Vergogna

Il problema degli attentati è che poi scrivono articoli come questo.

Certo; si è detto di tutto. Un consigliere del comune di Padova ha proposto di bandire l’Islam, per dire.

Ma questo è quello che proprio non sopporto: il piangersi addosso.

Cioè:

l’Oriente pare in vantaggio nella sua posizione strategica globale

l’Oriente si presenta in assetto culturalmente compatto, mentre l’Occidente no

WHAT

Seriamente. Prendetevi un minuto per ammirare l’impavido sprezzo della realtà necessario per mettere nero su bianco un pensiero del genere.

Chi esattamente è “in vantaggio nella sua posizione strategica globale”? Stiamo parlando dei disperati che una volta su due raggiungono le nostre coste senza annegare? Chi sarebbe “in assetto culturalmente compatto”? Stiamo parlando della stessa cultura che in metà della sua estensione è costantemente sull’orlo della guerra civile tra non meno di tre fazioni? Libia, Siria, Iraq -spaccati come meloni tra dittatore locale, ribelli filooccidentali, ribelli islamisti -a cui si sovrappone ogni genere di linea di frattura etnica/culturale/settaria: sunniti e sciiti, arabi, curdi e touareg, alawiti e wahabiti… se questa è compattezza, viva la frammentazione!

Ha mai letto un giornale questo articolista? E sarò un elitista, ma i titoli non contano.

Ah certo, i fruttivendoli islamici sembrano tutti uguali, nei cinque secondi in cui prendi i resto delle arance. Quindi agiscono come un sol uomo per conquistare il mondo.

Ah, ah no, ho capito: stiamo parlando di un gruppo di terroristi costretti a nascondersi e sconfessati più volte -dagli stessi che pretendono di rappresentare? Eh?

O ci manca un orizzonte prima intellettuale e quindi politico per affacciarsi al secolo che stiamo vivendo -rispetto a gente il cui unico orizzonte è riproporre il 6 secolo d.c. per sempre perché l’ha detto il loro amico immaginario?

Vogliate anche scusarmi mentre vado a vomitare finché non avrò dimenticato il come si stava bene quando gli americani ci tenevano a una catena più corta.

Non so. Dev’essere una malattia della democrazia. Ricordate l’Unione Sovietica? Quanti, in Europa, erano convinti che avrebbe vinto!

Un popolo unito da un ideale, dietro un leader. Ce li immaginavamo una marea umana, marciante all’unisono; invincibili, inarrestabili. Mentre noi eravamo tanto divisi e corrotti e decadenti; non avevamo speranza…

E poi POUF. Fallimento, bancarotta. Negozi vuoti, rivolte, e fine della commedia.

Certo, ciò che non conosci sembra uniforme e compatto. Perché non conosci la sua complessità interna.

BUT

ignorance-is-a-choice

È ora di darci un taglio. Non è solo stupido. È anche offensivo, disconoscere così la forza propria società, nei confronti di tutti coloro che hanno lavorato e si sono sacrificati per renderla così com’è. E da oggi, possiamo contare Stèphane Charbonnier e gli altri 11 morti tra coloro che si sono sacrificati.

In modo da organizzare una controffensiva sociale e inclusiva o anche, Dio non voglia, militare.

conclude l’articolo…. Dio non voglia che qualunque cosa sia organizzata su queste premesse deliranti, dico io. Poi possiamo parlarne.

Informazioni su francescodondi

Qui il mio curriculum online. "nerd score"
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