La Grande Fuga (Fiat/Elettrolux/etc.)

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Giusto qualche pensiero sulla fuga delle aziende dall’Italia.

Primo: impedire ad aziende che non desiderano restare di andarsene è scoraggiare l’ingresso di aziende nuove; la mancata libertà d’impresa è un ulteriore costo.

Secondo: perché dobbiamo comptere solo al ribasso sugli stipendi? Non è solo dei soldi che si lamentano le aziende estere, in generale! Uno Stato che

  1. riformasse le giustizia. Processi che durano, e costano, anni  e anni, sono qualcosa da cui ogni persona di buon senso fugge senza pensarci due volte.
  2. avesse leggi credibili e ragionevoli …noi ogni tanto ci inventiamo anche le tasse retroattive -e quelle preventive, da pagare certamente ora su guadagni che forse farai. L’incertezza è un costo.
  3. abbattesse la corruzione. Le bustarelle sono una tassa aggiuntiva.
  4. investisse sulle infrastrutture. Se è più economico spostare merci con Shanghai che Taranto, è ovvio che non potrai chiedere uno stipendio superiore.
  5. investisse sulla formazione. Creativi lo siamo, ma sulle conoscenze utili alle imprese siamo decisamente in basso. Perché delocalizzano le imprese italiane e non quelle tedesche -nonostante gli stipendi siano più alti là? Evidentemente, gli operai tedeschi hanno competenze che in Polonia (e in Italia) non si trovano.

…avrebbe qualche speranza di sopravvivere.

Le prime tre riforme si possono fare a costo zero: rinunciando solo ai malcostumi della nostra classe dirigente. Anche per i due punti successivi si potrebbero trovare risorse, volendo, razionalizzando l’esistente (soprattutto le infrastrutture).

E poi, certo, ci sono le tasse. Che vanno effettivamente tagliate, almeno un po’. Non ci sono i soldi per farlo subito? Se le aziende continuano a fuggire, non ci saranno neppure in futuro.

Volete una soluzione-trucco che, stavolta, potrebbe anche funzionare? Promettere una riduzione tra due-tre anni. Se le aziende possono contare che andrà meglio, è molto più probabile che stringano i denti. E che la ripresa finalmente arrivi -e allora ci siano le risorse.

…avete già individuato il problema, immagino: promettere? Torniamo al problema di credibilità. Se la Merkel promette qualcosa, i mercati ci fanno conto. Se il governo italiano promette qualcosa, Berlusconi, Monti, Letta, poco cambia -ci ridono dietro. Giustamente, visto il passato (sul debito si fidano, ma solo delle nostre catene).

Ma una soluzione si trova. Vi piacciono tanto le clausole di salvaguardia, quando si tratta di aumentare l’IVA? Bene: facciamo una clausola di salvaguardia per cui, se non si trovano soldi in altro modo, scatta il taglio orizzontale… di stipendi parlamentari, indennità, budget delle Camere, amministratori di società pubbliche (che comunque sono in quote politiche), vitalizi e pensioni d’oro (anche solo maturati dal momento della legge in poi, visto che retroattivo non è fattibile). Non perché questo basti a liberare risorse. Ma chissà: magari così, magicamente una soluzione si trova. (e dev’essere una soluzione accettabile, perché massacrare ulteriormente i servizi per salvarsi gli stipendi non sarebbe esattamente una politica premiata nell’urna dai citadini).

Facciamo la prova?

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