Ma dall’evasione, no?

Dove troviamo le risorse per far ripartire il Paese?

Ma naturalmente, dal recupero dell’evasione! È pressoché un coro dai vari partiti politici. Però ora Ingroia ha raggiunto l’apice, definendola

la principale risorsa con cui possiamo far crescere la nostra economia

Guardatevi il video completo… perché anche quello che propone dopo merita, indubbiamente

(il bello è che quelli che lo votano magari urlano contro Monti per l’oppressione del redditometro ed Equitalia. Il Paese delle meraviglie. Guardate, guardate).

Ma comunque. A parte i metodi di Ingroia, più in generale non mi convince questa considerazione quasi magica della lotta all’evasione. La lotta all’evasione crea risorse?

No, almeno in prima approssimazione.

Far pagare, poniamo, 100 miliardi di tasse a chi prima non le pagava significa… aver aumentato le tasse di 100 miliardi. Non perché erano soldi rubati non contribuivano ai consumi; e magari alla sopravvivenza di parecchie imprese. Se lo Stato poi spende quei soldi, abbiamo creato nuova ricchezza? No, siamo tornati a zero.

Questo in prima approssimazione. Andando oltre, abbiamo un effetto positivo: abbiamo rimosso uno strumento di distorsione del libero mercato (…non ditelo agli almeno due-tre partiti comunisti che hanno solo messo da parte i simboli con falce e martello per ammucchiarsi dietro Ingroia): certamente, smettendo di premiare chi sa evadere e premiando chi sa produrre, aumenterà la produttività del sistema.

Ma questo, intanto, è un effetto di lungo termine. A beve termine, vale la pena di notare, molte aziende chiuderebbero. Vero, saranno le peggiori, quelle che non avrebbero dovuto sopravvivere in primo luogo, quelle che abbassano la produttività del sistema, ma spiegalo a chi si ritroverà in mezzo alla strada.

La verità è che i grossi cambiamenti di equilibrio sono sempre dolorosi, sul breve termine… è il motivo, del resto, per cui in questo Paese non si cambia mai nulla. Un esempio? Il ristorante della Camera ha chiuso. Una vittoria del popolo, finalmente si riducono le spese della politica? Macché, tutti a piangere sulla cassa integrazione dei dipendenti. Al solito, l’essenza populista degli italiani sa per certo che i beneficiari degli sprechi sono sempre e unicamente lontani poteri pluto-massonici. Poi non appena si prova a tagliare qualcosa, all’improvviso si scopre che quel costo ha nome, cognome, e famiglia. E allora che non ci si azzardi a tagliare lì -i malvagi devono chiaramente annidarsi nell’ombra, da tutt’altra parte! E invece no, lo spreco è anche quello. Ha un mutuo da pagare e un figlio piccolo che piange -ma o lo tagli o muori.

Comunque, non divaghiamo.

Il vero problema dell’affidarsi alla lotta all’evasione per risolvere i problemi del Paese è che è un effetto di secondo ordine. Abbiamo visto che, supposto che la spesa del governo si sostituisca a quella privata, al primo ordine siamo a zero. L’effetto di eliminare la distorsione del mercato (una volta andato a regime) sarà certamente positivo: ma non sarà mai del 100%; per il semplice fatto che un’azienda, anche se stava in piedi grazie all’evasione, comunque qualcosa produceva. Probabilmente, neppure così peggio dei concorrenti. Più verosimilmente il guadagno sarà di un ordine di grandezza inferiore; forse del 10%. Così quei 100 miliardi recuperati (supponendo che un evasore scoperto torni a pagare le tasse, quindi il guadagno sia permanente) produrranno, tra qualche anno, qualcosa come 10 miliardi l’anno.

Ora, intendiamoci: 10 miliardi qui, 10 là, potrebbe essere quello che fa la differenza tra affondare e sopravvivere. Diamine -in effetti, sono quello che fa la differenza tra noi ed un Paese efficiente: ragionando allo stesso modo, qualunque spreco, o rimozione dello stesso, ha un effetto primario nullo. Sono quasi sempre gli effetti secondari a fare la differenza.

Tuttavia, resta che aver recuperato 100 miliardi dall’evasione è ben diverso dall’aver ottenuto 100 miliardi di risorse aggiuntive.

Anche perché, gli effetti secondari sono fragili.

Se recuperiamo da chi finora ha lavorato male (e per questo ha bisogno di evadere per sopravvivere), ed immediatamente lo utilizziamo per abbassare le tasse a chi lavora bene (tanto da essere sopravvissuto nonostante abbia pagato tutto), abbiamo la quasi certezza di aver aumentato non poco l’efficienza del sistema produttivo. E, superati i traumi da transizione, avremo in definitiva un consistente guadagno.

Se invece togliamo, poniamo, cinque milioni ad un’azienda poco efficiente nel fare il pane, e poi lo Stato spende quei 5 milioni per pagare un’azienda che produce utilissimi libri di marmo fatti a mano (ma anche, che so, enormi buchi in una montagna in cui non passa più nessuno, oppure caccia che rischiano di esplodere per un temporale; ma anche per pagare lo stipendio a 28542 forestali in Sicilia… che hanno nome, cognome, e bambini, ma sono uno spreco) …ecco, se si fa questo, ho notevoli dubbi che si aumenti l’efficienza del mercato. E tanti, tantissimi saluti ai 10 miliardi guadagnati; anzi, siamo fortunati se non scende ancora, la produttività. Se lo Stato spende i soldi recuperati significativamente peggio di chi li imboscava, potremmo ben ritrovarci dieci miliardi di perdita, alla fine dei conti.

Alla fine, il punto fondamentale è sempre rimuovere le immense sorgenti di inefficienza che si annidano nella macchina statale.

Va precisato: eliminare l’enorme ingiustizia per cui qualcuno paga le tasse, e qualcuno no, è un imperativo morale. Fanno assolutamente bene i cittadini a pretenderlo -e se lo pretendessero coi forconi, sarebbe assolutamente ragionevole. Ma per un motivo etico.

Non è affatto ovvio, invece, che sia una risorsa utilizzabile per fare della politica economica -che è un’altra cosa. Non è ovvio che possa essere “la principale risorsa”, soprattutto a breve; ma neppure che abbia un effetto positivo, almeno a priori. Almeno finché i cittadini non andranno coi forconi anche a pretendere anche che i loro soldi siano spesi bene …anche se questo significa non solo dar fastidio ai poteri forti, ma anche licenziare un bel po’ di padri di famiglia.

Questo, non solo Ingroia, ma tutti quelli che parlano di “lotta all’evasione come risorsa” (cominciò Tremonti, se non sbaglio), lo spiegano ai loro elettori?

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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