La Grecia entrerà nell’orbita della Russia?

Coi soldi della Cina si intende; si sa che fanno poliziotto buono-poliziotto cattivo.

Del resto:

-la Russia ha sempre guardato ai Balcani come sua naturale area di influenza. Di più: sarebbe una spettacolare contromossa al tentativo di “accerchiamento” che l’Unine Europea ha messo in atto con l’Ucraina. A Putin (e al suo elettorato) cose del genere piacciono. E del resto, la vera posta in gioco per lui adesso è l’Ucraina -che è messa molto peggio della Grecia. Se la Grecia si salvasse grazie alla Russia, e si profilasse la possibilità di un salvataggio simile per l’Ucraina se cambiasse lato, il governo anti-russo avrebbe probabilmente i giorni contati.

-la Cina non si è mai fatta problemi a gettare soldi su casi disperati pur di piantare bandierine da superpotenza in giro per i mondo. E nel caso della Grecia, la partita è ovvia: avere un tallone in Europa. L’interesse nel porto del Pireo non è una novità. Certo, ora Tsipras come primo atto ha fermato la vendita definitiva… ma dopo uscita dall’Euro, default e svalutazione, potrebbe essere costretto a vendergli di fatto l’intero paese; essenzialmente cambiando padrone dalla Troika ad uno meno spaventato di perdere, perché con di più da guadagnare. Il popolo può odiare un solo lato alla volta; e la transizione sarà tutta un trionfo di democrazia e orgogliosa rivolta contro il neoliberismo, sui giornali greci.

Dall’altra parte:

-la Germania si rende conto che la Grecia non può pagare. E pazienza; quando gli elettori tedeschi si renderanno conto che il QE non è la fine del mondo, allargarlo di 400 miliardi non sarà particolarmente un problema. Il problema ora è però non ripetere la stessa tragedia con altri stati (Italia, ma anche e soprattutto Spagna) che possano essere tentati di chiedere un tratto di penna sui loro debiti. Per questo, se la Grecia non seguirà le direttive dell’Europa, è necessario dal punto di vista tedesco che l’esito sia un disastro di proporzioni tali da essere un esempio agli altri. Se poi questo la spingerà per disperazione tra le braccia di una potenza straniera, è un danno collaterale… anzi, potrebbe perfino essere un vantaggio. La Germania è ben felice di commerciare con la Cina; ed ora che le vie di terra sono minacciate a causa dell’instabilità russa, aprire una via marittima che i cinesi possano chiamare propria potrebbe essere un toccasana per il commercio.

-gli USA, ovviamente, strepiteranno a non finire, come per l’Ucraina. Ma gli conviene. Cosa gli serve la Grecia? È una punta di diamante sul Mediterraneo; ma con lo sviluppo del gas di scisto, e più a lungo termine del rinnovabile, il Medio Oriente è passato da asset strategico a liability. L’ultimo messaggio è stato abbastanza chiaro: “ce ne freghiamo delle vostre tradizioni medioevali; possiamo continuare a giocare insieme, ma le regole tornano ad essere le nostre”. Di fronte al completo fallimento, dall’Iraq alla Libia, del tentativo di “normalizzare” la regione imponendo regimi democratici amici, e di fronte alla ripresa dell’imperialismo russo (che ad esempio ha stretto un asse di ferro con Assad), l’opzione migliore per loro è ritorcere contro la Russia la stessa tattica che usarono contro Napoleone: ritirarsi, e lasciare al nemico il dubbio piacere di “conquistare” una montagna di macerie fumanti. La Grecia, ora, si è appena messa in fila per far parte delle macerie. Del resto, l’Europa appetibile non è la Grecia, né tantomeno l’Ucraina, ma tutto il resto -quella occidentale, ma anche e soprattutto quella nordorientale (Polonia, etc): un territorio in rapido sviluppo, ma anche unito dall’essere profondamente russofobo. Un’Europa accerchiata e spaventata è esattamente quello che ci vuole per rinsaldare la cappa della NATO, a cui, fin dai tempi dell’Iraq, vari governi sono stati fin troppo recalcitranti; e soprattutto, è un’Europa, in mancanza di altri sbocchi, molto più propensa a firmare il famoso TTIP. Quale migliore accerchiamento che una Russia-Cina con un piede ad Atene?

Sembra fantascienza? I BRICS (quindi soprattutto Russia e Cina) hanno appena creato una loro versione del FMI, con potenza di fuoco (per ora) di 100 miliardi. E Tsipras ha già preso posizione a favore della Russia. Forse è solo una mossa politica per alzare il livello dello scontro dopo che il panico in cui forse sperava non c’è stato; o forse è semplicemente quello che onestamente credono. Ma potrebbe essere quella la direzione quasi inevitabile, che se ne rendano pienamente conto o no.

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