L’altra Europa con Tsipras: quella forte e a caso sull’errore opposto

Ci sono pochi dubbi che la cosìddetta “austerità” sia stata la politica sbagliata al momento sbagliato; e che se è stata “obbligata” da qualcosa, più che dal debito dei PIIGS, lo è stata dalla profonda disfunzionalità dell’Europa com’è, e da un’inquietante sudditanza al punto di vista tedesco.

Purtroppo però, il mondo non è diviso in “male” da una parte, e quindi “bene” dall’altra.

Molto spesso (e mai quanto ora), c’è un precipizio da entrambi i lati.

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Cosa propone “L’Altra Europa”?

Semplice, basta leggere il programma: via libera al debito. Sempre e comunque in ogni modo. E quando diventa un prolema: basta monetizzarlo con la BCE.

Addirittura, ponendo come obiettivo ‘principale’ della Banca Centrale la ‘piena occupazione’!

Ora, mi pare un tantino ironico accusare gli altri di “vecchie politiche che non hanno funzionato”. È il contrario speculare dell’austerità, naturalmente, che, sì, non ha funzionato.

Ma è una politica ancora più vecchia: è esattamente quella che ha causato la stagflazione (e l’impennata della disoccupazione!) negli anni ’70. La prima cosa che si studia dei risultati ottenuti dalla macronomia negli ultmi 30 anni è la dimostrazione del perché non funziona, e non può assolutamente funzionare.

E se ha provocato disastri applicata ad economie omogenee ed in sviluppo, fare lo stesso ad un’eurozona profondamente divisa ed in crisi… mi sembra la via più rapida per fare scintille, ma di un’esplosione. 

L’Eurozona va gestita in maniera diversa, non c’è dubbio. Ma ci vuole un minimo di criterio. Se mutualizzi il debito e rilanci gli investimenti a livello europeo, allora il fiscal compact diventa (sostenibile e) senz’altro necessario, ad esempio. Così come in Italia c’è già il patto di stabilità interno, del resto.

Sarebbe anche ora di smettere di fare politica sbandierando utopie inconsistenti. E magari mettersi con un po’ di pazienza a distinguere invece le differenze tra i programmi dei politici che hanno in mente progetti realizzabili per l’Europa, anche se meno entusiasmanti.

Nota: i grillini sono ancora peggio, naturalmente.

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