Un corso per le professioni del nuovo millennio.

Da sempre più parti, ci spiega il nuovo responsabile del corso, si sente accusare le università di autoreferezialità; di formare figure astrattamente acculturate, ma del tutto inadatte al reale mondo del lavoro. Ma qui, in quello che è ancora uno dei più prestigiosi atenei al mondo, abbiamo deciso che non potevamo permetterlo. Abbiamo deciso di cambiare, per tornare all’avanguardia.

Abbiamo lavorato duramente, prosegue, per capire il mondo del lavoro; capire che cosa richiede davvero oggi. Ma -lo avete visto, il mondo del lavoro? Stati in dissesto che bloccano le assunzioni da decenni. Banche che non sanno se esisteranno domani. Grandi aziende il cui principale obiettivo di prdutività è licenziare di più e meglio. Piccole aziende che chiudono come mosche.

È chiaro che il mercato è ormai saturo di figure professionali utili. Un giovane che si affacciasse oggi sul mercato del lavoro intenzionato a darsi da fare per produrre qualcosa di concreto per il mondo, dovrebbe prepararsi per una lunga coda di disoccupazione, dietro a legioni di trenta-quaranta-cinquantenni tutti ancora in attesa del proprio turno. Pertanto, è evidente che il mercato ci chiede invece figure inutili, parassitarie, e possibilmente dannose. La risposta classica, naturalmente, è sempre stata dare impulso alle facoltà di economia.

Tuttavia, è sempre più evidente come gran parte dei nostri aspiranti laureati non è semplicemente in grado di affrontare la complessa matematica richiesta da questo corso di studio, come le funzioni lineari. Dall’altra parte, neppure le tradizionali facoltà umanistiche sono più una soluzione: pur soddisfacendo il requisito di inutilità, incoraggiare più giovani ad iscrivervicisi, ormai, ci attira soltanto l’accusa di formare futuri senzatetto.

Noi abbiamo deciso di raccogliere la sfida -di tornare a guardare al mondo del lavoro liberandoci delle vecchie idee e pregiudizi accademici. E crediamo, ci sia concessa l’immodestia, di aver trovato la soluzione.

Camminate oggi per in Piazza Maggiore, o ad esempio via San Vitale. Che cosa vedete? Quale attività sta fiorendo? Non certo i negozi, che chiudono e cambiano gestore ogni due mesi fino ad essere comprati da marocchini. Bisogna guardare meglio, liberarsi dai filtri borghesi. Quale attività economica si espande senza conoscere crisi? Esatto: i barboni che chiedono l’elemosina. Per questo abbiamo deciso di prendere coraggio, e dare ai nostri givani una preparazione adeguata alle reali oppotunità che troveranno una volta fuori da qui. Ed ecco dunque che oggi con orgoglio posso presentarvi il corso sperimentale interdipartimentale in

Scienza dell’Accattonaggio e degli Espedienti

“È un’idea che si innesta sul tronco più nobile della cultura italiana”, ci spiega il professore di Classici ed Eloquenza: “finalmente l’antica e nobile tradizione oratoria italiana, un patrimonio trasmessosi ed ampliatosi ininterrottamente per millenni, trova un suo naturale sbocco pratico nell’economia reale. I cartelli sgrammati appartengono al passato: che sia con citazioni di Menenio Agrippa sulla necessità di solidarietà tra tutte le parti sociali, oppure con i raffinati sofismi di Gorgia, o ancora con la torrentizia oratoria di Cicerone, il barbone del futuro potrà contare su risorse pressoché illimitate per raggiungere l’obiettivo dei suoi 50 centesimi di elemosina.”

“La tradizione religiosa” gli fa eco il professore di Teologia e Superstizione “non può sottrarsi a rinnovarsi per rispondere a questa sfida. Andiamo oltre i soliti santini sempre uguali, al massimo di Padre Pio o Madre Teresa: dopo il corso, i nostri giovani sapranno invocare la carità nel nome di 753 santi diversi, uno per ogni situazione.”

“E non dimentichiamo il contributo della tradizione più propriamente cattolica: che proprio qui in Italia ha raggiunto punte di eccellenza mondiale nel sollecitare la liberalità privata nonché, naturalmente, quella pubblica.”

“Il contributo della mia disciplina” si agiunge il professore di Psicologia della Circuizione “sarà fondamentale. L’insistenza molesta è una tattica rozzamente efficace; ma non può chiaramente reggere alle sempre maggiori richieste delle vitt… ehm, donatori. Grazie ai miei insegnamenti, i barboni del terzo millennio sapranno mettervi magistralmente a vostro agio. I soldi lasceranno la vostra tasca senza quasi che ve ne accorgiate.”

Siamo tentati di prenderlo in parola, vedendo nell’elenco dei corsi quello in “Borseggio e Rapina”

“È un corso di utilità sociale” ci assicura il professore “serve, naturalmente, a permettere ai nostri studenti, che si troveranno ad operare in un ambiente difficile, a riconoscere simili comportamenti illegali, e riportarli immediatamente alle autorità… almeno ufficialmente. Suvvia, sa anche lei che gli scrupoli sono una cosa del passato; il mercato del lavoro globale richiede, impone di restare a galla e combattere con tutte le armi disponibili.”

“Dopotutto”, aggiunge, “non abbiamo fatto che adattare alle esigenze dei nostri studenti tecniche da anni applicate nella loro essenza con grande successo dai maggiori manager.”

Altri corsi sono più originali, come quello di Alcolici Naturali.

“Una larga parte della vita del barbone” ci spiegano “è vissuta immersa nello stupore alcolico. Ed i nostri allievi devono essere adeguatamente preparati. Dopo il corso, sapranno ricavare con strumenti di fortuna liquore di qualità non troppo inferiore a quello che bevevano da studenti da oltre 25 tipi di rifiuti urbani.”

“Il corso permetterà loro anche di diventare una parte attiva della comunità dei diseredati: vendendo alcool ai loro compagni di sventura meno preparati, attraverso il duro lavoro avranno l’opportunità di guadagnarsi un’indigenza relativamente confortevole ed agiata.”

Ma il nuovo percorso di laurea sarà davvero un successo?

“Certamente”, ci rispondono, “i giovani capiscono molto meglio la loro situazione di quanto si voglia far credere. Basta solo dare loro le opportunità giuste. Abbiamo già per il primo anno miliaia di diplomati dai migliori licei, disposti a dare fondo alla pensione dei nonni ed al sussidio di disoccupazione dei genitori, finché durano, per cogliere quella che rappresenta oggettivamente la loro migliore speranza di sopravvivenza per sé e la propria famiglia nei nuovi scenari economici.”

Pare dunque che il senzatetto del terzo millennio sarà un professionista altamente specializzato.

“Esattamente. Volevamo dare un segnale forte, sovvertire la vulgata nichilista secondo cui la laurea sarebbe ormai inutile. Il messaggio che diamo ai giovani è questo: nel mondo competitivo del futuro, senza laurea non si potrà più essere nessuno. Neppure barboni.”

“Forse, solo politici.”

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Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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