MUOS: ora di ricordare agli USA di essere liberali e democratici anche con gli altri?

Mi sono informato un po’ sul progetto MUOS.

In pratica, si tratta di una rete di quattro satelliti e quattro stazioni a terra. Grazie ad un protocollo all’avanguardia, faranno fare un notevole passo avanti alle comunicazioni tra i soldati USA sparsi per il mondo. Un’enorme autostrada di dati attorno al globo.

Chiaramente, a prescindere sarei favorevole. Per una serie di ragioni:

  1. antenne giganti, ai 4 angoli del mondo? …awesome!😀
  2. storicamente gli USA innovano il mondo in gran parte passando per la ricerca militare. Per una volta che si concentrano sul migliorare le telecomunicazioni… anche i grllini, che vogliono un wifi ovunque, dovrebbero essere entusiasti.
  3. i movimenti NYMBY sono fisiologicamente il ricettacolo di ogni genere di fuffari -non posso evitare una certa antipatia gratuita a pelle

Poi però ci ho ripensato un po’ più seriamente. Provando, anche, a mettermi nei panni di qualcuno a cui piazzano un’enorme antenna sulla collina dietro casa …non mi farebbe piacere.

E tantomeno mi piacerebbe per come è stato portato avanti. Perché io sono andato immediatamente a cercare su Google “muos compensazioni” -checché ne dicano i fuffari, tutto è in vendita; giustamente. E ho trovato questo (la fonte è Repubblica, quindi non dovrebbe essere troppo allucinato).

Che quadro ne esce, allora? Io sono l’esercito USA, e devo piazzare quattro antenne enormi -che prevedibilmente, causeranno notevoli preoccupazioni alla popolazione locale (…e se anche non facessero nulla, la preoccupazione stessa farà scendere il valore delle case). Devo tranquillizzare la popolazione, e il metodo più semplice è dare qualcosa in cambio.

Il problema, però, è che il metodo più economico è dare in cambio fuffa. Ed è quel che si è fatto. Tanto -prima che la popolazione se ne renda conto, gli accordi saranno firmati, i cantieri partiti. E se anche si protesta -beh, si sa, finiranno per essere messi a tacere.

…in che mercato è mai possibile un accordo del genere? Beh; un mercato in cui una delle due parti è l’esercito USA, naturalmente.

Ma non dovrebbe essere così.

In verità, in un mondo liberista e democratico, ogni agente dovrebbe essere felice del risultato di ogni decisione.

La spiegazione è rapida, una volta che si impari ad analizzare la situazione in modo matematico. C’è una decisione, che se presa porterà un beneficio totale X.

Il matematico va all’essenziale. X è positivo?

Se non lo è -allora, semplicemente, la proposta non deve essere attuata. Mentre se, al contrario, il beneficio è positivo: allora, per definizione, chi guadagna potrà risarcire chi perde. Finché tutti ci avranno guadagnato.

Qui usiamo l’ipotesi di democrazia. Siamo nel magico mondo della matematica, proviamo a richiedere il massimo… democrazia assoluta: ogni cittadino ha diritto di veto. Qui, per inciso, vedete la bellezza dell’approccio matematico …se chiunque può far saltare il tavolo, ci si potrebbe chiedere: non c’è l’incentivo a chiedere compensazioni irragionevolmente grandi? No; e basta rigirare un po’ la teoria per vedere che include un meccanismo di autocontrollo spontaneo. Abbiamo visto che chi guadagna risarcisce chi perde: fino a quando anch’egli finisce per guadagnarci. Quindi tutti hanno interesse che una scelta in complesso vantaggiosa si faccia: il modo per evitare che si richiedano indennizzi eccessivi è minacciare di non fare nulla –rileggete la teoria, ci tengo a sottolineare: chiaramente, se gli indennizzi sono adeguati, la minaccia è efficace.

Poi, chiaramente, la realtà è molto meno armonica dei modelli ideali. Due, sempre per inciso, i principali impedimenti; purtroppo per nulla rari, e per nulla trascurabili:

  1. il fuffaro: il cittadino potrebbe avere una percezione distorta dei valori, e fare scelte a suo danno.
  2. il traditore: “ah, voi 10.000 siete tutti d’accordo, per un guadagno di y a testa? Beh, io voglio 5.000y, e voi accontentatevi di y/2. Altrimenti non do il mio consenso: in quel caso perdereste il doppio”

Quindi, ovviamente, piccole minoranze di scontenti, purtroppo, sono necessariamente da ignorare -non c’è modo, se non altro di distinguerle da chi solo crede, e/o finge di essere insoddisfatto.

Ma, in generale, la maggioranza della comunità si può supporre ragionevole. L’esistenza di un governo locale aiuta molto a semplificare: tagliando il negoziato in due più simmetrici (USA/governo locale + cittadini tra loro), non si vede perché non si dovrebbe poter avere una buona applicazione della teoria. Anche se all’interno della comunità è non pratico richiedere l’unanimità, come abbiamo visto -comunque, quelle che si possono (e devono) ignorare sono solo piccole minoranze.

Il punto è, decine di migliaia di persone non sono una piccola minoranza.

Quello che ci dice la teoria è: se si è proceduto a realizzare l’ottimo, non ci sono sostanziali contestazioni. Rovesciamo l’implicazione: se ci sono forti contestazioni, la soluzione non è ottimale. Fatto: a Niscemi ci sono fortissime contestazioni. Modus Ponens –a Niscemi qualcosa decisamente non va.

Nell’ottica della teoria, possiamo esprimerlo come: le compensazioni non sono sufficienti. Compensazioni che possono anche non essere strettamente economiche: già uno studio serio e credibile sui possibili danni, prima di procedere, sarebbe un ottimo passo avanti (e aumenterebbe il valore delle case -se davvero sono innocue come dicono).

Ma comunque, rimane il punto: se qualcuno protesta non gli hai dato abbastanza. SE gli avessi dato abbastanza, avrebbe paura di protestare troppo -e mandare a monte qualcosa da cui guadagna.

Qualcuno, in Italia, ha suggerito che i cittadini di Niscemi dovrebbero sacrificarsi per “il bene comune dell’Italia”. Perché sono alleanze internazionali, eccetera eccetera. Bene, alla luce della mia analisi matematica, posso cortesemente far notare che il sacrificio per la Patria è fascista. Se la Madrepatria ne ha un guadagno superiore al mio danno, e si professa democratica e liberale, allora che mi rimborsi la differenza: fino a quando anche io individualmente sarò soddisfatto, e tutti amici come -anzi più di prima. Se no, non si fa nulla: ed ho il diritto di protestare pretendendo che non si faccia.

Altro fattore, è che dall’altra parte abbiamo l’esercito USA. E quindi, ad occhio, la gran parte dei politicanti italiani ha pensato bene di chinare la testa -accettando compensazioni fuffa senza permettersi di replicare. Ma democrazia e liberismo richiedono che ogni partecipante ad una trattativa abbia il diritto di fare libere scelte per il suo interesse. Il sistema in cui chi è più grosso fa quello che vuole, e gli altri fanno meglio a stare zitti, si chiama mafia.

Questo dovrebbe essere il liberismo combinato con la democrazia: il diritto di tutti ad agire liberamente, eventualmente accordandosi, perché dal gioco degli interessi individuali il benessere sia massimizzato per tutti. E invece, dato uno sguardo non prevenuto alla situazione, non posso non ammettere un certo sbilanciamento. Si applicano le teorie liberiste quando i beneficiari immediati sono le banche; ed io sono d’accordo. Ma se quelle stesse regole vengono immediatamente calpestate, non appena difendono i cittadini, sostituendogli senza parere fascismo e mafia …non ci si stupisca se il liberismo diviene per molti il male assoluto. E se, poi, la gente finisce a votare Grillo.

Questa potrebbe essere una occasione per cambiare qualcosa. Per dire basta all’arroganza dei militari d’oltreoceano e diventare una nazione sovrana, se non altro; sarebbe anche ora. A quanto pare, ora che, con Crocetta e il M5S, gli enti locali hanno cominciato a smettere di essere il debole con cui essere forte, magicamente arrivano aperture… non era così inevitabile, allora. Vedi, a osare. Chissà, chissà.

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