Grillo, e considerazioni generali.

Con l’avvicinarsi delle elezioni, in ammirevole sintonia tra l’ala ribellista più tradizionale e moderato-liberisti, si moltiplicano gli appelli a non votare Grillo. Questo uno dei più gettonati.

Le accuse? Violento. Antidemocratico. In fondo in fondo, diciamocelo… fascista.

Ora: quanto a fascista: ho già scritto come, per me, oggi, questa etichetta è priva di senso -da quando la democrazia moderata si è consolidata, e conquistare l’Abissinia non è più un’opzione.

Antidemocratico? I suoi metodi personalistici di gestione del potere possono fare sorgere più di un dubbio sul fatto che sia davvero il “nuovo”. Ma, suvvia: è comunque se non altro non peggio di quasi tutti gli altri. Escludete il Pd: avete mai visto una qualche traccia di democrazia interna negli altri partiti? Quasi tutti si sono assolutamente identificati con un leader, e chi si provasse a dissentire

Che fai, mi cacci?

Violento? Certo, il suo linguaggio è un po’ incisivo. Capisco che chiamare “Mario Morti” il Presidente del Consiglio in carica sia un attacco spiacevole ad una carica dello stato, che dire “se ne devono andare tutti” sia una generalizzazione ingiusta verso chi è onesto e competente, che il tupiloquio dà fastidio sentirlo nei salotti, eccetera.

Ma avete presente che è stata per 8 anni degli ultimi 10 al governo, con circa il 10% -ed il 30% qui al progredito Nord, ricordo- una formazione politica il cui leader non solo annunciava ogni due per tre che con la bandiera si pulisce il culo; ma soprattutto, per 20 anni ha minacciato di 10 milioni di fucili pronti all’insurrezione. Ora, questo onorabile membro della coalizione dei “soli veri moderati”, è stato per la buona parte del decennio ministro. È davvero questa violenza “mai vista” da cui essere terrorizzati, Grillo?

Ma, vera la parola fine sulla questione mi pare l’abbia detta Uriel. Notando, tra le altre cose, qualcosa su cui in effetti i media sono riusciti sono riusciti a glissare ammirevolmente. Ovvero che, finora, non ci sono stati incidenti.

Diamine, sono pericolosissimi… mai visti dei violenti così subdoli: le nuove squadracce nere -che riescono a sembrare, in tutto e per tutto, più inoffensivi di una manifestazione per i diritti dei gerani!

Perché, insomma… è stato accusato di essere violento amche per aver detto “arrendetevi a me, o lo farete alle piazze in rivolta!”. Bene. Reality check (…sapete, tutti sono buoni a lamentarsi di quanto sono smemorati gli altri italiani): quanti di voi si ricordano cosa successe circa un anno fa? C’è stato in Italia un periodo, non breve, in cui una manifestazione per la pace, se si chiudeva con meno di cinque vetrine sfasciate e meno di tre auto date alle fiamme, poteva gridare al successo. E c’eravate tutti -solo che è sparito dai media, e pertanto non è mai esistito. Quindi. Grillo è violento? A fare i confronti a mente fredda, parrebbe, delle due… che abbia diminuito la violenza.

E ha senso. Ha dato a molti la speranza di farsi sentire; di portare al centro dell’attenzione le proprie istanze, senza dover per questo sfasciare auto e vetrine -perché, oggettivamente, all’apogeo del berlusconismo, non era poi così incomprensibile, se non condivisibile, l’argomentazione “non ci sono alte strade”. Paradossalmente, Grillo ed il suo ‘ci vediamo in Parlamento’ rappresenta la possibilità di tornare a legittimare lo Stato presso un intero strato della popolazione; una fascia non così piccola, visti i consensi. Chiunque ami la democrazia davvero, e non come feticcio da salotto, dovrebbe fare a Grillo un monumento.

Che cosa fanno questi violentissimi cripto-para-neo-ufo-fascisti? Riempiono le piazze, gridando contro il governo. Spero che quei violenti sovversivi della Cgil stiano tutti marcendo in carcere, a proposito. Poi, vuole fare una cosa tale, che molti italiani sbatterebbero senz’altro in cella chi l’ha fatto finora: presentarsi a libere elezioni, entrare in Parlamento. Ha detto di divertirci con questi “ludi cartacei” per l’ultima volta, perché poi farà di Montecitorio un “bivacco di manipoli”? Nope yet. Potete tornare a dormire sonni tranquilli, eroici difensori della democrazia.

Che cosa fanno di altro? Oh, discutono. Tipicamente fascista.

Grillo è riuscito a portare migliaia di persone, molte delle quali probabilmente si sarebbero altrimenti limitate a mugugnare al bar, e poi votare Lega o Berlusconi ‘per protesta’, a credere di poter avere voce in capitolo. A esprimersi, confrontarsi con altri; magari perfino ragionare e cambiare idea. Una volta c’erano le sezioni dei partiti, ad essere centro di vita paesana. Ora che nessuno sa più dove stiano le sezioni della propria città -ecco che qualcuno le rifonda sul web. Potete dire che non sia un’ottima cosa?

Certo… il fatto che la proposta più votata questo mese sia “eliminare il blocco dei turnover per i carabinieri, introdotto dalla spending rewiuv” vi smorza presto, e molto l’entusiasmo. Ma la seconda, ad esempio, riguardante il ruolo dei notai, è molto interessante. Nonostante non molti abbiano un master in economia a Chicago, qualcuno competente nella materia in discussione non di rado si trova. E se molti argomenti sono fuffa, ciò non toglie che senz’altro è un’occasione d’oro per far riemergere anche i temi che contano davvero -compresi quelli che in genere vengono ignorati perché per gli spin doctor non fanno cassa di voti. Sono tanti. E farli riemergere con una partecipazione attiva dal basso. Poi magari Grillo non sarà il migliore per applicarle. Ma è un modello che non esisteva, che merita, e che spero molto sarà ripreso.

Che dite: la statua, di bronzo o di marmo?

Naturalmente: Grillo avrà da me una statua, ma non il voto.

Il motivo è abbastanza ovvio. Ma può comunque essere interessante guardare qui.

46% di attendibilità è peggio di Berlusconi. Barra rossa in basso: prendete tre affermazioni di Beppe Grillo. Una è assolutamente, spudoratamente, inappellabilmente FALSA. Come posso votare i seguaci di qualcuno con l’affidabilità di questa?

E visto che, come ormai dovreste sapere, nell’era di Internet le informazioni circolano, e i fatti non fanno sconti a nessuno… date queste premesse, il successo di Grillo sta già contribuendo a gettare ulteriore discredito sull’Italia nel mondo. Non era facile raccogliere l’eredità di altissimo livello di Berlusconi. …ma hey, siamo italiani, per certe cose abbiamo talento nel sangue.

In particolare, vediamo un argomento che mi sta a cuore: la scienza. Beppe Grillo parla ovviamente di difendere la scuola. Ma lo fa mostrandosi un esempio appunto da scuola di come, evidentemente, l’istruzione non abbia funzionato molto neppure ai suoi tempi… delle due, l’una: o ha mentito spudoratamente, prendendo in giro tutti quelli che sono stati ad ascoltarlo (pagandogli il biglietto, magari), oppure stiamo per mandare a capo di uno schieramento parlamentare uno che ritiene che l’HIV sia una truffa.

Si può dire che Beppe Grillo è solo il portavoce, e che in verità si è riusciti a fare un ottimo lavoro nel selezionare persone competenti per ciascuna area. Per dirla con PagellaPolitica, NI …vero in astratto; purtroppo, nei fatti, non funziona granché.

Partiamo dal positivo, che c’è: le regionali hanno portato nei consigli gente di tutto rispetto. Vittorio Bertola, eletto in Piemonte (sì, uno di quelli della vicenda Bresso) è un blogger che seguo con piacere -e un politico a cui lascerei le chiavi di casa.

Purtroppo… c’è il rischio che la gente seria sia già stata candidata alle regionali. E con il limite dei due mandati -tra poco sarà espulsa. Bruciata. Mentre alle nazionali è candidato, ad esempio, questo signore qua. Certo, in teoria è solo un megafono. Ma di chi? Comunque, alla fine a votare sarà lui.

Ma ciò che è triste, è che non funziona anche quando gli eletti sono competenti.

La vicenda, davvero spettacolare, che mi ha dato una cartina al tornasole sulla consistenza del Movimento, è stata quella delle domande di Le Scienze ai candidati sui temi di scienza e ricerca …oh, per la verità è stata una cartina al tornasole per tutti i partiti, anche se Grillo è il più gustoso.

  • Berlusconi ha probabilmente cestinato la mail notando l’assenza di foto di tette. E non posso dire che non abbia fatto bene: vedere il suo nome associato ad una rivista leader nella pubblicazione scientifica l’avrebbe verosimilmente squalificato agli occhi del suo elettorato.
  • Meno giustificabile appare Monti. Anche lui non pervenuto. Vedetela come volete, non è un bel segnale.
  • Bersani ha risposto con interventi come vi aspettate: competenti, interminabili e dettagliati. Chi avrà il coraggio di leggerne qualcuno troverà, sì, là in fondo, un mondo migliore. Ma solo sporgendosi oltre la gabbia di vincoli, impegni, trattati, interessi, equilibri di forze… se da una parte è il sintomo evidente della piena consapevolezza del mondo complesso in cui deve muoversi, viene da chiedersi come farà a resistere al soffocamento E guidare l’Italia. Inoltre, spesso non si vede altro modo in cui il governo potrebbe realizzare gli obiettivi se non intervenendo in prima persona di volta in volta, e cercando di spingere a forza nella direzione giusta.
  • Gli interventi di Giannino (per Fermare il Declino) sono invece più brevi; tuttavia, master o no, rivela anche lui un’ottima competenza su quali siano i problemi. Da buon turboliberista naturalmente, al contrario di Bersani, pone l’accento sul modo in cui lo Stato può creare un ambiente agile e favorevole (senza rinunciare ad un rigoroso controllo) in cui la libera iniziativa privata possa trovare la soluzione migliore per tutti.
  • Gli interventi di Ingroia sono i più brevi. Anzi; tendono quel tanto ai pensierini. Noi siamo portatori della rivoluzionaria visione che fare cose sbagliate sia sbagliato. Pertanto, ci faremo promotori della proposta di vietarle: affinché le persone cattive non possano più farle. Siamo, invece, senz’altro a favore delle cose giuste! …ok, sono stato un cicinino cattivo. Ma, competente sulla lotta alla mafia, sul resto Ingroia mi sa di corso accelerato di comunismo da salotto.

Ma, stavamo parlando di Grillo? Sì. E qui viene il bello. Per favore, leggetelo tutto.

Allora, riassumiamo:

  • Piccolo problema: se cerco il Movimento 5 Stelle, a chi scrivo? Le Scienze ci ha provato con: Beppe Grillo, mediante form sul sito. Casaleggio. Vari candidati, quelli di cui si è trovato per lo meno un contatto.
  • Tra tutti questi, l’unica risposta che perviene è “è tutto scritto nel programma”. In quel programma c’è anche la formula dell’eterna giovinezza, a momenti. Ma la risposta alle domande di Le Scienze, girala come vuoi, no.
  • 8 giorni in ritardo, qualcuno risponde. È candidato al Senato: è una persona ragionevole, e dà risposte ragionevoli. Sottolinea, molto diligentemente, come al solito lui è soltanto un portavoce: la linea è stata decisa negli appositi gruppi di discussione, sulla base delle discussioni pubbliche che hanno coinvolto tutto il popolo a 5 stelle sul web. Ottimo! Evviva, la democrazia dal basso, un po’ lenta, ma in qualche modo ha funzionato! Ottimo! No?
  • No. Sia mai che sulla sperimentazione animale si possa parlare civilmente. Un gruppo di attivisti immediatamente si scatena; scrivendo tutto maiuscolo per avere più ragione. Come si è permesso quel tizio di rispondere a nome di tutto il Movimento?
  • Il problema, naturalmente, è: allora nessuno risponde a nome del movimento? Ma -non c’erano i gruppi, le consultazioni online? Tutto squagliato, apparentemente. Qual è allora la posizione ufficiale? Ma naturalmente. Non ci arrivate? Un post del 2006 su beppegrillo.it.
  • La chicca finale. Il politico del Movimento (quello che fino ad ora è stato la persona civile e competente) scrive, pretende che quel che ha scritto sia tirato giù, e minaccia querela. Sì, per aver pubblicato pari pari quello che lui ha scritto …un livello di triste-comico-surreale, a cui difficilmente possono ambire perfino gli attuali occupanti del Parlamento. Come inizio, non c’è male.

Se qualche grillino mi ha seguito fin qui -ti rendi conto, vero? Vero? Come puoi dirmi che Beppe Grillo è solo “un megafono”… se viene immediatamente linciato chiunque non assuma che -la posizione ufficiale del Movimento- coincida con un post personale di Beppe Grillo del 2006? Nessuno, ma proprio nessuno, si sognerebbe di considerare posizione ufficiale del Pdl le opinioni espresse dal suo attuale portavoce Capezzone nel 2006 (…sarebbe molto divertente). 9 anni fa. Il Movimento ancora era ben lontano dall’esistere. Allora, cosa diavolo servono i meetup, le discussioni, le competenze apportate dagli attivisti e simpatizzanti, se beppegrillo.it è automaticamente (e retroattivamente) il Vangelo?

Allora, “portavoce” sta cippa. Votare M5S, é votare Beppe Grillo -ed eventualmente, la banda di esagitati che di volta in volta griderà più forte, e sarà da Lui consacrata d’autorità come “popolo”. E se mi dici che le cose stanno diversamente, mi stai prendendo per il culo più di tutti gli altri (o quasi… ok, mai mettere limite al peggio in certi casi. Ma, comunque). Tanto per sapere: quando dovrete legiferare sul sistema sanitario, su HIV e vaccini, la vostra posizione ufficiale è ovviamente quella dei suoi spettacoli degli anni ’90?

(oh, a proposito… c’è un limite, per fortuna. Cercando “beppe grillo scie chimiche”, lo troverete in questo video deriderle (con grande scorno di chi ha caricato il video) …mentre -date per favore un’occhiata al buon Di Pietro. Che, per inciso, per chi se lo fosse perso, è ancora in giro: è confortevolmente ai primi posti nelle liste di Rivoluzione Civile)

Ma non è solo su temi, diciamo, empaticamente sensibili, che il sistema va completamente in tilt.

Avete presente il caso della consigliera grillina, a cui è stato dato il benservito perché incinta? Ufficialmente, naturalmente, perché era poco presente. Come curiosamente erano poco presenti, si è scoperto qualche giorno dopo, anche i due che l’hanno difesa. Ora, non vorrei essere complottista, ma…

Il bello sono i commenti sul sito. Qualcuno si è preso la briga di fare la compilation dei migliori.

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Insomma: come osa parlare di licenziamento? Crede forse che la politica sia un lavoro? La politica è un servizio -dalla cui fatica, anzi, dovrebbe essere ben contenta di essere liberata! Invece, se protesta -vedi, già attaccata alla poltrona! Ka$ta! Indipercui, vedi che ha fatto bene il sindaco ad allontanarla.

E del resto, non siamo tutti uguali? Quindi siamo tutti sostituibili… se il capo, a suo arbitrio, decide di silurare uno e sostituirlo come un altro, che male c’è. Non vedo il problema. Siamo tutti uguali.

Con argomentazioni formalmente ineccepibili di questo genere, Stalin fece passare ad uno ad uno i veri rivoluzionari per nemici dello Stato; e trasformò sotto il naso di milioni di persone l'”Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche” in una delle dittature più spietate della Storia.

In effetti, è un problema comune alle rivoluzioni. I rivoluzionari si creano (o sono selezionati fra coloro che hanno) un’etica estrema, funzionale alla condanna assoluta del male che vogliono combattere; senza di questa sarebbe ben difficile dare tutti se stessi per la Causa -e giustificare tutto ciò che è necessario per realizzarla. Ma arrivati alla meta, questa etica selvaggia è completamente inadatta alle sottigliezze dell’ordinaria amministrazione. Non essendosi mai confrontata con la realtà, è anzi spesso e volentieri contraddittoria. E tuttavia non si può abolire -è identificata con la rivoluzione. È dunque completamente fuori controllo. Quasi immancabilmente, prima che la situazione si stabilizzi, arriva qualcuno abbastanza scaltro da usare questa etica a proprio vantaggio; sfruttandone le contraddizioni, ex falso qudlibet: se è abbastanza abile, il suo potere può diventare veramente assoluto.

Naturalmente, non sto minimamente dicendo che il M5S creerà una dittatura stalinista. Per il semplice motivo che entreranno con un 20%, stando larghi; in una Repubblica che, se non si può dire matura, senz’altro ne ha viste veramente di ogni colore. Ho già menzionato i dieci milioni di baionette di Bossi. In un sistema multipartitico, l’impatto con la realtà dei rivoluzionari (che sta già iniziando) può essere devastante all’interno; ma i riflessi all’esterno sono molto limitati, visto che si ha appunto il limite del restante 80% -ed è un 80% ben più scafato nel mantenere il potere, sopravvivendo a qualunque cosa. In genere, dopo essersi dilaniati per un po’, quello che rimane del partito rivoluzionario, più o meno in macerie, approda infine ad una nuova etica della sopravvivenza al potere; pur sforzandosi naturalmente di mantenere all’esterno (e all’interno) le apparenze ‘combattive’ delle origini -e deperisce lentamente e miseramente. Lega docet. O Idv. Eccetera.

Oh; tornando ai commenti, stavamo dimenticando un piccolo particolare. La sincera sorpresa di fronte all’esistenza di donne tanto egoiste da pretendere di fare carriera. Quando il loro posto è, così naturalmente, a casa a fare figli.

Eh, ragazzi: è al popolo italiano che stiamo dando voce. Vi aspettate fossero norvegesi sotto copertura? Provate di nuovo.

Ed infine, un piccolissimo appunto. Ma, sull’economia? Non è untema secondario. Eppure, continuo a temere che l’idea fondamentale sia pramente “eliminiamo la Ka$ta, e ci saranno soldi per tutti”. Ovvero, più o meno questo. Seguitemi! Uccideremo il re… e non soffrirete più la famee!!

Vedremo se, almeno su un punto si discosterà… oppure sarà solo stato meno onesto di Scar. (Idioti! …un re ci sarà!)

Insomma: non ci siamo. Non ci siamo proprio. Per quanto l’idea fosse e sia moralmente buona, dare voce al popolo e tutto …quanto al risultato concreto di fare delle buone leggi, sarei forse più tranquillo affidando il 20% dei voti alla funzione random().

Ma, e non lo sottolineerò mai abbastanza, ciò non significa affatto che Grillo sia male. Voglio dire, io ho per il dio cristiano più o meno la stessa considerazione che per la dea Kālī, e significativamente meno che per l’Invisibile Unicorno Rosa (sempre siano benedetti i Suoi Sacri Zoccoli!). E tuttavia, se una buona parte della popolazione non è in grado di essere una persona decente senza un amico immaginario che gli dica di esserlo -e se con quell’amico immaginario, invece, spesso quelle stesse persone si mettono in gioco per aiutare il prossimo in maniera fondamentalmente condivisibile… allora, tanto meglio che esista il cristianesimo. Idem per la religione grillina.

Se milioni di elettori sono disposti a votare …beh, pressoché qualunque cosa, purché vada contro il sistema… Grillo è davvero il problema -o al più un sintomo? Quei milioni di cittadini, se crediamo davvero nella democrazia, e non a condizione che ci dia ragione, hanno pieno diritto di essere rappresentati. Cosa farebbero altrimenti? Si ritirerebbero nell’astensione, lasciando il posto, sì, ai cittadini consapevoli… ma anche ai topi incantati dal pifferaio magico televisivo, nonché ai voti mafiosi? Disgustati dallo Stato, non comincerebbero in fondo a guardare con favore i suoi nemici -evasori, mafia, violenti di piazza? O più semplicemente voterebbero per rabbia ora questo ora questo demagogo …e Berlusconi è senza alcun dubbio più pericoloso di Grillo. Perché ha più risorse per contare -può fare danni veri.

Molto, molto meglio che prendano la storia in mano, affidandosi ad un capetto troppo ridicolo per andare troppo in là: e vadano per conto loro; anziché continuare a vagare tra partiti che incamerano i loro voti per seguire politiche in cui non si riconoscono. È giusto che abbiano l’opportunità di impegnarsi in un movimento che ne accenda gli entusiasmi. E che (seppur, finché restano nel solco del leader-padrone) li coinvolge davvero in prima persona. I milioni di impeccabili potenziali Presidenti del Consiglio, nonché allenatori della Nazionale, che affollano i nostri bar hanno finalmente una possibilità di rimboccarsi le manche, e vedersela con la realtà.

Sbatteranno a pieno vapore contro un muro? Quasi certamente, e farà male (vedi -quanti sono rimasti delusi che Parma non ripudiasse i debiti, uscisse dall’Euro, e dichiarasse guerra alla Germania!). Ma intanto, un intero strato della popolazione, e quello finora più lontano dalla politica, avrà imparato, da dentro (dal momento che tutto è condiviso sul web) cosa significa governare. Un’esperienza educativa unica …come si può pensare che non valga la pena del rischio?

E dall’altra parte… intanto, non si può davvero dire che qualche muro non lo stiano abbattendo loro. Di quelli che ci hanno oppresso per tanti anni. La sensazione di impotenza, di immutabilità di una situazione politica asfittica, sorda, solamente arroccata ai propri privilegi -in cui, oggettivamente, sfido chiunque di voi ad affermare di essersi decentemente sentito rappresentato, piuttosto che doversi costantemente turare il naso, dove che ci si volgesse. Il movimento di Grillo ha dimostrato, se non altro, che la nostra democrazia ancora funziona: che il voto può contare ancora, e chi sia abbastanza determinato nell’esprimere i bisogni di una parte del popolo può davvero, democraticamente, attivare a dire la sua all’interno delle aule del potere. Ha mostrato come sia possibile smettere di accontentarsi sempre più al ribasso, come tra i banchi di un Parlamento che molti si erano rassegnati a vedere (più o meno giustamente) come un imprendibile fortino corazzato di nemici del popolo, è possibile invece mandare dei propri rappresentanti.

Anche al di là dei risultati concreti che questi rappresentanti otterranno -l’effetto psicologico è dirompente. …intanto: gli stessi partiti tradizionali ne hanno molto giovato. Nel Paese in cui il liberismo è più sbandierato e meno veramente applicato, dimentichiamo sempre i meravigliosi effetti della concorrenza. Il Partito Democratico avrebbe davvero scelto anche i parlamentari con un’elezione primaria -se non avesse avuto un fottuto terrore di essere surclassato dalla concorrenza Grillo? Perfino il Pdl ha rischiato di essere travolto dalla corsa alle armi, ed eleggere il proprio candidato!

Secondo effetto -e più importante ancora. Attraverso la breccia del nuovo clima, dell’incantesimo spezzato dal M5S, altri nuovi partiti, molto più votabili, potranno forse entrare.

Uno già a queste elezioni si è fatto notare, e ha trovato la mia approvazione: FARE per Fermare il Declino. Come Grillo hanno la giusta grinta nel denunciare le storture d’Italia. Hanno anche loro creato una comunità online vasta e fertile -più fertile, vista la molto migliore qualità. E sono gli unici a minacciare davvero Berlusconi -avendo il coraggio di sfidarlo sul suo terreno; scoprendo il suo bluff, e dimostrando che la destra più essere tutta un’altra cosa. Ma soprattutto, all’esatto contrario dei grillini, FARE può vantare uno dei programmi più chiari ed approfonditi, soprattutto sull’economia, tra tutti i partiti.

Con ogni probabilità non riuscirà ad entrare in Parlamento; anche a causa dello scandalo che ha travolto il primo portavoce. Per quanto, come ho già scritto, di fronte ad un elettorato razionale e non trainato da emozioni e personalismi, la prontezza delle dimissioni (vista la concorrenza) dovrebbe far forse aumentare i consensi. Ma tant’è.

Almeno: il blocco, soprattutto psicologico, comincia a cedere. Alle prossime elezioni, per la prima volta da quando io ricordi, potremmo vederne davvero delle belle …forse anche senza ironia. Speriamo.

Insomma, in conclusione. Non stimo Grillo, non condivido le sue idee; e, con i sondaggi che lo danno già al 20%, non mi sembrerebbe affatto una buona idea dargli altri voti. Ma, vista la situazione da cui proveniamo, la pagina di storia che scriverà rischia di essere perfino positiva.

Staremo a vedere.

Buona scelta, Italia.

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