Parlare per convincere (solo sé stessi)

Mi è capitato recentemente di scatenare una appassionata discussione su Facebook riguardo alla religione. La Galileiana è tendenzialmente un ambiente sostanzialmente più laico della media nazionale; ma se si trova un religioso, potete stare certi che non lo sarà in maniera banale o poco pensata.

Vi riporto il suo post che preferisco, ma gli altri sono esattamente dello stesso tono

Le ragioni ultime che giustificano l’accoglienza della Rivelazione giacciono entro la Rivelazione stessa e non fuori di essa. La credibilità della Rivelazione non va dimostrata in sede di razionalità filosofica lungo un itinerario che si muova dalla ragione filosofica verso la Fede, ma va messa in luce dirigendo l’attenzione in primo luogo alla Rivelazione e, a partire da essa muovere verso l’universalità della ragione. In quanto presenti all’interno della Rivelazione, i motivi di credibilità della fede sono da considerarsi anch’essi donati insieme alla Rivelazione, e dunque da annunciarsi insieme ad essa, non come suoi preamboli. La credibilità della Rivelazione ammette una logica propria, che si snoda storicamente dalla promessa al compimento, e ha il suo apice nella credibilità del compimento di una promessa/donazione di Amore. Essa si mostra del tutto coerente sia con la storicità dell’essere umano sia con la sua apertura al riconoscimento della credibilità nel segno del dono di sé. Ogni cosa canta la gloria di Dio, e la sua Verità. Ma garanzia della Verità è la Misericordia del Padre Celeste, nel quale e per il quale dono noi possiamo riconoscere quella Verità che pur permea noi e le strutture del mondo, e che però vogliamo sempre dimostrare cercando di appurarla senza prima chiedere appunto la più grande delle munificenze, quella della Grazia, per cui noi possiamo dire “Ove il peccato abbondò, la Grazia sovrabbondò”.
Questo è un estratto della “Fides et Ratio”.“Insegna il Concilio che “a Dio che si rivela è dovuta l’obbedienza della Fede” [Dei Verbum, 5]. Con questa breve ma densa affermazione, viene indicata una fondamentale verità del cristianesimo. Si dice, anzitutto, che la fede è risposta di obbedienza a Dio. Ciò comporta che Egli venga riconosciuto nella sua divinità, trascendenza e libertà suprema. Il Dio che si fa conoscere, nell’autorità della sua assoluta trascendenza, porta anche con sé la credibilità dei contenuti che rivela. Con la fede, l’uomo dona il suo assenso a tale testimonianza divina. Ciò significa che riconosce pienamente e integralmente la verità di quanto rivelato, perché è Dio stesso che se ne fa garante. Questa verità, donata all’uomo e da lui non esigibile, si inserisce nel contesto della comunicazione interpersonale e spinge la ragione ad aprirsi ad essa e ad accoglierne il senso profondo. E per questo che l’atto con il quale ci si affida a Dio è sempre stato considerato dalla Chiesa come un momento di scelta fondamentale, in cui tutta la persona è coinvolta. Intelletto e volontà esercitano al massimo la loro natura spirituale per consentire al soggetto di compiere un atto in cui la libertà personale è vissuta in maniera piena. Nella fede, quindi, la libertà non è semplicemente presente: è esigita. E’ la fede, anzi, che permette a ciascuno di esprimere al meglio la propria libertà. In altre parole, la libertà non si realizza nelle scelte contro Dio. Come infatti potrebbe essere considerato un uso autentico della libertà il rifiuto di aprirsi verso ciò che permette la realizzazione di se stessi? È nel credere che la persona compie l’atto più significativo della propria esistenza; qui, infatti, la libertà raggiunge la certezza.”
Nell’indagare dobbiamo comunque riconoscerci peccatori, e per la nostra stessa natura creaturale non capaci di conoscere il Mistero per intero, ma secondo la porzione e le modalità che a ciascuno concede il sommo Vero, il sommo Bene e il sommo Giusto. Se è vero che il peccato non fa mai perdere all’uomo il libero arbitrio, la libertà comunque si corrompe e cade in balìa di passioni disordinate. Quella di poter seguitare nel peccato è una libertà malata, che impedisce all’uomo di compiere il bene, che pure egli crede di riconoscere e che lo attrae. Solo in Cristo, prima, e nell’uomo ricolmato di Grazia in Cristo, poi, si coniugano perfettamente la passività di chi accoglie umilmente il disegno di Dio e l’attività di chi si sa chiamato a rispondere in modo libero e totale.

TL;DR: sta dicendo che prima devi credere …e poi capirai perché. Quindi passa il resto del post (nonché, i post successivi) a magnificare quanto sia buono e giusto, se credi, credere.

Ok, è ovvio: ma nel momento in cui ti dico che trovo la premessa risibile, in quanto contraria a ogni regola di buon ragionamento, allora, ovviamente, è risibile la pretesa di convincermi con un argomento che discende completamente da qualcosa che sai benissimo rigetto. Tolta la prospettiva di convincermi, tutto il discorso diventa ovviamente un, sommamente triste, parlare per parlare. Parlare per convincere solo sé stessi.

Però.

Però poi ho ricordato questo.

LessWrong è, come suggerisce il nome, una comunità di razionalisti, riunitisi da tutto il mondo nello scopo di essere… beh, un po’ meno nel torto ogni giorno. Esplorare le potenzialità e, ovviamente, i limiti della ragione …e spingere ogni giorno quei limiti un po’ più in là. Finora, il loro lavoro è stato davvero notevole -inutile dire che ho grande stima dei contibuti che pubblicano.

E questo contributo mi sta dicendo che sono un idiota.

(visto che funziona? Avendolo capito, potrò esserlo un po’ meno la prossima volta)

First, what does it mean to win or lose an argument? There is an unspoken belief in some quarters that the point of an argument is to gain social status by utterly demolishing your opponent’s position, thus proving yourself the better thinker. That can be fun sometimes, and if it’s really all you want, go for it.

But the most important reason to argue with someone is to change his mind. If you want a world without fundamentalist religion, you’re never going to get there just by making cutting and incisive critiques of fundamentalism that all your friends agree sound really smart. You’ve got to deconvert some actual fundamentalists. In the absence of changing someone’s mind, you can at least get them to see your point of view.

“making cutting and incisive critiques that all my friends agree sound really smart” è esattamente quello che ho fatto io. Mentre: se anziché soltanto usare la razionalità riguardo all’argomento in discussione, l’avessi applicata anche a me stesso, avrei dovuto chiedermi

  1. il mio scopo
  2. come arrivarci

…e rendermi conto che stavo semplicemente accumulando argomenti, che non mi avrebbero portato assolutamente da nessuna parte. Perché avevano senso per la mia logica -ma, non per quella del mio avversario. Suona familiare? Yep: ho fatto esattamente lo stesso errore che disprezzavo nel mio avversario.

(…ma come? Le posizioni di partenza non sono affatto simmetriche. In particolare, la mia è giusta e la sua sbagliata …ma stai a vedere che lui reputa di essere nel giusto, e che io sbagli? …al che, deve venire il sospetto che dal punto di vista umano sono simmetriche? Non da quello scientifico forse; ma purtroppo le discussioni le fanno uomini)

Naturalmente, aver capito il mio errore nel rapportarmi con i religiosi non mi rende automaticamente in grado di “de-convertire” magicamente la gente. Individuato l’errore, resta non banle trovare la soluzione.

Ma è sempre così. Ammetti che c’è un muro; e pezzo per pezzo, prima o poi lo abbatterai.

La circostanza che mi ha convinto a scrivere questo post, però, è che l’argomento è, per coincidenza,  d’attualità anche fuori dalle nostre mura. In particolare -al riguardo del nostro amato Renzi.

Se ritornate or ora da Marte, vi ricordo che qualche giorno fa il Segreatario Novo ha fatto la sua proposta-sorpresa al M5S:

“Noi siamo pronti a rinunciare ai rimborsi elettorali. Però tu ti impegni a cambiare la legge elettorale insieme a noi. Se non lo fai, sei un chiacchierone -Beppe firma qui. […] Io sono disponibile a rinunciare ai 40 milioni del prossimo anno se tu ti impegni per superare il Senato, abolire le Province e su legge elettorale […] Se non ci stai, sei per l’ennesima volta un chiacchierone e l’espressione buffone vale per te.”

…ed ha fallito clamorosamente

I rimborsi elettorali vanno restituiti agli italiani, non a Grillo. Sono soldi che i partiti hanno incassato aggirando un referendum e che la stessa Corte dei Conti ha denunciato come non dovuti. Caccia la grana, Renzie, e cacciala tutta

Ora: i fan sfegatati (loro direbbero probabilmente “innamorati”) del Pd possono anche esultare

erodem

…ma. Dimenticano un piccolo dettaglio.

the most important reason to argue with someone is to change his mind

Renzi ha fatto una proposta che è ottima, dal punto di vista del Pd. Rientra nel metodo standard: noi abbiamo qualcosa che crediamo sia giusto (i rimborsi elettorali), ma l’altro è contrario; quindi siamo pronti a sacificarlo, a trovare un compromesso -se l’altro ci aiuta ad ottenere quello che vogliamo. Naturalmente, tutto per il bene del Paese. Tutto molto giusto, coraggioso e democratico …dal punto di vista del Pd.

Ma se punti agli elettori di Grillo, quello a cui devi pensare è come ragionano gli elettori di Grillo. E Renzi gli ha fatto una proposta politica. Errore: questi hanno della politica una concezione raffinata quanto questo signore

“Non sono d’accordo” “Non brucerò il tuo corpo. Non ti farò questo onore. Ti lascerò a marcire nella pianura. I vermi mangeranno la tua carne, e le mosche i tuoi occhi, finché non resteranno che ossa” “Prima devi uccidermi” “…TU SEI GIÀ MORTO”

E naturalmente, hanno anche una lingua diversa. Dove “compromesso” ha tutto un altro significato.

Direttamente dal Dizionario del Grillino

Compromesso, s.m. com-pro-mes-so: parola che indica uno spregevole inganno della partitocrazia a danno della Gggente. Si danno due principali accezioni

1) c. praticato da due partiti Ka$ta: è un modo per tentare di dare all’altro la colpa di metà delle porcate che faranno insieme; cercando di nascondere il fatto che erano ovviamente già d’accordo su tutto fin dall’inizio.

2) c. proposto da un partito Ka$ta ad uno Gggente: è un modo per corrompere la purezza della Gggente, cercando di assimilare e quindi neutralizzare la sua carica rivoluzionaria prima che li travolga completamente.

…è dunque così sorprendente che Renzi, avanguardia del Partito del Compromesso, abbia fallito nel proporre un compromesso a gente che disprezza il compromesso più di ogni cosa?

Grillo ha poi buon gioco a rigirare la frittata ad uso del suo pubblico: non darci quello che chiediamo per “giochini di potere”, daccelo perché è giusto. I suoi non ragionano in altro modo.

Certo: Renzi ha fatto la figura di quello che rompe le barriere e prova a dialogare. Ma l’ha fatta presso quelli che già ragionano come lui. Perché se vuoi aprirti davvero, devi capire come ragiona l’altro. Spero quindi che fosse una mossa di pura propaganda interna al partito; al più avrà recuperato qualche pecorella smarrita, in fondo al cuore moderata.

Se l’obiettivo era assestare davvero un colpo alla credibilità di Grillo -è stato un clamoroso fallimento. Perché non capiva la psicologia degli altri.

(…come si negozia con un barbaro che prende la disponibilità per paura? Non lo so -se lo sapessi sarei io a Roma; ma, posso ricordare le sagge parole di Illyrio Mopatis, relative al simpaticone di cui sopra:

questi selvaggi non concepiscono il commercio: quello che vogliono, se lo prendono. L’unico modo di ottenerne qualcosa è… fargli un dono per primo. Non gli stai dando qualcosa per qualcos’altro: gli stai dando qualcosa in segno di buona volontà. Se sarà sufficientemente compiaciuto della tua offerta, prima o poi si sdebiterà.

Renzi, se teneva davvero alla collaborazione del M5S, ed era davvero disposto a rinunciare a quei soldi, avrebbe probabilmente dovuto …rinunciare ai rimborsi elettorali, semplicemente. E, sempre senza chiedere nulla, cominciare a realizzare alcuni dei punti simbolici del M5S. Allora, solo allora, chiedere “Beh? Ci siete, o no?”. Se fatto molto bene -Grillo avrebbe potuto esserne devastato.

Estremamente difficile? Estremamente costoso? Estremamente rischioso? Certamente; non siamo a questo punto perché é facile. Probabilmente ha scelto la strada più sicura…)

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Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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