Il diritto a molto, molto tempo libero

[#fromyesterday post: ora che sono laureato, posso riprendere in mano le bozze che non avevo avuto tempo di completare]

Ha fatto scalpore la notizia, riportata da Libero, che “i Rom su rifiutano di lavorare” in cambio di un aiuto economico da parte del comune. Data la fonte, è d’obbligo sospettare che ci sia qualcosa sotto -e infatti c’è.
Ad inalberarsi, in realtà, sono stati prima dei rom stessi i sindacati -e per ottime ragioni.
Cosa succederebbe se diventasse un’abitudine?

Ci sia una cittadina con tre disoccupati, Aldo, Barbara e Carlo. Si supponga che ci siano due posti disponibili come, poniamo, uomini delle pulizie in un museo. Supponiamo anche che il budget totale a disposizione sia 2000€. Supponiamo anche che si decida che il minimo per vivere una vita dignitosa sia 500€.
Lo stato vorrebbe allora assumere Aldo e Barbara, e pagarli al più 750€ a testa. Così ne resteranno 500 per il sussidio di disoccupazione a Carlo.
Ma, entra in gioco il sindacato, e decide che pagare un lavoratore meno di 1000€ è inaccettabile. I lavoratori sostengono compatti questa causa. Risultato, Aldo viene pagato 1000€. Barbara e Carlo restano disoccupati -con il sussidio da 500€ a testa. Il museo, naturalmente, è sempre mezzo sporco, ma soldi per assumere un altro lavoratore non ci sono.

Alora… allora il comune decide che, visto che non hanno niente da fare, ma ricevono soldi pubblici, Barbara e Carlo potrebbero anche dare una mano. C’è crisi, in fondo. In cambio dei loro 500€, Barbara e Carlo dovranno fare qualche ora di lavoro al museo. Non molto. Diciamo, 1/3 delle normali ore.

Ora …finalmente, il museo è quasi pulito! (ha i 5/6 della manodopera necessaria)
Tutti contenti, no?

Solo che… prima o poi, lo stato deciderà di voler fare dei tagli.
E allora -cosa gli impedisce di licenziare Aldo? Il museo sarà comunque pulito da Barbara e Carlo… e Aldo stesso, se vuole il sussidio! Non come lavoro, come “contributo di riconoscenza”, chiaro…

Ma l’effetto è lo stesso: con tre disoccupati che lavorano 1/3, il museo è… pulito esattamente come prima che si introdusse il “lavoro di solidarietà”.

Solo che lo stato paga 500€ in meno ad Aldo!

In essenza, questa idea del “i disoccupati si rendano utili” è un modo per aumentare senza parere l’offerta di lavoro -e quindi bypassare completamente l’effetto del sindacato; il cui ruolo è proprio “fare cartello” tra chi offre lavoro (quindi restringere l’offerta) per spuntare pezzi maggiorati. Gustamente si oppongono!

E in effetti, se vogliamo, avrebbe a questo punto più senso giocare a carte scoperte: puntare a creare lavoro (a stipendio più basso, ça va sans dire) indebolendo i sindacati.

Cosa che sta avvenendo, ma ci vorrà ancora un po’.

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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