Riflessione sulle primarie.

Se il vostro concetto di ‘elezione’ è “serve a vedere chi vince” …allora la vostra strategia politica ottimale per questo 8 Dicembre è: andate a funghi.

Renzi >> Cuperlo >> Civati. Non c’è un solo sondaggio (né, se per questo, scenario, zona geografica, fascia di età, o livello di istruzione -tranne, forse …twitter) in cui la situazione non sia solidamente questa. Per dire: solo in alcuni scenari estremi, si riesce a far scendere Renzi qualche pelo sotto al 50%.

Allora, votare è inutile?

NO

Soltanto -è il momento di sbizzarrirsi col voto simbolico.

Votare Renzi

significa tifare per una forte investitura. Significa votare via frazioni e correnti, e volere un partito compatto dietro al Leader. Significa votare per un rinnovamento, ma rassicurante –ultimamente anche più che sulla “rottamazione” punta sull’immagine di navigato amministratore, ed ha imbarcato buona parte della vecchia dirigenza. Significa anche un ulteriore movimento verso il centro: con Fornero, con Marchionne, probabilmente verso il presidenzialismo.

Votare Cuperlo

significa Renzi + sinistra 1.0. Significa voler salvare il prestigio dell’Apparato, ma anche delle idee che ha rappresentato: il leader sarà sempre Renzi; ma con Cuperlo non troppo distante secondo, avrebbe molte più difficoltà a liberarsi delle persone, ma anche delle idee che hanno caratterizzato il Pd fino a qui. Altro punto: un Cuperlo forte è un voto per la stabilità, rendendo significativamente meno traballante la poltrona di Letta.

Votare Civati

significa Renzi + sinistra 2.0. Un Civati che insidia Cuperlo per la posizione eminentemente Pd di “miglior perdente” sarebbe la debàcle dell’Apparato; sarebbe la domanda di un rinnovamento ancora più radicale -che, inoltre, guardi meno ad essere Monti 2.0, e molto di più al Movimento 5 Stelle (con tutte le realtà, movimenti per i beni comuni e compagnia, che ad esso si sono rivolti per disperazione nel Pd).

e poi, naturalmente… c’è l’unica alternativa che Renzi davvero teme

Non votare

vuol dire… consegnare il Pd sempre a Renzi, ma un Pd debole. L’avere le primarie, e quindi una certa apertura e democrazia interna, è essenzialmente l’unico punto forte del Pd. Un Pd che non riesce a portare il suo popolo a partecipare è essenzialmente un Pd che ha fallito. E le prospettive sono già fosche… le ultime proiezioni parlano di neppure due milioni. Partendo dai tre milioni di solo un anno fa -sarebbe una bocciatura senza appello.

Restate a casa se pensate che il Pd abbia fallito e non sia altro che un ostacolo; non votate se volete un Pd ancora più debole, ancora più confuso, ancora più incapace di incidere sul governo; ancora più fragile di fronte alle opposte sirene centriste, comuniste, grilliste – un partito che potrebbe non sopravvivere unito fino alle prossime elezioni.  Ma, io direi, fatelo solo se avete in mente un’alternativa… nel qual caso, per favore, fate sapere anche a me quale!

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Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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2 risposte a Riflessione sulle primarie.

  1. Sil Bi ha detto:

    les petites choses toujours viennent à bout des grandes …
    … e se alla fine vincesse Civati???

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