Politici centrali

Sono sempre stato molto contrariato da un fatto. Nessuno ha mai risposto chiaramente alla semplice domanda: che cosa è andato storto nel 2008, per creare questa crisi?

Insomma, è successo un evento storico di portata secolare. Che certamente condizionerà il mondo per molti anni -e la mia generazione in particolare. Avrò diritto a capire cosa è successo?

Ora, non solo ogni tanto su Internet persone altrimenti abbastanza ragionevoli continuano a chiedere ogni tanto “perché nessun banchiere è andato in galera”. Ma abbiamo anche il candidato socialista, Schulz, a fare campagna dicendosi contro “banchieri e speculatori”.
È questo il punto? L’intera classe dei banchieri è malvagia? Hanno gettato la maschera di agenti rettiliani, mandati a distruggere la nostra civiltà?  Sono impazziti tutti? Leggendo i giornali, parrebe qualcosa del genere.
Ma ora ho fatto un corso di macroeconomia. E capisco un po’ meglio l’importanza di questo sconosciuto… il tasso di interesse.
Già. Questo è il grafico del tasso di interesse USA, nominale e reale (al netto dell’inflazione) negli ultimi anni
US-Real-Interest-Rate-Graph
Nulla di strano? Forse non ad un primo sguardo.
Ma a me, quel che segue il 2001 sembra molto strano.
Guardate: dopo il picco del 2000, corrispondente alla bolla dot-com, il mondo entra in leggera recessione. Per ridare fiato all’economia, il tasso di interesse si abbassa rapidamente. Fin qui, tutto come dovrebbe essere. Il tasso di interesse reale tocca zero, ma è esattamente quello che serve per far ripartire gli investimenti. Era già successo (brevemente!) nella, analogamente piccola, crisi del 1993.
Poi… poi le cose cominciano a diventare strane. Il tasso continua a scendere. Questo è molto strano. Vedete come nel 1994 i tassi sono tornati a crescere, non appena l’economia è ripartita; e tutto è andato bene. Nel 2003 no. L’economia cresceva del 2, del 3, anche 4%; eppure, la banca centrale continuava a dare via denaro facile come se si fosse in crisi.
Perché è sbagliato? Perché crea inflazione, è la risposta standard… guardate il periodo precedente in cui il tasso reale è stato a zero: gli anni ’70. L’iperinflazione (che c’era ovunque, non solo in Italia) è finita solo quando i tassi reali sono stati riportati ad essere positivi.
Ma, oggi il mondo sviluppato sembra particolarmente resistente all’inflazione… tanto è vero che, vedete, abbiamo avuto tassi negativi per anni senza che andasse fuori controllo.
Che cosa può andare storto, allora? L’altro effetto negativo dei tassi troppo bassi è… bolle finanziarie. Ovvio: se costa poco prendere soldi in prestito, si rischia di meno a fare debiti per scommettere in borsa.
E se il costo è negativo… perfino se l’investimento si rivela in perdita, potresti averci guadagnato comunque. Investiam, investiamo!
Comincia a quadrare?
Ma allora… perché la FED ha adottato una politica simile… e, del resto -perché ha smesso bruscamente nel 2004?
Guardate di nuovo la forma di quella curva. Prima, i tassi di interesse fluttuavano in modo molto incerto -vedete una linea tremolante, mentre la banca centrale osserva l’economia e si aggiusta di volta in volta. Il rialzo del 2004-2006 è… una linea dritta. Più che un aggiustamento, è una marcia forzata. Sembra davvero tradire una rincorsa a tornare ad un tasso di interesse corretto, da cui si sa benissimo di essersi discostati al ribasso, per scelta -fino al 2004.
…cosa è successo nel 2004?
Mhh

Mhh

…questo signore è stato rieletto.
Stesso governo, quindi, non cambia nulla, direte? Sbagliato. Bush prima del 2004 aveva bisogno di far contenti gli elettori -appunto per essere rieletto!
E come fare a far sembrare che tutto vada bene,quando sei uno dei peggiori amministratori dell’orbe terracqueo -riuscendo a devastare un bilancio che era in surplus, mandando al macero migliaia di miliardi tra guerre inutili e tagli di tasse ai ricchi?
Semplice: non occorre essere un genio, per capire che regalare soldi fa felice la gente…
…e, miracolo; coincidenza… la FED proprio questo, improvvisamente, comincia a fare. Prestare soldi a interessi che sono, davvero, un regalo. Tassi negativi (non di zero virgola -si è arrivati al 2% sottozero) …vuol dire pagare la gente per prendere soldi.
Quando uno ha tutte le fortune!
Nel 2004, la rielezione arriva, a furor di popolo. E chi non sarebbe entusiasta del denaro gratis?
I banchieri centrali. Che, apparentemente, sanno benissimo di averla fatta grossa. Vedete lo spigolo nella politica: i tassi di interesse, che erano stati perfino abbassati negli anni precedenti, cominciano a schizzare in linea retta verso l’alto. Appena in tempo, in effetti: nel 2005 l’inflazione tocca il 4%; il doppio dell’obiettivo. Il che, tra l’altro, ha l’effetto di continuare a schiacciare l’interesse reale verso il basso, contrastando l’aumento del tasso base. Ma i banchieri centrali sanno il fatto loro, dopotutto: con una manovra da manuale, alzano il tasso di interesse con decisione, giusto poco più di quanto cresca l’inflazione.
Nel 2006, apparentemente, i mercati si convincono che la banca centrale fa sul serio. Il dissiparsi dei timori di inflazione futura, secondo un meccanismo ben noto, si autorealizza immediatamente: l’inflazione, dal 4%, crolla e si riancora esattamente al target: 2%.  L’economia, naturalmente, a causa dell’aumento dei tassi, rallenta -per due trimestri la crescita si azzera, mentre prima non era mai cresciuta meno del 2%. Ma è un incidente di percorso; nel 2007 torna quasi ai livelli precedenti. Siamo semplicemente tornati ai tassi giusti, per l’economia.
Tutto a posto dunque… pericolo scampato?
Ehe, no. Non per il mercato del credito.
Guardate: da -2 a +3%, e in soli due anni, è il singolo aumento di tasso di interesse reale più brusco, fin dagli anni ’70. E veniva da territorio negativo.
Quindi, ecco cosa è successo nel 2006, apparentemente. Quattro anni di tassi negativi avevano reso estremamente attrattivi anche i prestiti ad alto rischio, i cosiddetti subprime… moltissimi ne avevano approfittato per comprare casa. Di fronte a tassi tornati alla normalità, però, (e tanto più, mentre l’economia rallentava, sempre per il rialzo dei tassi) moltissimi di quei prestiti non erano più sostenibili.
E lo scoppio della bolla si è autoalimentato. I prestiti erano stati concessi con garanzia il valore dell’immobile. Ma un valore che era gonfiato dall’eccesso di domanda, creato proprio dai mutui facili. Quando questo si esaurì, ed in contemporanea molte case, riprese dalla banca dopo il fallimento di un mutuario, finirono di nuovo in vendita, il prezzo delle case cominciò a calare. Di conseguenza, molti si trovarno con una casa che valeva meno del mutuo… e preferirono fallire. Fu una vera a propria epidemia.
Nel 2008, l’unica cosa che è successa è che le banche, dopo aver resistito due anni, hanno raggiunto il punto di rottura.
Il resto è, purtroppo, storia.
Però. Torniamo alla domanda …è colpa delle banche?
Avrebbero dovuto non investire, quando era conveniente farlo? Avrebbero dovuto aspettarsi un aumento dei tassi di interesse di cinque punti in due anni -un salto mai visto da 25 anni a questa parte? Forse sì, dopotutto.
E però. Regole, manette… sì; per combattere l’obesità, palestra obbligatoria per tutti, e guardie armate che pattuglino le città e multino chi eccede un certo peso… certo, potrebbero funzionare.
Ma se evitassimo di rendere negativo il prezzo del McDonald (nota: ci siamo quasi) …ecco, potrebbe essere ancora più efficace!
Io direi che le responsabilità sono altre… le banche hanno fatto esattamente quello che la teoria prevede, in risposta alle politiche dello Stato.
La Banca Centrale, viceversa, ha seguito una politica difficilmente giustificabile. Era un esperimento, in buona fede, finito fuori controllo? Può anche essere, per quanto si possa obiettare sull’opportunità di sperimentare sulla pelle del mondo senza alcuna discussione pubblica… ma la decisione con cui si sono continuati a tagliare i tassi in una fase di espansione, e la prontezza, poi, con cui si è cambiata politica proprio in coincidenza delle elezioni, puntano a tutt’altra spiegazione. Ovvero, che la FED abbia abdicato, colpevolmente, alla propria autonomia, sacrificando il benessere di tutti all’interesse di un uomo e della sua cricca.
I mercati finanziari, a quel punto, sono un’arma; e come ogni arma potente, a doppio taglio. In risposta a buone politiche, fanno ancora meglio. In risposta a politiche errate… disastro.
E perché non se n’è parlato? Perché neppure Obama l’ha denunciato? Nell’interesse della nazione, immagino… per paura che la gente non capisca. Per uscire dalla crisi, stavolta, i tassi negativi sono necessari. Se fosse passato il concetto che i tassi di interesse reali negativi sono il male (perché questo è il livello medio della dialettica), la mostruosa politica monetaria espansiva attuale, pur necessaria, sarebbe stata continuamente intralciata da polemiche all’infinito. Inoltre, la fiducia nell’indipendenza della banca centrale è un pilastro dell’economia. Il solo sospetto che sia così facile comprometterla avrebbe generato inquietudine a non finire. Capisco, quindi, che abbia preferito lavare i panni sporchi a porte chiuse… e salvare le banche. Purché si prendessero loro la responsabilità di fronte al popolo, senza troppe storie.
Di certo, la lezione sembrano averla imparata. Dalla politica iper-espansiva imposta dalla crisi hanno fretta di uscire… ma hanno dichiarato con molta cura e anticipo come e quando intendono farlo. In modo da evitare un nuovo shock.
Resta che, se tutto questo è vero, siamo comunque in terriorio economico ancora più pericoloso di prima della crisi …e soprattutto: significa che dovremmo preoccuparci dell’indipendenza della FED.
…forse, dopotutto, gli USA dovrebbero chiedere l’ingresso -nell’Euro?
(naturalmente, dell’Euro ho già parlato. E anche qui, prendersela con “banchieri e speculatori” è un po’ come vestirsi da anatra in stagione di caccia, fare “qua qua” nel bosco, e poi inviperirsi se qualcuno ti spara. Certo, se non ci fossero cacciatori non sarebbe successo, e però… ma questa è un’altra storia)

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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