Basta crudeltà: dite no alla Natura! #stopmothernature

Un ottimo motivo per cui sono abbastanza scettico quanto ai “diritti degli animali”.

Ogni tanto riemerge il problema dei pulcini maschi nelle fabbriche di uova

Soltanto in Italia, ogni anno, oltre 30 milioni di piccoli pulcini appena nati (maschi), essendo “inutili” per le uova e non adatti per la carne, vengono ridotti in concime organico per i campi, come unica conseguenza dell’industria delle UOVA. I metodi di uccisione comunemente impiegati sono mediante gassazione (http://laverabestia.org/play.php?vid=2995) o mediante tritacarne a lama (http://laverabestia.org/play.php?vid=1150). Utilizzati sono anche i metodi per soffocamento o annegamento. Qualsiasi tipo di allevamento, sia esso in batteria, biologico o all’aperto, si risolve inevitabilmente con l’uccisione dei pulcini nati maschi prima e di tutte le galline di “fine carriera” dopo (http://laverabestia.org/play.php?vid=1735).

nota 1: «I pulcini maschi devono essere soppressi secondo una normativa europea perché non si tratta di polli da carne (col gas oppure mediante una specie di tritacarne a lama)» spiega Valerio Costa, imprenditore del più grande incubatoio d’Italia a Cocconato d’Asti. «Questa è la razza delle galline ovaiole, e i maschi vengono eliminati subito dopo la nascita, mica lo facciamo per cattiveria, è proprio inevitabile, non servono a nulla, accade in tutto il mondo». [estratto da “Nessuno vuole quella montagna di pulcini” articolo di MAURIZIO CROSETTI pubblicato su “Repubblica”]

nota 2: I maschi di razza OVAIOLA non sono utilizzati nel mercato della “carne” perchè “producono” una carne “qualitativamente scadente” per il mercato, crescono inoltre troppo lentamente e non raggiungono un peso sufficiente a essere economicamente vantaggiosi nella logica produttiva industriale. Per questo scopo, ugualmente terribile, esistono le razze da “CARNE”, così definite, classificate, impiegate ed utilizzate in zootecnia.

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Bene. Questo è quello che fanno gli umani, e non è difficile dire che è orribile.

Ma come si dice, raramente l’uomo inventa qualcosa che la Natura non abbia già fatto; dalle ali, ai polimeri (la steta di certi ragni è incredibile)… ecco, funziona ancora meglio con la crudeltà.

Vogliamo parlare dei maschi? Un esempio che conoscete: gli insetti sociali. I maschi, là, volano UNA volta.

Non appena hanno fatto il loro dovere -muoiono. Non servono più? La Natura li elimina. Orribile?

Ma ci sono esempi migliori.

“Almeno il fuco qualcosa ha vissuto”, direte? Bene, vogliamo parlare degli acari Adactylidium?

La femmina gravida si nutre di un unico uovo di tripide; al suo interno porta a sua volta da 6 a 9 uova, da cui, una volta schiuse nel suo corpo, fuoriescono e si sviluppano da 5 a 8 femmine e un solo maschio. Quest’ultimo si accoppia con tutte le sorelle mentre essi sono ancora nel corpo della madre; questa viene letteralmente divorata dall’interno dalla prole in cerca dell’uscita. Le femmine, a questo punto fecondate, praticano dei fori nell’involucro di quel che rimane della loro madre per emergerne e cercare altre uova di tripide; anche il maschio ne fuoriesce, ma non si mette in cerca né di cibo né di altre compagne, e muore nel giro di poche ore. Le femmine invece vivono altri 4 giorni, finché la loro prole non le divora dall’interno.

Ah. In alcune specie del genere, si arriva alla logica conseguenza: il maschio non “nasce” proprio, non vede la luce del giorno. Muore circondato dal cadavere della madre (e dalle feci sue e delle sorelle).

Ma forse gli acari non sono verterati. Bene, vogliamo parlare dell’Anglerfish?

(…che c’è, non è puccioso? Gli animali sono tutti uguali!!!!!)

L’ottimo sito The Oatmeal spiega meravigliosamente la vita del maschio della specie.

La Natura se ne frega altamente della sofferenza. Dal punto di vista della Natura, i polli hanno vinto il jackpot: guardate quanti sono! Hanno occupato una “nicchia ecologica” (i pollai) che gli garantisce un successo riproduttivo invidiabile… al costo di tritare i maschi? E che sarà, tante altre specie lo fanno già!

Come mai l’uomo si è sottratto a questo circolo di sofferenza -fino a dimenticare cosa significa “Natura”? Perché viviamo in un modo che di “naturale” non ha più assolutamente nulla.

E questo vale anche per gli animali. Gli animali in quanto animali non possono avere diritti -non è naturale.

Alcuni animali, certo, sono diventati parte integrante della società umana, vivono una vita del tutto innaturale -nonché, in completa balia dell’uomo. E pertanto possono godersela.

Ma non si vede davvero perché dovrebbe essere obbligatorio.

L’unica via ragionevole per migliorare la situazione delle galline ovaiole è probabilmente renderle più artificiali: ad esempio, eliminando direttamente il concetto di maschio. Cosa che, comunque, manco a dirlo, esiste già in Natura.

Viceversa, reagire smettendo di mangiare uova… sarebbe una catastrofe dal punto di vista della Natura. Dato che porterebbe la razza delle galline ovaiole all’estinzione.

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3 risposte a Basta crudeltà: dite no alla Natura! #stopmothernature

  1. Ros ha detto:

    Bravo ottimo. Meno male che non sei nato controsesso delle ovaiole. Che fortunato! altrimenti che vuoi che sia, c’è solo una lama che ti tritura vivo appena apri gli occhi. Ma guai a mettersi nei panni degli altri e soprattutto non bisogna interessarsi degli animali, non portano mai nulla di buono! l’uomo invece si! ha preso il posto della Natura . Ehh questa natura crudele, meno male che cè l’uomo che aggiusta tutto!!! Ah un’ultima cosa, i bambini africani? meglio farli morire di fame e uccidere milioni di pulcini tanto a che servono? la carne non è buona neanche per il terzo mondo!

    • francescodondi ha detto:

      Meno male davvero, o non mi sarei goduto la vita per niente -lama o non lama.

      Crescere i pulcini delle ovaiole (non mangi molto da un pulcino) richiederebbe più granaglie per la stessa carne che non allevando un pollame specializzato per la carne. In quel modo diminuiresti la quantità di cibo disponibile anziché aumentarla; se così non fosse, il mercato avrebbe probabilmente trovato un modo di rivendere la carne.

      • Ros ha detto:

        Bene, questa risposta è già molto più sensata e potrei quasi condividerla.
        Avresti potuto scrivere un articolo più serio e anche un minimo più rispettoso. Alla fine è sempre di VITA che si parla…

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