Chiesa rebooted

Papa Francesco, bisogna davvero ammetterlo: sa sorprenderci.

Recentemente, ha diramato… un’altra sacra enciclica? No: un sondaggio. Diretto alle diocesi di tutto il mondo.

Potete leggere le domande in originale, nella versione americana:

Cominciate a scorrerle, trovate cose come

23 – Esiste nel vostro paese una legge civile di riconoscimento delle unioni di persone dello stesso sesso equiparate in qualche modo al matrimonio?

ma anche

26 – Nel caso di unioni di persone dello stesso sesso che abbiano adottato bambini come comportarsi pastoralmente in vista della trasmissione della fede?

 

…what? Cioè.

Leggendo queste domande, il mio cervello le traduce automaticamente in un’immagine: la Chiesa che si sveglia, si guarda attorno ancora un po’ assonnata, e poi si dice

yaawn, ma quanto ho dormito? 2000 anni?

Vabeh… eeehy; ma… c’è un mondo là! Succedono cose anche al di fuori del miei sogni -possibile?

Ok; magari vale la pena di perdere un momento a chiedersi un po’ come funzioni…

L’internet, naturalmente, ride. Probabilmente, perché ha imparato a farlo come reazione riflessa, ogni volta che sente “chiesa”. Ma forse per la prima volta, non riesco a seguire di cuore. Una Chiesa che abbandona la torre d’avorio -ed i conseguenti canonici 50 (o 400) anni di lag nel rendersi conto di cosa le sta succedendo attorno …eeh? Se questa novità segue coerentemente (e da Francesco, posso credere lo faccia), ha il potenziale di essere una tale rivoluzione, da far impallidire un polveroso Concilio (dove, ricorderei, hanno addirittura deciso di abbandonare il latino. Nel 1960).

Potrebbe anche essere la fine dei lussi immeritati: la Chiesa ascolterà attentamente i bisogni della sua gente, rivedrà con attenzione la sua offerta spirituale, veglierà sul comportamento dei suoi ministri; e da oggi, la villa potrà farsela solo chi batte la quota di produzione, in numero di anime!

…ok, non riesco a restare serio. Del resto, l’idea della Chiesa come qualcosa di sensato, è comica in sé, in un verso o nell’altro. Ma chissà: ho sentito dire in giro che saprebbero fare, letteralmente, miracoli; adesso vediamo.

Naturalmente: nulla sarebbe più odioso di una chiesa che fa indagini di mercato, e si adegua alla domanda del pubblico come un business. Ispessire programmaticamente la già ostinata patina di razionalizzazione potrebbe rendere ancora più difficile arrivare a stanare le contraddizioni. O no? Dopotutto, se, in nome della coerenza, le comunicazioni mondiali rapide permettessero di uniformare effettivamente la dottrina religiosa a livello mondiale, identificando e piallando le deviazioni locali -questo diminuirebbe significativamente l’appeal per molte comunità; che non prenderebbero bene non poter più avere una Verità sartorialmente adattata a quello che già pensavano ai tempi del paganesimo. E se si facesse un serio lavoro per controllare che ogni cristiano creda effettivamente a quello che professa, come pare trasparire l’intenzione (anziché lasciare che un’etichetta monolitica riunisca, essenzialmente, un’eresia a persona) -sarebbe un progresso inestimabile: finalmente si potrebbe avere una teoria da confutare; anziché dover ricominciare da zero affrontando razionalizzazioni diverse ogni singola volta.

Staremo a vedere. Intanto, buon lavoro, Santo Padre*.

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Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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