Bersani, la bocciofila di Bettola ha bisogno di un governo

Ragazzi. Io ci provo anche, a tifare per il PD.
Ma temo che dovrò chiamare una controfigura… sta diventando una mission impossible.

No, seriamente…

Che cosa volevano i grillini? Volevano dire NO; giustificandolo con il fatto che non si fidano di voi. Ci sono riusciti? Hai voglia.

Che cosa volevi tu? Non-si-è-capito.

Bersani -e tu saresti l’esperto di politica? Bersani: mi ripeti un attimo che cosa è una “trattativa”?

Io, da totale inesperto di politica, credevo che fosse qualcosa in cui:

  • si mette in chiaro che cosa si vuole
  • si cerca di capire che cosa vuole l’altro
  • si cerca di mostrare come solo con il nostro aiuto gli altri possono raggiungere al meglio i loro obiettivi.

Cioè qualcosa che non c’entra nulla con quello che ho visto oggi.

Aspetta. Ti faccio sentire come sei suonato

Ciao… bella… bella giornata, vero? Ma, oh, il sole è tramontato… e noi siamo qui tutti soli nel bosco… e questo bosco è così grande, e buio, e spaventoso …oh, per me, io resterei anche qui nel bosco con te… ma, una giovane fanciulla non può restare troppo fuori casa; ci vuole responsabilità… sai, nessuno conosce davvero come tornare a casa, ma, la strada mi sembrerà tanto meno buia con te… e un giovane tanto bello e forte, non potrebbe sottrarsi alle sue responsabilità è permettere che una ragazzina indifesa torni a casa tutta sola …vero? Vero?

…Bersani, se non altro renditi conto che LUI NON TI VUOLE …anzi: pensa che tu sia una racchia insopportabile, e probabilmente con la scabbia. E, di più: lo dice a tutto il paese da anni.

Perché, insomma. Non è che abbiano tirato fuori chissà quali colpi bassi retorici, eh. Era pressoché impossibile che lo facessero, del resto. Sono nuovi. E si considerano dei portavoce. Che significa che aggiungeranno il meno possibile di loro. Ripeteranno semplicemente quello che hanno detto in questi mesi. Se ti studi un attimo quello che hanno da dire -e trovi il modo di smontarglielo -beh, hai vinto (…inconcepibile, capisco).

Bene. Loro hanno fatto esattamente quello che ci si aspettava. Hanno ripetuto esattamente quello che hanno detto in questi giorni. Noi siamo il nuovo, voi il vecchio. Vi abbiamo già dato la fiducia per vent’anni, ci avete deluso in ogni modo, non ve la daremo di nuovo. Noi crediamo di poter governare, se serve un governo lo facciamo noi.

Semplice. Chiaro. E prevedibile.

E tu, cosa hai fatto? Un discorsetto …tra l’altro, no, sai: anche l’occhio vorrebbe la sua parte. Esposto tra il sussurrato e il balbettato. Anche lessicalmente al limite del ridicolo, con il suo mix di politichese sperticato e bassi termini dialettali (il governo è una roba che) …Bersani, do you even lift?

…ma, veniamo ai contenuti: avrebbe certamente strappato l’applauso ad una convention di militanti (e infatti, i commenti sul canale del Pd sono estasiati). Ma -qui- era totalmente inadeguato. E sarebbe bastato cercare su Google “Movimento 5 Stelle” per immaginarlo in anticipo! Ti sei reso conto che non stai parlando ad un’assemblea del Pd? Hai almeno provato a capire cosa vogliono questi -e come non prestare il fianco nudo alle loro critiche? Apparentemente, NO.

Insomma. Hai fatto il tuo discorsetto buono; quello che contavi di fare a Casini (in pubblico, almeno). Loro hanno risposto esattamente come chiunque non fosse vissuto su Marte da tre anni a questa parte poteva prevedere. E tu balbetti.

“Beh, no, insomma, non accetto che si dica che siamo tutti uguali, questo no”. Oh, questa affermazione ti ha colto di sorpresa? Ormai dovresti essere un attimo preparato, a spiegare perché non siete uguali, e per la miseria, a farlo in modo convincente.

Invece, no. In sostanza, rotta disordinata. Alla fine, hai fondamentalmente affermato che, se queste sono le loro (sorprendenti) posizioni, allora forse l’unica soluzione è un governo a 5 stelle. Cioè hai gettato la spugna. Complimenti, esperto!

Ma dico. Ve lo immaginate, a quel tavolo, Renzi? No, ok; #secerarenzi è troppo mainstream, e da mo’.

Immaginate il vostro salumiere all’angolo, a quel tavolo. Avrebbe saputo far valere in maniere più efficace le ragioni del Pd?

edit 28-03-13. Mi chiedono: e che cosa avrebbe dovuto dire, allora? Mah, vediamo:

Cari concittadini a 5 Stelle, dato che così avete scelto di essere chiamati. Io sono qui, oggi, per governare. Non certo per ambizione personale, o per spartire poltrone. Sono qui perché sono come voi un portavoce, liberamente scelto, con le primarie, da un popolo da tre milioni di persone. Sono qui oggi perché rappresento un grande partito, che ritiene di avere un progetto per cambiare l’Italia, e la capacità di portarlo a termine. E sono qui perché il 30% del popolo italiano a questo progetto ha dato fiducia. Assegnando così al Partito Democratico una consistenza numerica da cui chiunque intenda ottenere risultati concreti non può, giustamente, pretendere di prescindere.

Un Governo per l’Italia è necessario, per questo e questo motivo. Neppure il Parlamento può funzionare appieno senza Governo, per questo e questo motivo. Non possiamo permetterci di tergiversare; e soltanto per non macchiare una pretesa purezza assoluta condannare il Paese reale, l’Italia, a sofferenze ancora più gravi.

Io oggi sono qui a chiedervi quello che la Costituzione richiede, ovvero la “fiducia”. Capisco che possa sembrare un termine troppo grande; “fiducia”. Capisco anche molto bene che voi, ed il popolo che rappresentate, ostentiate di non avere alcuna “fiducia” in me e nel mio partito. Lo capisco perché in tempi di crisi, e soprattutto di profonda crisi della politica come questo, è facile cedere alla tentazione del “sono tutti uguali”. Eppure, noi della sinistra, nei pochi anni in cui siamo stati al governo, siamo riusciti a fare questo, questo, e anche quest’altro. Volete davvero prendervi la responsabilità, ora, di paralizzare il paese sulla base dell’affermazione che “sono tutti uguali”? Mentre la destra ha fatto questo, questo e questo -cose a cui noi, ricorderete, ci siamo sempre opposti con forza.

È vero, è capitato che i nostri risultati fossero deludenti. Anche quando siamo stati al governo, non siamo riusciti a fare la legge sul conflitto di interessi, la legge elettorale, eccetera eccetera. Ma questo è stato per questo e questo buoni motivi; motivi che, se formiamo ora un governo con il vostro appoggio, non sussisteranno più. Insieme ora, per la prima volta, possiamo farlo!
Ci sono anche punti in cui le nostre visioni divergono. Di tutto discuteremo in aula: la fiducia al governo, che è soltanto il potere esecutivo, non vi vincola in alcun modo. Nulla nell’idea di “fiducia” come disegnata dalla Costituzione vi impedisce poi di votare volta per volta -in effetti: soltanto se ci sarà un governo potrete votare su qualcosa. I cittadini decideranno poi, democraticamente, quale visione preferiscono per il futuro del Paese.

Ma questo non può avvenire che tra molti mesi, dal momento che ora le camere non possono essere sciolte.
Pensiamo allora a quello che possiamo fare ora: perché c’è molto, moltissimo che possiamo, e per l’Italia, io credo, -dobbiamo- realizzare subito: i punti in comune dei nostri programmi. (e qui fai pure l’elenco, magari velocizzando un po’. Incisi del tipo “ho già la legge praticamente in tasca, fidatevi” non ti rendono più credibile, allungano solo il brodo)

Ci sono forse alternative?

Voi avete proposto di affidare a voi il governo, dite di essere pronti. Eppure, avete ammesso più volte di non essere abbastanza preparati. Non avete presentato neppure una proposta di legge, dall’inizio della legislatura, al confronto delle X del Partito Democratico; di nuovo, avete ammesso di non essere ancora attrezzati per farlo. Non ve ne faccio una colpa, di certo: voi siete nuovi, sarebbe assurdo pretendere che abbiate già l’esperienza di chi da anni fa funzionare la macchina dello Stato. Ma davvero, allora, siete pronti a prendere la completa responsabilità dell’Italia nelle vostre mani?

Un governo assieme a noi vi darebbe il tempo di imparare. Allo stesso tempo, se proprio non volete fidarvi di noi, i numeri in Senato, ed ancora più se qualcuno dei ministri fosse dei vostri, vi darebbero la garanzia che il Governo sia dalla vostra parte. La nostra esperienza sarebbe al servizio delle vostre proposte quanto delle nostre, nei, molti, punti dove sono compatibili, o anche pienamente sovrapposti. E tra sei mesi o un anno vi presentereste agli elettori potendo, davvero, affermare di essere in grado di guidare il Paese -e di avere dei risultati concreti ed importanti a dimostrarlo.

Ci sono altre possibilità? Ah, sì: Grillo, appena dopo le elezioni, lo dava per scontato. “faranno un governissimo Pd-Pdl, vedrete”. Passando il tempo; e vedendo che lasciavo, invece, decisamente, chiusa questa possibilità, è arrivato a dire: “spero davvero in un governo Pd-Pdl”.
È così? Se è così, siamo qui gli uni di fronte agli altri, ditemelo francamente, anche ai quaranta milioni di elettori che ci stanno seguendo: “noi -vogliamo- riconsegnare l’Italia ostaggio di Berlusconi”. Ed io vi risponderò, altrettanto francamente: no. Non avverrà, finché io potrò impedirlo; anche se, dopo la mia rinuncia, non posso garantire che il mi partito non prenda altre strade. Ma in questo ultimo anno abbiamo fatto tutto ciò che i veti berlusconiani ci hanno consentito, per salvare l’Italia dal baratro su cui si trovava. Non possiamo andare oltre, se ci riconsegneremo ancora una volta a quei veti. Ora è necessaria una politica nuova. Noi siamo determinati a realizzarla. E VOI siete la forza nuova a cui gli elettori hanno dato l’opportunità di contribuire in modo determinante a questo cambiamento.

Io non vi chiedo di unirvi a noi, né tantomeno di condividere la responsabilità per quello che è successo negli ultimi 20 anni. Ognuno di noi è responsabile di quello che ha fatto o non ha fatto, e la Storia ci giudicherà. Ma, ora, il 30% degli italiani ha giudicato noi i più degni di guidare l’Italia. Come il 25% ha invece riposto la fiducia in voi.
Quello che vi chiedo, allora, è: volete utilizzare questo 25% per realizzare il cambiamento che chiedete?
Oppure volete prendetevi la responsabilità qui, ora, non tanto di fronte a me, ma ai sessanta milioni di cittadini italiani, di utilizzare la fiducia che i vostri elettori hanno riposto in voi per nessun altro risultato che riconsegnare, ancora una volta, l’Italia alla parte di gran lunga peggiore della vecchia politica? Ho finito.

Va bene. Bersani ha fallito, ed infine lo si è ammesso. Vediamo ora che succede.

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
Video | Questa voce è stata pubblicata in Notizie e politica e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Bersani, la bocciofila di Bettola ha bisogno di un governo

  1. Pingback: Darwin for President | Non al Denaro. Non all'Amore. Nè al Cielo.

  2. Pingback: Dai diamanti non nasce niente: Germania, Euro e la virtù che uccide | Non al Denaro. Non all'Amore. Nè al Cielo.

  3. francescodondi ha detto:

    Come potevo pensare che Uriel non avesse da dire la sua, splendidamente tagliente come sempre
    http://www.keinpfusch.net/2013/03/ma-dove-ha-imparato-negoziarecit.html

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...