Pro Grillo, vel: ordinem servate, comites!

Scrivo il titolo in latino, per autodenunciarmi. Sono anch’io un professorone: uno di quelli che ancora crede alla bufala dell’HIV; uno di quelli che, quando le orde degli animalari e degli adepti della MMT instaureranno la Vera Scienza con i Metodi Sostitutivi e la stampa di denaro senza inflazione, saranno spazzati via, giustamente.

Sono ironico, naturalmente. L’ironia, al solito, si fa esagerando ciò che è già esagerato, a fine della risata ma anche della riflessione. E tuttavia: mi pare serva un supplemento di riflessione… siamo davvero sicuri di sapere ancora cosa sia ragionevole, e cosa grottescamente esagerato?

Dopo lo shock dei risultati delle elezioni, sento sempre più spesso ripetere una frase: Grillo è pericoloso.

Un articolo che, senza mezzi termini, punto per punto dà a Grillo del fascista 2.0 è stato visto in 4 giorni da 350.000 persone -oggi saranno milioni.

Volete sapere la mia opinione? …cazzo, se è pericoloso. Un elefante rabbioso imbottito di tritolo in una centrale nucleare è un’eventualità meno inquietante. 

Eppure.

Che cosa penso di Grillo, l’ho già scritto, prima delle elezioni, qui. Oggi, tornerei a sottoscrivere l’intero articolo al 100% -tranne due punti.

I) Devo completamente ricredermi sui pronostici sul futuro. Il M5S non è destinato a morire lentamente come altri ribellismi italici (Lega, etc). Ha preso abbastanza per entrare, e a gamba tesa, nei grandi giochi della politica. A questo punto: o vince davvero, o esplode.

II) C’è, tuttavia, un punto su cui sono felice di poter dire ‘avevo ragione’; che sottoscrivo non al 100%, ma al 200%. Il M5S ha portato aria nuova. E forse la mancanza di aria ci stava uccidendo più di qualunque altra cosa.

Per favore: leggete questo articolo -dal blog di Roberta Lombardi, portavoce del gruppo parlamentare; ad esempio, dove dice

O forse serviva il pranzo dai parenti con la sorpresa di trovarsi a tavola con un impiegato comunale che mi dice “io so cose del comune di Roma che potrei sbriciolarlo se solo parlassi” e vedere che ti trattieni a stento da saltargli al collo ed iniziare a scuoterlo urlando “se siamo come siamo è colpa tua e di quelli come te che sapevano e sanno e tacciono per i loro miseri meschini interessi!!!”.

Leggetelo. E ripetete, lentamente: noi, Italia, non abbiamo bisogno di gente del genere.

Ci riuscite? Io, no.

Cazzo. Abbiamo passato gli ultimi 20 anni, chiusi nei nostri salotti di pelle e mogano, a sostenere, tra un sorso e l’altro di Chardonnay invecchiato in botti di rovere, che l’italiano è servo per natura; e cantando Contessa abbiamo concluso a mezza voce che non abbiamo mai avuto una vera Rivoluzione (l’italiano è fratricida non parricida, questa era la teoria mi pare), che qui non nascerà mai un Robespierre. Qui, certo, bisogna fare opposizione a Berlusconi; ma, oggettivamente, bisogna essere realistici, il massimo di opposizione a cui possiamo aspirare, c’è poco da fare gli schizzinosi, è questo

Bene. Ci sbagliavamo, non vi pare? Ora non abbiamo un Robespierre, penetrato nelle stanze del potere -ne abbiamo 150.

E vogliamo buttarli via così?

Certo -sono inquietanti? Sono inquietanti. Ricordate un attimo: l’avvocato, padre di 4 figli e filosofo illuminista Robespierre, assieme ai suoi compagni altrettanto professionisti, altrettanto padri di famiglia, altrettanto illuminati, portarono la Francia

  • al disastro economico
  • alla guerra europea
  • alla guerra civile
  • al Terrore

Totale complessivo, circa 5.000.000 di morti (tra cui, ovviamente, i rivoluzionari stessi), per la gioia della folla urlante. Rèvolution!

Eppure, li ricordiamo come eroi. Perché opporsi a quel sistema era necessario, non era più tollerabile. E con tutte le loro contraddizioni, i loro errori ed i loro crimini, infine, hanno creato qualcosa che ne valeva la pena. Magari, solo magari, ne vale la pena anche stavolta?

Oggi, è emersa un’Italia diversa. Ma proprio diversa… seriamente -sembra siano atterrati alieni verdi con antenne e tentacoli. E però: all’improvviso, con un italiano su quattro dalla loro parte.

E come nei più classici film di alieni -dopo essersi studiati qualche secondo; inevitabilmente, qualcuno apre il fuoco. La pagina facebook “10 riforme subito! Vogliamo l’accordo tra Italia Bene Comune e Movimento 5 Stelle” …è divenuta uno dei campi di battaglia con più acredine che io abbia mai visto. Per un po’ ho contribuito anch’io… perché, sì, è così: in fondo hai una parte, e rapidamente finisci a difenderla con cattiveria (altro che democrazia: in forma spontanea, l’Internet è perfetto per queste cose).

Però. Poi ho cominciato a rendermi conto che stava sfuggendo di mano. Centinaia di messaggi. Su ogni singolo post: ad ogni ora del giorno e della notte (la prima sono arrivato alle 3:00); per giorni e giorni. Di comune: solo accusa, sfida e disprezzo.

E non è soltanto la foga della discussione diretta. Per tutto l’internet vedo lo stesso atteggiamento, contro i grillini -a fare il paio con quello che loro hanno sempre tenuto contro il resto del mondo, naturalmente.

Una neo-deputata ha risposto ad un’intervista affermando che i senatori sono “circa 300” e i deputati “tra 500 e 600” (sono 315 e 630). E tutti a stracciarsi le vesti. Ignoranti! Volete cambiare le cose senza sapere come stanno? Sareste il nuovo? Siete come Scilipoti, che non sapeva cos’è lo spread!

Beh, sapete una cosa? È come avrei risposto io. È così terribile? …o è, fondamentalmente, una reazione da tifosi?

Oppure: è partito -ed ha avuto un grandissimo successo. un nuovo meme: prendere in giro i grillini per la loro scarsa competenza. Implicando che persone normali non potranno mai governare. Ragionevole in buona parte, ci mancherebbe …un filino reazionario, se portato agli estremi. Immagino ridessero esattamente allo stesso modo, alla corte di Maria Antonietta (camerieri compresi); non vi pare? Non ho visto la stessa ampiezza di moto popolare di derisione per partiti che hanno portato in Parlamento a decidere delle nostre vite gente del genere (e non è che i capi siano tanto meglio).

E ancora: oggi, uno dei tantissimi stati sull’argomento che trovo nel mio feed è questo

Il Movimento 5 sticazzi che promuove tanto il parlamento trasparente, si riunisce a porte chiuse senza dire nulla alla stampa.

Bene, leggete un attimo quello che immagino essere lo stesso avvenimento dal punto di vista opposto -per quanto, un po’ più vicino: quello sempre della nostra Roberta Lombardi. (oh, esistono più punti di vista possibili sul mondo: che scoperta per chi si dichiara progressista…)

Io direi che è il caso di darsi una calmata, non vi pare?

Perché, per un po’ è piacevole. Il popolo minacciato che contrattacca compatto il Nemico, suvvia, questi geni li abbiamo tutti. Ma …noi non eravamo quelli superiori? …non vi pare, se per un attimo provate a “uscire” dalla situazione e guardare la scena dall’esterno, di essere quel tanto altrettanto chiusi, a reagire mordendo alla minaccia?

…non vi pare di essere un altro gregge da macello, dopotutto? Molti grillini ripetono slogan preconfezionati dal Capo; e su questo. Ma. Considerate un attimo. Il M5S è contro ai finanziamenti pubblici, non solo ai partiti …anche ai giornali. Senza neppure bisogno di invocare il complotto pluto-giudaico-topolino-massonico, non è difficile immaginare che, anche solo a livello inconscio, ma proprio per questo, profondo e viscerale, tutti i giornali (e quindi le loro testate online) siano pregiudizialmente contro il M5S. Anche perché, per contro, è quello che una buona fetta di popolo (ed è quella che ancora li legge) in fondo vuole sentirsi dire. E che, quindi, non ci sia citazione ambigua che non sia estratta dal contesto e distorta; che non ci sia occasione che venga persa per metterli in cattiva luce; che non ci sia teoria oscura su “chi li controlla davvero” cui non sia dato credito, vero o no. E dall’immaginazione alla realtà, mi pare che sia quello che sta succedendo. E mi pare, che ci stiamo cascando in pieno.

Compagni. C’è veramente poco da fare. Ormai in Parlamento ci sono. E, quelli non cambieranno certo idea per i nostri attacchi.

A chi conviene, davvero, il clima di guerra? Beh:

  • A loro. Quale modo migliore per vaccinarli, se ce ne fosse bisogno, da ogni idea di avvicinamento al Pd? Ovvero contro la tentazione di deviare dalla strategia che, seguita con incredibile coerenza fin dalle origini, in completa controtendenza con chunque altro ha provato a cambiare questo Paese (e ha fallito) li ha portati oggi al 25% -e domani forse al 51%? (e se l’Italia va a puttane, pazienza: tanto, è già colpa del governo precedente)
  • A Berlusconi. Quanto deve godere a vedere il 75% del Parlamento avercela con lui -e tuttavia irrimediabilmente spaccato, allontanarsi sempre più dalla speranza di accordarsi contro di lui.

E noi?

Siamo diversi? Siamo superiori? Ragioniamo col nostro cervello, e non di pancia e per slogan? Dimostriamolo. È l’unica soluzione razionale.

E, magari: se i media diffondono un’intervista di Grillo criminale (trovo pochi altri aggettivi) come questa -registriamone pienamente la pericolosità. Ma, allo stesso tempo, andiamo a trovarci anche i blog dei suoi eletti, in cui c’è un’intervista come questa -che dire: a me, lei invece in buona parte convince. È vero che non si può fare di tutta l’erba un fascio.

Se, a proposito, qualcuno di loro sembra inneggiare al fascismo …anziché scattare come molle a comando Pavloviano, andiamo a leggerci l’articolo completo. Non potremo non notare come il discorso sia inquietantemente illogico, cercando disperatamente di giustificare un’affermazione ambigua di Grillo -e facendo peggio. Ma anche che, alla luce anche di questo, ci vuole una discreta malizia per vederci più che una discreta miopia storica (a sua volta deprecabile -soprattutto perché, senza questa miopia, dovrebbe accorgersi che non bastano condivisibili proclami iniziali per evitare il disastro; e farsi due domande…) -ma, comunque: certo non un endorsement al fascismo che sia pericoloso in qualunque modo concreto. …o vi danno fastidio “la dimensione nazionale di comunità, il senso dello stato e la tutela della famiglia”, compagni? Certo: non sono valori di sinistra -loro non hanno mai detto di esserlo. Ciò non toglie che siano valori pienamente legittimi.

Propongono il reddito di cittadinanza? Beh, prima di deriderli, ricordiamo che in Francia è realtà. In Italia non è fattibile? Discutiamone, almeno. Sono scettici sull’Euro? La maggior parte vuole restare. Ma, una volta fatta l’area monetaria comune -può fare una bella differenza, come la gestisci: e su come viene gestita ora, sono piuttosto scettico anch’io. Magari è la volta buona che, anche dopo le violentissime proteste in Portogallo e la nascita di un partito anti-Euro anche in Germania, si aprirà un vero dibattito su dove stiamo andando?

E, se propongono di superare i sindacati -ok, hanno fatto tante cose buone. Ma: sì o no, come sono oggi, sono il metodo migliore per tutelare i lavoratori? O sono in parte degenerati? È la strategia migliore chiudersi a riccio; oppure si può mettere in pratica questo valore così bistrattato, il dialogo? Magari davvero c’è un modo migliore. Magari non c’è, ma ci sono storture che è possibile (e allora urgente) correggere. Magari sono perfetti, e allora potremo rinnovare la nostra convinzione nel difenderli a spada tratta.

Non è urlando blasfemia! che riporteremo sulla giusta strada il 25% del popolo che, evidentemente, non è poi così entusiasta dello status quo; e magari qualche ragione l’avrà anche. Bisogna sempre dare un’opportunità alle proposte diverse. Il declino di questo Paese è anche e soprattutto chiusura mentale. E, insomma …dopo certo “riformismo” di destra, come dannosità, a mio parere, c’è solo il conservatorismo di sinistra. In cui ci siamo fossilizzati, perché era un modo comodo di riunirsi contro Berlusconi. Ma ora vengono tempi nuovi.

Lo so. Il nuovo, l’impensabile fino ad un momento fa, fa sempre paura. L’atteggiamento arrogante, intollerante e irresponsabile irrita profondamente. Lo so, molti fanno paura davvero -il rischio di regresso populistico non è mai stato così alto. Volevate una rivoluzione senza rischi?

Siamo sempre bravi a tifare per le primavere degli altri. Bene, ci piaccia o no, questa è la primavera italiana. Credete che i ribelli di piazza Tahir fossero tutti laureati in economia, con master a Chicago? Credete che non fossero dei pazzi fanatici? Perché dobbiamo buttarci completamente su un errore, oppure sull’altro opposto -a seconda della sponda del Mediterraneo? Manteniamo la calma.

Loro, per essere intolleranti contro i “vecchi” rischiano di distruggere definitivamente il Paese. E noi rischiamo di fare lo stesso, per legittima (e doverosa) preoccupazione verso aspetti davvero pericolosi, sì, in parte… ma, per arrivare a questi livelli, io temo anche per più suscettibilità di quanto ci piaccia ammettere ai condizionamenti del potere minacciato. E forse anche: una buona dose di sindrome di Stoccolma per chi ci ha dominato fino ad oggi…

Non facciamoci prendere la mano. Non possiamo permettercelo. Critiche serie, senza sconti; ma costruttive e non accusatorie, o derisorie.

C’è veramente poco da fare. Indietro non si torna. Siamo ad un punto di rottura:

  • Il M5S ha l’energia e la radicalità necessaria a cambiare qualcosa; ed il contatto con un popolo entusiasta. E, siamo oggettivi: come ho sottolineato, molte delle loro proposte non sono affatto da buttar via; almeno, dopo un serio dibattito che ne smussi significativamente la forte dose di populismo. Ovviamente, se davvero dovessero prendere il 51% in tempi brevi, e mettere in atto il programma com’è, mi dispiacerà vedere la mia nazione fare una fine così ingloriosa.
  • Il Pd ha l’esperienza e competenza per governare senza (troppi) disastri. Però, è un partito nato al negativo di Berlusconi; cresciuto in una confortevolissima nicchia di opposizione solitaria, sembrato forte pressoché per il collasso di ogni alternativa. Ma che ha perso completamente -e solo ora ci rendiamo conto di quanto- il polso del popolo. Ora l’alternativa è comparsa, dirompente; a questo punto, che possa recuperare il consenso e l’energia necessari per proclamarsi governo appare quanto mai utopico.

Quindi, calma e sangue freddo. Per favore. Ogni passo verso una conciliazione, per quanto difficoltosa (io spero: verso un’alternativa che superi entrambi), è un passo verso un’Italia nuova e migliore. Ogni passo che, anche di sfuggita, approfondisca la divisione, è un passo verso il disastro.

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Una risposta a Pro Grillo, vel: ordinem servate, comites!

  1. Gaia Gobbo ha detto:

    Bello bello! Mi è molto piaciuta la parte su Robespierre-rivoluzione francese-eroi e disastri… Sono molto d’accordo con te, volevo però aggiungere due piccole critiche (non a te, al MoVimento):
    1) Grillo è una specie di dittatore, i suoi seguaci per ora non stanno che belando le sue convinzioni e questo non mi piace. Moderiamo, dai. Mi fermo al “non mi piace” 🙂
    2) ci scagliamo contro i grillini “incompetenti” (come se fossero gli unici)… È vero, ma d’altra parte io personalmente mi scaglio anche contro gli altri politici incompetenti. Quindi, visto che adesso ci sono anche loro, perché non muovere le stesse critiche? D’accordo, cercando di non stigmatizzare troppo, mi sembra giusto. Però c’è una cosa di questo discorso che non mi va giù: se ti poni come movimento nuovo, come aria fresca, come “noi non siamo come loro”, poi non puoi mostrarti incapace di governare perché ignorante della politica! Insomma, la faccio una questione di principio; se partiamo già così il rischio è che vada a finire come ne “la fattoria degli animali” di Orwell…

    Insomma: -Grillo abbassa la cresta e -grillini non puntate solo sull’onestà ma anche sulla competenza, perché vi siete candidati e adesso avete delle responsabilità nei confronti del vostro Paese, forse ne avete persino più degli altri perché avete fatto promesse che sono andate dritte al cuore della gente.

    Comunque ribadisco che concordo molto con il tuo pensiero, bravo 😉

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