Fuori dalla valle oscura

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male.

(dal Salmo 23)

Ieri sono capitato, non ricordo come, su un sito intitolato “proofs for God”, o qualcosa di simile; con un simpatico sfondo con Dio, una stella ed un’elica di DNA. In essenza, era un tentativo di sostanziare la religione cristiana con la logica e l’osservazione scientifica. 

Iniziativa del tutto lodevole. Ero onestamente curioso.

Non fosse che, a parte i punti stima per aver avuto il coraggio di affrontare nero su bianco ed in pubblico i punti “scomodi”… non ci ho trovato nulla di più intelligente delle risposte un po’ stiracchiate che ho ricevuto fin da bambino.

Es: “se vedi un computer, non è improbabile che si sia fatto per caso? Che dire allora dell’universo?” (se invece vinci alla lotteria -non è estremamente improbabile che abbia vinto proprio tu, per caso? Di certo questo dimostra l’esistenza di un Dio, necessario per decidere che avresti vinto proprio tu).

Nonostante ciò, non è stato affatto un sito inutile. È stato utile a stimolare me ad applicare un altro po’ di logica alla religione. E diamine, c’è ancora un mondo.

Prendiamo la famosa domanda:

“Andrà all’inferno chi non ha avuto modo di conoscere il cristianesimo?”

A lui ha ispirato un tot di banalità. A me, ha ispirato una domanda nuova

…ma perché dovrebbe esserci qualcuno che non conosce Dio?

Insomma. Qual è la storia dell’umanità? Lasciamo da parte la storia classica con Adamo ed Eva, la torre di Babele, il Diluvio e tutto quanto; che è estremamente stimolante e ne raccomando senz’altro la lettura dal punto di vista dello studio antropologico, ma per conoscere un eventuale Dio mi affiderei prima a quanto scritto sul retro dei cereali. Dubito che qualcuno oggi ci creda sul serio -con ogni probabilità, i più ritengono questa una “allegoria”; e crederanno in una storia “moderna”. Ovvero, una storia che vada su queste linee:

  1. Dio dà l’anima ad una scimmia (di cui sta più o meno in qualche modo “guidando” l’evoluzione fino all’uomo)
  2. Centinaia di migliaia di anni dopo, Dio si rivela ad Abramo. Intanto, il resto del mondo è incontestabilmente idolatra: ad ogni evidenza, non ha mai sentito parlare di un Dio che assomigli a quello ebreo, né a quello cristiano.
  3. Per mille anni e qualcosa, la parola di Dio resta pressoché sconosciuta -o meglio, confinata ad un popoletto da due soldi in un angolino di mondo.
  4. Poi arriva nientemeno che il Figlio di Dio: allora si ha una vertiginosa accelerazione, ed in “soli” 500 anni il messaggio di Dio in versione riveduta e corretta conquista l’Europa -dove per quasi un altro migliaio di anni riesce a malapena a sopravvivere.
  5. Bene, e così siamo “già” arrivati al momento in cui il piano di Dio raggiunge il suo compimento grazie all’invenzione delle vele triangolari, che permettono finalmente di portare la Parola al di là dell’oceano… e del fucile a pallettoni, che permette di renderla convincente.

Insomma; per la prima volta nella storia,  da un secolo circa, al più, tutto il mondo ha l’opportunità di conoscere il cristianesimo …dopo soli 3000 anni dall’inizio della “storia della salvezza”!

È logico? No, considerate:

  • Avete un messaggio molto importante per tutti gli uomini del mondo (tanto importante, in effetti, che chiedete ai vostri seguaci di non risparmiare alcuno sforzo nel diffonderlo. Anche a costo della vita)
  • Avete il possesso di tutti i mezzi di comunicazione del mondo. Potete raggiungere ogni uomo in qualunque momento.

Sicuramente, la cosa più logica è dirlo ad un tizio in mezzo al deserto. Dicendogli di tramandare la rivelazione ai suoi figli. Di certo, nessuno troverebbe un modo più efficiente! 

Diamine: se sei il Dio di tutti, ti fai conoscere da tutti. Non sto dicendo che Gesù avrebbe dovuto morire una volta per popolo; anche se questo è stato uno dei passaggi intermedi che mi sono passati per la mente… no –è molto più semplice: tutto il mondo avrebbe dovuto essere “popolo di Dio” fin dall’inizio.

Voglio dire: gli hai dato un’anima? Allora ti fai conoscere -da tutti. Gradualmente quanto vuoi: ma ti assicuri che l’intera umanità si sviluppi avendo ben presente che tu sei Dio. Non hai avuto remore a farlo all’interno del tuo “popolo eletto”, ebreo prima e cristiano poi; intervenendo con profeti e miracoli ogni volta che rischiavano di sviarsi… perché non tutti? Non c’è semplicemente alcun motivo per non agire così (a meno di ammettere: non sei onnipotente, o non sei buono, o non sei giusto etc) -e tutti i motivi invece per farlo.

Quello che mi ha colpito, in particolare, è… che non ci avevo mai pensato. È lì; un assurdo grosso come un pianeta, una assurdità tale da confutare sostanzialmente l’idea che esista un Dio dell’umanità, dato che se così fosse le cose sarebbero andate molto diversamente.

Eppure, fino a questo momento non lo avevo notato: avevo sostanzialmente dato per buona l’idea che, se esistesse un dio, ne discenderebbe pacificamente la necessità un millennio di “popolo eletto”, e tutto quanto. È come rendersi conto di avere, finora, indossato un paraocchi.

Un paraocchi creato dall’educazione. Fa sempre bene, ogni tanto, ricordarsi come nulla renda sicuro un potere quanto spingere i popoli che se ne lasciano condizionare in una strettura, valle oscura mentale… abbastanza oscura da non riuscire a guardarsi attorno, restando prigionieri degli stessi schemi mentali.

(non solo la Chiesa in verità, anche se è probabilmente il caso più eclatante per noi.)

Sempre ricordarsi di guardarsi intorno, e provare a pensare “fuori dalla scatola”; fuori dalla valle oscura dove il pastore del gregge ci guida.

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Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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