ti sembro confuso perché sto cercando di farti uscire dalla tua di confusione.
            Se ti preoccupi del rapporto tra moneta e produzione rappresentata (e fai bene a preoccupartene) allora mi devi dire se per te questo rapporto è socialmente auspicabile oppure no.

            Se non lo è, allora non è lo scec il tuo problema. Abbiamo già detto (mi pare anche qui) che lo scec oggi è un buono sconto e gli effetti che produce sono positivi nella misura in cui sposta in maniera comunque desiderabile flussi economici dalla GDO alla piccola economia locale.

            Se per te invece è auspicabile che lo sia (numeraria -> rapporto 1:1 tra produzione creata e moneta emessa) allora devi preoccuparti dell’euro e di tutte le monete debito private ma che sei obbligato ad accettare e che sono di fatto la causa primaria dei disastri socio economici che ci stanno affliggendo.

            In questo momento, se è il benessere collettivo ciò che persegui, un percorso solo è quello giusto.

            • francescodondi ha detto:

              Ok, ora è più chiaro 😉

              Socialmente auspicabile richiederebbe qualche studio; è vero però che sono in genere i povericristi che devono tenere la più grande percentuale dei propri averi liquidi, mentre le grandi ricchezze possono sempre venir investite in qualcosa che mantiene valore. Inoltre, dipendenti e pensionati devono combattere per rivalutare il proprio reddito, mentre i liberi professionisti possono adeguarsi immediatamente. Quindi la “tassa inflattiva” non è certo altrettanto efficace di una patrimoniale -anzi, può essere perfino regressiva nel reddito. Per cui direi di no, non è socialmente auspicabile e mi pare che la moneta dovrebbe essere numeraria.

              Quanto alla seconda parte, ricorderei che:
              1) le Banche Centrali sono “private” se vogliamo, ma in un senso tutto loro. Le banche hanno quote, sì, ma ne ricavano un potere più di controllo che altro su nomine che restano fondamentalmente politiche; e anche i guadagni che ne ricavano sono, se pur certi, ridicoli rispetto a quelli che avrebbero investendo quello stesso denaro normalmente (in particolare, molto, molto meno di quanto avrebbero se lo Stato avesse messo tutto il capitale come pubblico, dovendolo poi chiedere in prestito al tasso del mercato obbligazionario!). Mai dato un’occhiata a http://it.wikipedia.org/wiki/Teorie_del_complotto_sul_signoraggio?

              “Ad esempio, la Banca d’Italia nel 2008 ha realizzato un utile lordo di 502.939.255 euro, ha pagato allo Stato 327.727.564 euro di imposte (pari a circa il 65,16% dell’utile lordo), realizzando così un utile netto di esercizio di 175.211.691 euro[10]. Ha versato poi al Tesoro, a titolo di ripartizione dell’utile al netto di imposte, la somma di 105.111.415 euro (pari a circa il 59,99% dell’utile netto).[11] Ai rimanenti 70.100.276 euro vengono sottratti 35.042.338 euro per la Riserva ordinaria ed uguale cifra per la Riserva straordinaria. I restanti 15.600 euro vanno a sommarsi a 58.788.000 euro – a norma dell’art. 40 dello Statuto della Banca d’Italia, lo 0,50% “a valere sul fruttato” delle riserve, ordinaria e straordinaria, che al 31 dicembre 2007 erano di 11.757.789.000 euro[12] – per un totale di 58.803.600 euro (196,012 euro per ogni quota di partecipazione) da ripartirsi fra i partecipanti diversi dallo Stato.”
              Quindi il 90% del reddito da signoraggio rientra in mani statali (ed il resto è, come detto, un interesse simbolico rispetto alla cifra che le banche hanno impegnato). Divenendo di fatto semplicemente un altro tipo di tassa, ma dagli effetti simili alle altre. In che senso causerebbe la crisi? Dimesse le teorie sul complotto, tu imprenditore o cittadino puoi ampiamente disinteressarti “di chi sia” la tua moneta: è un qualcosa che rappresenta valore. Ti interessa “di chi sia” se questi la gestisse in modo avido, stampandone troppa e togliendoti una parte del suo valore in maniera subdola, ma la “sovranità monetaria” è stata trasferita alla BCE appunto per togliere al governo l’occasione di fare questo.

              • Giovanni ha detto:

                Ok. Ora credo di averti capito.

                Per aiutare a riflettere sulla natura e finalità del mondo bancario, a questo punto mi affido volentieri alle parole di una ragazzina.

                Cordiali saluti.

                • francescodondi ha detto:

                  Mi fa molto riflettere sulla strumentalizzazione di minori. Non ho semplicemente parole. Ma che razza di cervello abbiamo se una cosa ci sembra meno falsa solo perché recitataci da una ragazzina un po’ carina, ma che evidentemente è tanto se capisce di cosa parla il discorso che le hanno preparato?

                  • Giovanni ha detto:

                    Scusa, ma hai ascoltato il discorso? Se ti concentri sulla ragazzina (ma come si fa a dire che è sotto sfruttamento… mha!) ti perdi il significato del messaggio, e questo è molto più grave. Anzi gravissimo perché preconcetto.
                    E in questo modo si squalifica qualsiasi ragionamento che voglia essere degno di essere ritenuto tale e non, piuttosto propaganda.

                    • francescodondi ha detto:

                      Andiamo, se vedi un gatto camminare su due gambe lo seguirai, perché un gatto così intelligente non può che sapere meglio di te dove andare, o supporrai che non abbia idea di quel che sta facendo ma sia stato ben addestrato? Il giorno che crederò che una bambina parli spontaneamente come un libro stampato in questa maniera crederò agli asini che volano. Dai, non vedi come è preoccupata di ripetere parola per parola a memoria?

                      Quello che dice che cosa è? Stampare “out of thin air” i soldi per ripagare il debito pubblico? Il solo fatto che chiami “soldi veri” quelli emessi dal governo dimostra che non ha capito molto.
                      Se non sbaglio, far comprare il debito, o la parte di esso che non si era riusciti a collocare a basso interesse, alla Banca Centrale, è quello che faceva l’Italia fino agli anni ’70, che è il motivo per cui il debito era sotto controllo ma l’inflazione al 25%.

                    • francescodondi ha detto:

                      Se hai ancora qualcosa da rispondere ti consiglio di farlo con un commento nuovo (top level), qui stanno diventando illeggibili, troppo schiacciati a destr.
                      (non so che avesse in mente WordPress nel concepirli così…)

  5. Lucio ha detto:

    il sistema SCEC non funziona semplicemente perchè i commercianti aderenti si ritroverebbero una massa di scec tale che non riuscirebbero mai a rispendere. Quindi aderiscono solamente i commercianti che fanno quella percentuale di sconto anche senza lo scec. Tuttalpiù chi aderisce spera in un aumento delle vendite, non certamente in un riutilizzo perchè è praticamente impossibile. Fatevi due conti. Fate una proiezione matematica. Poniamo che i cittadini ricevano 100 scec a testa come pure i negozianti aderenti (come da programma). Il rapporto cittadini negozianti è naturalmente alto (diciamo 100 a 10 peggio se diventa 300 a 10 o più). Immaginiamo che alla fine del mese tutti i cittadini hanno utilizzato i 100 scec diciamo al 20%. I negozianti si ritroverebbero una somma ingente. Per ogni 1000 scec incassati il commerciante dovrebbe rispendere, presso altri commercianti aderenti, una somma di 5000 euro. Fatto che, ammesso sia fattibile, aggraverebbe ancora di il problema. In pratica i commercianti non riescono mai a riutilizzare gli scec. E più il sistema si diffonde, più cittadini ricevono i 100 scec e più la massa di scec nei negozi aumenta. Morale aderiscono solamente i commercianti che hanno un alto margine e che quella percentuale di sconto lo farebbero anche senza scec.

    • francescodondi ha detto:

      Se così fosse sarebbe in effetti un modo furbo per dare più lustro ai propri sconti. E con ogni probabilità …è così. Ma per ora.

      Il sito del progetto parla anche di fornitori aderenti al circuito Scec; ovvero, l’idea è appunto utilizzarli sempre come denaro personale per comprare a sua volta il latte o il pane, ma anche risalendo la catena in ogni passaggio dell’economia.

      “Per l’operatore economico i Buoni Locali di Solidarietà sono una privazione?”
      Assolutamente no. Perché a sua volta potrà utilizzare i Buoni Locali ricevuti nel circuito, sia come consumatore, sia servendosi da fornitori aderenti all’Associazione.

      Danno perfino istruzioni su come calcolare coerentemente la percentuale di sconto con le diverse regole tra i pagamenti al dettaglio e “nei rapporti commerciali tra aziende”: http://scecservice.org/site/a1/?page_id=580. E del resto

      A prescindere da quale sia la situazione oggi, lo scenario che vogliono è quello in cui gli Scec accompagnano sempre il denaro, gonfiandone definitivamente il valore, ed è questo che ho analizzato.

      Tra l’altro, l’accumulo squilibrato “nelle fasi iniziali” è qualcosa che hanno considerato; al solito la risposta è spettacolare

      “Se un operatore economico ne riceve molti e ne accumula?”
      Nella fase iniziale di un circuito locale è più che normale avere una circolazione difficoltosa. Come ogni novità ha bisogno del suo tempo di accoglimento, comprensione, assestamento e poi di crescita.La migliore risposta è ricordare che noi, ognuno di noi è Associazione, è Circuito lì dove si opera: la nostra comprensione e sostegno al progetto deve diventare l’elemento primario di divulgazione, presso clienti e fornitori (già in essere o nuovi).

      • Giovanni ha detto:

        Lo scec oggi è un banale buono sconto e non può incidere sul potere di acquisto di nessuno perché senza euro non circola. L’effetto positivo che può indurre, cosa che comunque non è male, è quello di spostare flussi economici dalla GDO, multinazionali, eccetera, verso l’economia locale. Se questo è un problema, bene, parliamo di questo.
        Quanto sopra è vero nella misura in cui l’associazione stessa dichiara di voler arrivare ad una distribuzione costante nel tempo e, per accelerare questo processo, mette a disposizione di quanti ne facciano richiesta 10000 scec una tantum.
        A queste condizioni la pur minima velleità di attribuire allo scec la capacità di incidere sul potere di acquisto di chicchessia, aumentandolo, semplicemente si auto-distrugge.
        Credo che il perché sia altrettanto auto… evidente.
        Ma voglio essere sicuro che non sfugga a nessuno.
        Lo scec non modifica il potere di acquisto perché a queste condizioni questi necessariamente si accumulano e si accumuleranno sempre di più e, quindi, chi li accetta lo fa solo perché in realtà ti sta riconoscendo uno sconto.
        Ma per offrire degli sconti non è certo dello scec che hai bisogno.
        Sempre a queste condizioni, tanto meno verrà usato dai privati al 100% in quanto accettare scec in cambio, per esempio, del proprio frullatore usato che non ti serve più, equivale a regalarlo. Anche qui, in verità non accade nessun danno particolare, ma parlare di potere di acquisto accresciuto non ha senso e ancora meno di pericolo inflazione.
        I pericoli economici, che piuttosto sono una realtà, sono quelli che scaturiscono dala moneta debito privata emessa a corso forzoso e caricata di interessi che non esistono nella massa monetaria… è lì che l’attenzione delle persone che anelano al benessere della collettività deve andare.

        • francescodondi ha detto:

          Ma scusa, se con 100€ e 20 Scec (avuti gratis con le distribuzioni periodiche) io compro merce per 120€ il mio potere d’acquisto è aumentato del 20%, o no? Mi pare evidente che SÌ!

          Del resto allora la domanda sorge spontanea: se non aumenta il potere d’acquisto, ed equivale esattamente ad uno sconto o un regalo… CHE CI STA A FARE? Se vuoi regalare qualcosa, perché devi stare a pretendere della carta indietro? Se i piccoli commercianti sono in grado di fare sconti per tornare competitivi con la grande distribuzione, perché non li fanno e basta.

          Vedi allora che se è solo questo, si stanno tanto affannando sul nulla assoluto. Ma infatti, ho spiegato più volte perché non mi pare affatto sia la loro idea.

          Per la mia idea sulla moneta a debito ti rimando agli altri commenti.

  6. Shining ha detto:

    Prima di riempirti la bocca di queste idiozie sarebbe il caso che studiassi almeno qualcosa di economia. Te lo dice una persona che ha studiato economia è abilitato all’esercizio della professione di Dottore commercialista e usa, con benefici per il suo portafoglio e di quello di chi lo accetta, lo scec.
    Sappi che l’Agenzia delle entrate gli ha controllato la creazione e la distribuzione dello scec e ha affermato che è tutto regolare.
    Prima di parlare studia e informati

  7. Loriano ha detto:

    Te hai studiato su Topolino, o ti pagano o sei veramente poca cosa. Penso la seconda, solitamente i professionisti della disinformazione non sono così, grossolanamente, evidentemente, sfacciatamente ignoranti

    • francescodondi ha detto:

      Studio a Padova, se ti interessa, anche se non economia. Sono un semplice cittadino che si diverte a scoprire le bizzarrie di come funziona il mondo. Ed il mio unico provento è quello morale quando i miei articoli aprono un dibattito, oppure si attirano strali isterici e accuse di complotto a caso da chi non accetta che io getti uno sguardo da una prospettiva che non vuole vedere, che è per lo meno divertente.

      Io ho provato a fare un ragionamento; dove ho sbagliato?

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