Dimissioni, di-mis-sio-ni: s.m. (basso uso)

Oscar Giannino si è dimesso

Che dire? Oggettivamente, il suo comportamento è stato inqualificabile. Mi spiace per i fan distrutti dal dolore -non mancava chi, in perfetta tradizione italica l’avrebbe difeso ad oltranza, magari con il logoro argomento “è una bagatella, guardate invece cosa fanno gli altri” …trovo inaccettabile questo atteggiamento. Sono felicissimo che se ne sia andato.

Il problema non è stato neppure tanto il mentire iniziale (come è emerso ormai, ha mentito in lungo e in largo, altro che non sapere). È stato come ha reagito. “gira una bufala su Internet, non credeteci” “mai detto master. era un corso d’ingese” “non mi sono accorto dei curricola che giravano” “dal video si capisce male” …”ok, mi sono scusato, ora tutto a posto no?”

No, Oscar carissimo, NO. Ok, dal punto di vista personale, ti capisco benissimo: che cosa farebbe un ente razionale ottimizzante, in questa situazione? Cercherebbe di arrampicarsi sugli specchi sperando nel miracolo; quello che hai fatto tu. Quello che infatti fanno tutti.

Appunto, quello che fanno tutti. Analizzando la vicenda, riuscivo a pensare ad una frase sola: “Mi ha detto che era la nipote di Mubarak”

Giusto o no. La sola idea di votare qualcuno che con tanta disinvoltura ha mentito per tanti anni -e poi, scoperto, ha fatto senz’altro sfoggio di tutti i penosi tentativi di minimizzare, insabbiare, negare; esattamente il triste copione che ci è stato inflitto innumerevoli volte… mi avrebbe causato una stretta di stomaco quasi quanto il pensiero di votare l’Otelma di Arcore.

Hai promesso di innovare il Paese. Ci hai promesso l’utopia di una destra moderna, e pulita.  Candidandoti, hai chiesto anche il mio giudizio. Bene: ora ho visto i fatti, ed il mio giudizio è

(è davvero perfetto -al posto del riflesso di Scar, immaginate il sogghigno di Silvio)

MA

Mentire. Negare. Minimizzare. “Sono stato frainteso”. Che cosa manca?

Oh già. Manca la parte in cui il Partito fa quadrato, e mentitori, corruttori, mafiosi restano al loro posto. E poi quella in cui gli italiani dimenticano. E tutto torna come prima.

Manca perché è successo qualcosa di diverso.

Aveva detto: siamo diversi. Non possiamo garantirvi di essere perfetti. Ma quello che vi garantiamo è che se uno degli eletti farà un errore, avrà tutti addosso -non lo lasceranno respirare.

E così è stato. Finalmente.

Si è già aperta la caccia all’incamerare i voti delusi. Ma da chi potrebbero andare gli elettori di FARE?

Da Berlusconi? …sarebbe il colmo.

Il Pd? Con un’idea di come riportare a galla l’Italia …a parte naturalmente “sostituiamo loro con noi -e noi siamo i buoni, no?”… così decisa e chiara, che quando l’Oxford Economics ha cercato di fare una simulazione sugli impatti economici dei programmi dei partiti, si sono sentiti rispondere che “non diamo numeri: quello che succederà è imprevedibile, non sarebbe serio pretendere di sapere già cosa faremo”. Si sono dovuti arrangiare spulciando interviste e provando a indovinare…

Grillo? Molti lo dicono. Hanno in comune la decisione a cambiare le cose. Ma, lasciatemici pensare…

Con Monti? È probabilmente l’unica scelta sensata, dal punto di vista della filosofia e dei programmi.

E tuttavia, vorrei ricordare il video che è diventato virale giusto il giorno prima dello scandalo:

Quel giorno mi ha fatto sperare che lo sbarramento lo si sarebbe superato, e di slancio. Perché talvolta c’è bisogno di essere incisivi davvero -talvolta (spesso, in questa Italia) alla competenza tecnica deve unirsi la capacità di urlare in faccia ai problemi, anziché allearsi con Montezemolo e l’UDC.

Io resto convinto che ci sia bisogno quanto l’altroieri di FARE per fermare il declino. Anzi, che se questo Paese fosse ragionevole (e non il Paese che ha perso vent’anni a discutere di Berlusconi, purtroppo), questo incidente dovrebbe portare ad aumentare i voti, e non di poco.

Ha sbagliato? Si è dimesso. Quanti altri possono dire lo stesso? Quante volte abbiamo letto “ministro tedesco si dimette: aveva falsificato la tesi di dottorato“… e ci siamo lanciati nello sport nazionale dell’autocommiserazione, “eh, fgurati, in Italia, non succederà mai che siano tanto onesti…”? Bene, qualcuno è stato coerente con i propri ideali -e lo ha fatto succedere.

Non era più adatto: è stato sostituito. Anche questa è una novità, nell’universo dei partiti personali. Il Pd si salva, a suo modo. Ma, per il resto. A parte la penosa agonia del Pdl nel tentare di trovare un’alternativa a Berlusconi… cosa resterebbe del Movimento 5 Stelle senza il “portavoce” Grillo? O di Rivoluzione Civile senza Ingroia (che si dichiara contro i partiti personali, con un simbolo per metà occupato dal suo nome, ed un imbarazzato silenzio su quello dei suoi candidati)? E Scelta civica senza monti? Quando c’è un’idea vera, troverà le gambe su cui camminare.

La nuova leader è Silvia Enrico. Unica giovane, unica donna -ma sarebbe lei la prima a disapprovarmi, se la elogiassi soltanto per questo. Vediamo, allora: saprò tra tre giorni se lodarla per una vittoria.

Sarà difficile. Sarà impossibile. Ma in questa Italia, è necessario provarci.

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