BitGas

E così, la Russia ha interrotto la fornitura di gas all’Ucraina.

Nella frazione di secondo dopo aver letto il titolo, i miei pensieri sono stati nell’ordine

  1. Quindi da domani la bolletta del gas sarà più cara?
  2. Ma come possono farlo? È possibile?
  3. D’oh …forse il mercato del gas non funziona come d’istinto immagino…

Come mi viene naturale immaginarlo? Semplice: una rete p2p completamente decentralizzata.

Chiunque voglia può costruire un nodo, ovvero un serbatoio di gas, più eventuali gasdotti che lo colleghino ad altri nodi; ed un’interfaccia per altri nodi che vogliano connettervisi. Naturalmente alcuni nodi sono pozzi, che aggiungono gas anche senza comprarlo, ed alcuni altri sono utenze, che sottraggono gas anche senza venderlo. In generale, però, ogni nodo può comprare o vendere gas secondo l’algoritmo che preferisce.

Gli utenti fissano il prezzo che sono disposti a pagare per il gas: il loro nodo si connette poi ai nodi che vede, e compra i gas da chi in quel momento lo vende a prezzo minore, se minore del prezzo massimo. I nodi intermedi a loro volta osservano quali nodi connessi vendono ad un prezzo minore di quello a cui altri comprano, e negoziano una transazione che massimizza il profitto. Naturalmente, più grande è il nodo del serbatoio, più l’algoritmo è libero di rimandare la ricostituzone delle scorte a momenti di basso consumo e quindi basso prezzo; questo genera incentivo a creare strutture che tamponino e regolarizzino la domanda, esattamente in proporzione a quanto ce ne sia bisogno. Chiaramente, se il pompaggio lungo una conduttura ha un costo, il nodo proprietario lo recupererà modificando i prezzi; aumentando i prezzi richiesti o diminuendo quelli offerti, a seconda (se il profitto non copre i costi fissi, il proprietario chiuderà la conduttura -avrà invece convenienza a costruirne tra nodi con prezzi molto diversi). Di nodo in nodo, il gas affluisce così in modo completamente automatico dai pozzi che garantiscono il costo minore -contando produzione+trasporto (=ricarico dei nodi lungo la rete).

…da qui, la mia perplessità. Certo, la Russia poteva aver comprato tutti i nodi connessi all’Ucraina, ed averli disconnessi dalle tubature in quella direzione. Ma sarebbe stato molto difficile. Tanto più, che un governo un minimo previdente si sarebbe premurato che almeno un minimo di tubature di sufficiente portata fino ad uno stato importante ed amico (es. la Germania) siano in mani amiche: lo stesso stato ucraino, stati alleati, imprenditori ucraini o alleati, la UE, etc.

In tal caso, non sarebbe fisicamente possibile escludere solo l’Ucraina, e non, nell’esempio, la Germania. Perché, se supponiamo che Putin controlli solo parte dei nodi connessi all’Ucraina (poniamo, quelli in Russia e Bielorussia), la loro disconnessione causerà semplicemente che la domanda si rivolga a quelli ancora attivi: fintanto che gl ucraini pagano abbastanza, e c’è banda disponibile nei gasdotti, la rete troverà automaticamente sbocco alla domanda sul gas dei nodi tedeschi; e questi, a loro volta, si rifaranno sui normali canali di aprovvigionamento della Germania, senza che sia in alcun modo possibile distinguere il gas che andrà in Ucraina. Dovesse passare dalla Cina, se esiste un corridoio di approvigionamento capace di connettere domanda e offerta, il sistema si organizzerà autonomamente in pochi minuti per sfruttarlo (il tempo che si generi e venga diffuso un gradiente di prezzo -il gas è già presente nei nodi, può essere immediatamente rediretto al miglior offerente).

L’unico rischio che resta è ovviamente quello di un collo di bottiglia: un nodo che si trovi una richiesta maggiore dell’offerta, e veda le scorte assottigliarsi, quasi certamente (sempre a seconda, si intende, dall’algoritmo deciso dal proprietario) alzerà i prezzi; il sistema cercherà sempre automaticamente la via di rifornimento più economica, ma se questo non è possibile, chi si trovi in una zona non più sufficientemente connessa vedrà la bolletta esplodere -finché questo non costringerà a tagliare i consumi superflui, riportando la domanda sotto la capacità. Come, del resto, è necessario fare, se gas a sufficienza non c’è! In ogni caso, chi ha davvero bisogno del gas non ha che da accedere al pannello di controllo del suo contatore, ed aumentare a sufficienza quanto è disposto a pagare: in tal modo ha la quasi certezza di riceverlo -indifferentemente dal fatto che sia ucraino o tedesco, se si è assicurato un minimo di connessione tra i due sistemi.

Naturalmente, non è così. Il mondo reale non funziona (ancora) come la rete Bitcoin.

Il gas viene venduto a prezzi fissi tra grandi aziende (in genere poche o anche una sola per nazione), che possiedono scorte per mesi. Essenzialmente, tutti i negoziati che ho immaginato avvenire istantaneamente tra una miriade di nodi …potrebbero avvenire a mano, semplicemente perché i numeri sono drammaticamente minori (e le scale temporali decisamente maggiori).

Con la differenza che questo dà tutto l’agio alla politica di intromettersi. Nel mio sistema sarebbe molto più difficile non trattare tutti ugualmente, a prescindere dalla cittadinanza.

In effetti: nel mio sistema la crisi non sarebbe proprio avvenuta. Non ci sarebbe alcun litigio tra i governi russo e ucraino -perché il prezzo sarebbe oggettivo. Se un ucraino non ha intezione di pagare, la fornitura sarebbe stata tagliata (a lui, non alla nazione!) letteralmente alla velocità della luce -il tempo per l’impulso elettronico contenente le risposte dei nodi visibili di comunicare all’utenza che non esistono transazioni disponibili al suo prezzo. Problema suo, sta a lui adeguarsi.

E invece, c’è di mezzo la politica.

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