Liberazione? (e da cosa?)

Ieri si è festeggiata la festa della liberazione dal fascismo.

‘Ma ci siamo davvero liberati?’

Più che una festa, è stata una gara a sottolineare i motivi per cui “non ci siamo mai davvero liberati -di fronte a questo, quello/quell’altro, il 25 aprile è morto”. Non ultimo, anche se certo non solo, si è lanciato in questo esercizio Beppe Grillo.

Ci siamo davvero liberati, allora?

Secondo me, la risposta è: ovviamente sì; e ovviamente no.

Vi aspettatavate una risposta più definita?

Quello che vorrei si notasse un po’ di più, è che ragionare con logica binaria funziona in matematica; ma, in politica, è, semplicemente, un intollerabile segno di catilinismo (e io non posso tollerarlo: sarebbe tradire la mia profonda fede ciceroniana e anti-catilinista!).

È morto Catilina? Ci potete scommettere. O no? Guardatevi attorno: potete trovare ancora tante cose di lui. Le sue ossa, probabilmente. Non solo. Anche molte delle proteine che componevano il suo corpo forse sono ancora intatte, magari in qualche batterio del sottosuolo -o magari nella vostra bistecca si ieri sera; ed ora in voi. Ed i suoi geni: quasi certamente sono ancora vivi in decine di persone.

È morto il ‘catilinismo’? Direi di sì.

Ma, se fin da piccoli ci avessero letto le Catilinarie come ideale e morale, e mito fondativo della Nazione -allora, no, non sarebbe morto. Perché noi continueremmo a vederlo ovunque. Riduci il catilinismo ad una sua parte abbastanza piccola -è statisticamente certo che potrai trovare un qualche fenomeno che lo presenta.

Il fascismo era un tutto unico. Quel tutto giace sotto una grossa lapide dalle parti di Piazzale Loreto; e su quella lapide, senza incertezze, possiamo scrivere la data ‘1945’.

E le sue parti? Essendo passato molto meno tempo, certamente varie sue parti (anche piuttosto ingombranti) sono ancora vive.

Quali sono queste parti?

Il fascismo era violenza. Capita ancora che la polizia sia assurdamente violenta? Assolutamente sì. Capitano ancora aggressioni violente, perfino, dichiaratamente fasciste? Certo.

Però… manca un pezzo: nessuno di questi episodi ha avuto la minima rilevanza istituzionale. È un residuo di barbarie quotidiana che cova negli angoli bui della nostra società. Ma, nessun partito si serve politicamente della violenza -come invece il fascismo faceva, apertamente.

Il fascismo era censura. Esiste ancora la censura? Senza dubbio. In caso qualcuno non l’avesse notato, quanto a libertà di stampa siamo un paese semilibero:

Ma, di nuovo: manca un pezzo. Non è una censura di legge. Nessuno impedisce a me o chiunque altro di scrivere pressoché qualunque cosa in pubblico. L’asservimento dell’informazione al potere è realizzato mediante velata persuasione, dissuasione, influenze, etc… metodi che, in qualche grado, inevitabilmente sono presenti in qualunque democrazia, anche le migliori. Che poi la nostra cultura civica sia talmente debole da permettergli di essere efficace quasi quanto una censura di Stato, non cambia il fatto che la sostanza sia diversa.

Il fascismo era fede nell’Uomo della Provvidenza. …e qui. Certo, in Berlusconi si riscontra parecchia somiglianza. Come in tanti altri. Compreso Grillo, che farebbe davvero meglio a stare zitto su questo; anche perchè…

Il fascismo era lotta alla Casta e rinnovamento morale; era ‘beni pubblici’ e Welfare. …eh?

Ma sì. Lo si ricorda poco, ma se il fascismo odiava i ‘comunisti’, non era poi tanto meno tenero (almeno a pariole) contro i ‘borghesi degenerati’; né contro i ‘plutocrati’ anglosassoni. Se ebbe tanto successo, fu perché si presentò, almeno inizialmente, come movimento della “gente” onesta ed entusiasta contro una classe politica corrotta e immobile (ricorda qualcosa?).

Economicamente, il fascismo diede un forte contributo a definire quella che è effettivamente la ‘terza via’ tra il liberismo anglosassone, ed il comunismo sovietico: lo Stato forte. Che a differenza dello ‘stato onnipotente’ comunista accetta il ruolo determinante dell’iniziativa privata al suo interno, ma che, a differenza dello ‘stato leggero’ del liberismo, non si fa scrupoli ad intervenire, anche direttamente e pesantemente, per risolvere i conflitti sociali.

Era nel contensto una via obbligata, per difendere il sistema: i conflitti sociali erano costantemente a rischio di portare alla rivoluzione. Ma resta il fatto che, se l’Italia fu all’avanguardia nell’edificazione definitiva di quello che poi divenne il ‘modello di welfare eurpeo’, si deve anche al fascismo. E questa ‘terza via’ è esattamente quella che poi la sinistra con nonchalance ha fatto propria, e difende con le unghie e coi denti.

Magari, accusando di ‘fascismo’ chi cerca di smantellarla… divertente. Mentre ovviamente, nel momento in cui la rivoluzione proletaria non è più un’opzione, il fascismo che ad esso era reazione diventa obsoleto: quello che succede, è che stiamo tornando al liberismo americano. Che é cosa ben diversa; ed il fascismo vi si opponeva esplicitamente.

Insomma, perdonatemi se mi viene da ridere quando qualcuno accusa di “tradire la Resistenza” il governissimo Napolitano-Letta. Più che di ‘fascismo’, avrebbe un discreto senso accusarlo di ‘giolittismo‘. Al confronto di cui, il nuovo fascismo è indubbiamente Grillo –ma anche no, dato che i tempi sono cambiati. Internet non è la radio -e la gggente non è più formata da reduci di guerra, per dirne una.

Ma questo non lo capirà mai chi non si sognerebbe mai di ricordarsi del trafiletto dei libri di scuola riguardante Giolitti (è roba vecchia, che c’entra?); e ciò nonostante pretende di comprimere l’intera varietà delle idee e degli interessi contrapposti dietro due etichette quasi altrettanto passate; in questo caso fascismo e comunismo. Così come non capirà mai praticamente mai nulla, del resto.

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